I due quattordicenni sono stati derubati, spogliati e picchiati per circa quattro ore in un campo di soia. La colpa sarebbe stata rivelare al sagrestano chi fosse stato il ragazzo colpevole di aver imbrattato il portone della chiesa. "Non era solo una bravata, c'era una crudeltà nel continuare anche davanti alla loro sofferenza", ha dichiarato la madre
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Due gemelli di 14 anni sequestrati, denudati e picchiati in un campo di soia a Conegliano, nel Trevigiano, da un gruppo di dieci adolescenti, nove minorenni tra gli 11 e i 17 anni e un maggiorenne. La loro colpa sarebbe stata quella di aver fatto la spia indicando il responsabile dell'imbrattamento del portone di una chiesa.
La vicenda
Il Gazzettino riporta le parole dei genitori: i due fratelli sarebbero stati attirati con una trappola, portati in una proprietà isolata, rapinati del cellulare e dei soldi che avevano in tasca, fatti spogliare e picchiati più volte. Alla base della violentissima aggressione, la convinzione da parte del branco che i gemelli avrebbero fatto la "spia" su un imbrattamento. Secondo loro, i gemelli avevano riferito al sagrestano del paese il nome dell’autore di un dispetto. Eppure, spiegano i genitori, “siamo stati noi a fare il nome del ragazzo che aveva imbrattato il portone della chiesa”.
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Il video dell'aggressione
La violenza sarebbe durata circa quattro ore ed è stata ripresa in video con un cellulare. "Deve pagare per aver fatto la spia", si sente dire dai giovani nel filmato, mentre uno dei due ragazzini, seminudo, viene spintonato sotto il getto dell'impianto di irrigazione. A inoltrare il video alla mamma, stando a quanto ha affermato lei stessa, sarebbe stato un undicenne, non con l'intento di denunciare l'accaduto, ma per divertimento. "I miei figli in lacrime e loro a seviziarli. Non capisco come possano esserci ragazzi così giovani con questa crudeltà nell'animo, con il cuore così vuoto", ha affermato la madre. "Quando abbiamo visto il video ci siamo resi conto della gravità della situazione. Non era solo una bravata, c'era una crudeltà nel continuare anche davanti alla loro sofferenza". I genitori hanno sporto denuncia ai carabinieri, consegnando anche i video e le chat in cui il gruppo invita uno dei ragazzini al parco, minacciandolo di picchiarlo se non l'avesse fatto.