Il complesso ospedaliero di
Padova si riorganizza per migliorare il servizio di dialisi e
follow up delle persone che vengono trattate nella fase acuta
dal reparto di Nefrologia.
Quaranta posti per la dialisi cronica all'Ospedale
Sant'Antonio (Osa), otto dedicati ai pazienti acuti in via
Giustiniani e sei posti all'ospedale ai Colli saranno
riorganizzati con un investimento di 530mila euro. La Nefrologia
dell'Azienda Ospedale Università Padova, diretta da Federico
Nalesso, ha così ridisegnato l'assistenza dialitica secondo un
modello fondato su personalizzazione delle cure, continuità
assistenziale e integrazione con il territorio.
L'obiettivo che si dà l'azienda ospedaliera è quello di
superare progressivamente il concetto della dialisi come
trattamento standardizzato e sviluppare una medicina sempre più
su misura nella quale metodica, intensità, durata e frequenza
del trattamento vengano adattate alle caratteristiche cliniche,
cardiovascolari e funzionali del singolo paziente.
"Si tratta di un progetto che nasce da una consapevolezza
precisa: il sistema sanitario è chiamato a confrontarsi sempre
di più con una realtà nella quale la cronicità costituisce una
delle principali sfide assistenziali, organizzative e sociali -
spiega Carla Destro, Direttore Sanitario dell'Azienda Ospedale
Università Padova -. La dialisi, infatti, non è solo una
prestazione sanitaria: è una parte significativa della vita
delle persone che ne hanno bisogno e per molti pazienti
significa sottoporsi con regolarità a un trattamento
indispensabile, organizzare il proprio tempo, conciliare le
esigenze della cura con quelle della famiglia, del lavoro e
della vita quotidiana. Il nostro impegno è stato, quindi,
confermare la qualità dell'assistenza erogata così come è stata
garantita negli anni passati e al contempo creare nuove
condizioni perché il paziente si trovi in un luogo
tecnologicamente avanzato, comodo per l'accesso, accogliente per
la permanenza".
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