Medio Oriente
Le delegazioni si incontrano presso l’ambasciata americana
I punti chiave
- Le indicazioni emerse nella prima giornata
- L’accordo quadro
- Di che cosa si discute a Roma
- Axios: «Trump ha detto a Netanyahu di ritirarsi da Siria e Libano»
Una due giorni per mettere Israele e Libano nelle condizioni di raggiungere un’intesa. Martedì 14 e mercoledì 15 luglio Roma fa da cornice al sesto ciclo di negoziati diretti tra Libano e Israele. I cinque round precedenti sono stati ospitati a Washington. Questa volta gli incontri tra le delegazioni avvengono presso l’ambasciata americana. Il nuovo round di colloqui nella capitale è stato annunciato nei giorno scorsi dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, durante un incontro al Council on Foreign Relations di Washington.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AILe indicazioni emerse nella prima giornata
Nella prima giornata i colloqui, a livello di ambasciatori, si sono protratti per circa cinque ore. Secondo le indicazioni fornite da un portavoce di Leiter, che sta guidando la delegazione israeliana, le parti hanno discusso l’attuazione del ritiro israeliano da due zone pilota nel Libano meridionale, che Israele ha accettato nell’ambito dell’accordo quadro raggiunto con la mediazione degli Usa alla fine del mese scorso, ma che ha ancora non ha attuato. Un portavoce del dipartimento di Stato americano ha spiegato che i colloqui sono stati produttivi e si sono svolti in un clima positivo. Il portavoce Usa ha anche sottolineato che entrambe le parti sono desiderose di andare avanti.
I colloqui riprendono nella giornata di oggi. Obiettivo: consolidare il cessate il fuoco e rendere operativo l’accordo quadro raggiunto lo scorso 26 giugno nella capitale Usa.
L’Italia si è mossa per convincere le parti a rinunciare a nuove operazioni militari, chiedendo all’Iran di agire su Hezbollah perché blocchi le sue azioni contro Israele. «Il fatto che si svolgano a Roma i negoziati è molto importante e dimostra quanto l’Italia sia protagonista per un’azione di pace in Medio Oriente», ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
L’accordo quadro
L’intesa mediata dagli Stati Uniti prevede un piano in 14 punti volto a porre fine in modo definitivo allo stato di guerra. L’intesa precede il ritiro delle forze israeliane (IDF) dal sud del Libano, il dispiegamento dell’esercito regolare libanese nelle aree di confine e il disarmo di Hezbollah e delle altre milizie, con la contestuale affermazione del monopolio della forza in mano allo Stato libanese.
Di che cosa si discute a Roma
I colloqui di Roma servono a stabilire la “tabella di marcia” concreta di questo piano, che si basa sul concetto di “zone pilota”. Da una parte c’è la proposta libanese: Beirut chiede un ritiro graduale ma immediato delle truppe israeliane da specifiche zone pilota nel sud del Paese, per consentire all’esercito regolare libanese di subentrare immediatamente e assumere il controllo della sicurezza. Il nodo principale è la sicurezza e l’effettivo disarmo. Hezbollah rifiuta l’accordo (che di fatto ne prevede lo smantellamento militare), rendendo l’applicazione sul terreno molto complessa. Israele, dal canto suo, pretende garanzie assolute che le aree evacuate non vengano rioccupate dalle milizie sciite prima di completare il ritiro. L’incontro a Roma punta proprio a trovare un compromesso tecnico su questa transizione, definendo i tempi e le modalità con cui l’esercito libanese prenderà il posto di quello israeliano nelle prime aree designate. Il 21 luglio il presidente libanese Joseph Aoun incontrerà il presidente Usa Donald Trump.
Axios: «Trump ha detto a Netanyahu di ritirarsi da Siria e Libano»
Secondo quanto riporta Axos, citando fonti vicine al dossier, Trump ha detto al premier israeliano Benjamin Netanyahu che Israele deve iniziare a ritirare le proprie forze dalla Siria e dal Libano. Il messaggio è stato comunicato durante la telefonata tra i due leader giovedì scorso. Il presidente americano a detto a Netanyahu che la presenza dell’esercito israeliano in territorio siriano crea tensioni e potrebbe portare a un’escalation. «Non vi vogliono lì. Dovete ridislocare le truppe», ha detto Trump, secondo quanto riferito da un funzionario Usa.
Riproduzione riservata
©
- Argomenti
- Libano
- Israele
- Roma
- ambasciatore
- Donald Trump
Newsletter
Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.
Iscriviti