Stati Uniti
La celebre cantante si è spenta a 80 anni nella sua casa, con la notizia diffusa attraverso un toccante video messaggio del nipote. Ha venduto oltre 100 milioni di dischi e scritto più di 3.000 canzoni

Il country perde una delle sue voci più grandi: è morta all’età di 80 anni Dolly Parton. A darne l’annuncio, la famiglia con un video messaggio affidato al nipote, Bryan Seaver sul profilo Instagram della cantante, morta nella sua casa a Nashville, in Tennessee.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AITennessee
Nashville è capitale dello stato del Tennessee

Fonte: Google Maps
“Si può essere una donna forte anche con il rossetto acceso e un cuore gentile”.
Così Dolly Parton, regina del country, ha vissuto e così se n’è andata oggi a 80 anni.
È morta a Neshville, nel Tennessee, il luogo dove tutto era cominciato, e dove aveva costruito un piccolo impero tra musica, filantropia e imprenditoria.
Cantautrice, attrice, imprenditrice, icona culturale e sociale, Parton ha rappresentato un’America che cambia, restando sempre se stessa: figlia del popolo, fiera delle sue origini umili, brillante e indipendente.
Con i suoi abiti sgargianti e la voce cristallina, ha scalato le classifiche mondiali, venduto oltre 100 milioni di dischi e scritto più di 3.000 canzoni, molte delle quali diventate pietre miliari della musica americana.
Con 25 singoli al primo posto e 49 album in vetta alle classifiche country, Dolly Parton ha segnato un’epoca. La sua voce, un soprano limpido e immediatamente riconoscibile, ha raccontato l’amore, la povertà, la famiglia, la fede, la resilienza, senza filtri né retorica. Ha saputo farsi amare da tutti: ricchi e poveri, democratici e repubblicani, giovani e vecchi, in un’America divisa. Tra i suoi brani più celebri si ricordano veri e propri classici della musica americana, come “I Will Always Love You”, una ballata struggente del 1974, riportata al successo planetario nel 1992 dalla potente reinterpretazione di Whitney Houston, diventata uno dei singoli più venduti di tutti i tempi. Altri titoli iconici includono “Jolene” (1973), con il suo irresistibile mix di dolore e implorazione femminile, “9 to 5” (1980), inno ironico e battagliero al lavoro femminile tratto dal film “Dalle 9 alle 5... orario continuato”, “Here You Come Again” (1977), che segnò il suo ingresso nel pop, e “Coat of Many Colors” (1971), autobiografico e commovente racconto d’infanzia che incarna perfettamente la poetica della dignità nella povertà.
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