Lutto.
03 settembre 2026 alle 00:18
Il calcio sardo perde uno dei suoi decani. È morto a 79 anni Gesuino Farris, storico allenatore del Pirri, la squadra che sotto la sua guida conquistò per due volte l'Interregionale. Aveva iniziato la carriera da tecnico nel 1978 e non ha mai smesso di frequentare i campi: in tribuna, da spettatore, seguiva molte partite, con la passione di sempre.
«È stato il mio allenatore ai tempi del Pirri», ricorda Pietro Caddeo, presidente della sezione calcio della Ferrini Cagliari. «Se ne va un pezzo di storia. Era una bella persona, sempre con la battuta pronta. E un grande allenatore, uno dei più preparati». Delle sue stagioni trionfali, Farris conservava ricordi nitidi. «Abbiamo fatto qualcosa di impensabile per i tempi odierni», raccontava, «per questioni soprattutto economiche. Nella stagione 1984-1985 avevamo vinto il torneo di Prima divisione conquistando per la prima volta l'Interregionale, classificandoci davanti ad Assemini e Gonnesa. Il presidente era Marco Piras, mio caro amico». In D c'era «un girone tutto sardo. L'Olbia aveva ottenuto la promozione in C. C'erano Tharros, Porto Torres, Fersulcis, Nuorese e Ilva. Eravamo retrocessi subito. Il livello era altissimo e non eravamo preparati». La risalita arrivò da lontano: «Nel giro di cinque stagioni, dopo essere finiti in Prima categoria, con un nuovo progetto eravamo riusciti a far ritorno in Interregionale vincendo il torneo di Prima divisione nel 1988-1989, precedendo Decimoputzu e Monreale Quartu. Non c'erano tanti soldi, ma tanta voglia di giocare e divertirsi. Il presidente era Gianfranco Orrù». Anche quell’avventura, la prima oltremare, durò un anno. Tra i rossoblù c'erano Salvatore Mura, “il rosso”, e Amedeo Fiorillo. C'è una partita che riassume tutto: il pareggio sul campo dell'Astrea Roma, poi vincitrice del torneo. «I nostri due portieri avevano subito un incidente in auto durante la trasferta. Chiamai il portiere della Juniores, Andrea Vadilonga. All’epoca i biglietti non erano nominativi. Era arrivato poco prima della gara. Aveva parato l’impossibile. La gara era terminata senza reti. Conoscendo la storia, alla fine erano felici anche gli avversari». Farris, che ha guidato pure Settimese, Ussana e Castiadas, riassumeva così quegli anni: «Un'esperienza incredibile per le nostre possibilità. Tanti sacrifici con quattro allenamenti alla settimana e tanta passione». Il lascito più bello è nelle sue parole: «Incontro spesso i nostri ragazzi. Mi abbracciano». Gli stessi che oggi, alle 16, nella chiesa di San Pietro a Pirri, si raduneranno per tributargli l’ultimo saluto.
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