Africa: nei terreni aridi i mezzi agricoli elettrosolari


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Aumentare la produttività agricola dell’Africa per ridurre la povertà è possibile, e la strada passa anche dai mezzi elettrici alimentati dal sole. L’idea è particolarmente preziosa in Paesi come il Malawi, dove la terra si lavora ancora con la zappa. Ma le macchine e i pannelli solari hanno costi elevati, e portare l’elettricità nei villaggi non è sempre la priorità rispetto al sostentamento quotidiano. Per questo, alla sfida tecnologica si è affiancato un programma sociale che punta a garantire l’accessibilità ai contadini, rendendo la transizione possibile anche per chi vive in condizioni di povertà.

Un micro trattore per produrre di più ed elettrificare i villaggi

Il micro trattore elettrico, che possiamo definire un motocoltivatore alimentato dal sole, potrebbe aumentare la produttività agricola degli agricoltori dell’Africa subsahariana e, allo stesso tempo, migliorare l’accesso all’elettricità. È questo il doppio obiettivo del progetto. Sul fronte tecnologico interviene Aftrak, un’azienda nata dalla Loughborough University, in Inghilterra, che sta commercializzando il “micro‑trattore elettrico”.

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Il micro trattore elettrico ad alimentazione solare

È dotato di un rompizolla in acciaio che perfora lo strato di terreno compattato tipico dei campi coltivati manualmente nell’Africa subsahariana. Cosa significa? Superare questo strato e creare solchi più profondi permette alle radici e all’acqua piovana di penetrare nel terreno, rallentando l’erosione e massimizzando l’assorbimento idrico.

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In questo modo il suolo diventa più resistente alla siccità. È la logica alla base della deep bed farming (DBF), una tecnica che prevede una lavorazione più profonda della terra.

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Questa tecnica, che in questo caso è associata al micro trattore solare, è sviluppata e promossa da Tiyeni, un’organizzazione non profit che si occupa di sicurezza alimentare e lotta alla povertà. Secondo l’esperienza di Tiyeni, il DBF può più che raddoppiare le rese agricole e aumentare i ricavi degli agricoltori fino a nove volte. Bene, ma per rendere efficace il progetto in una zona priva di energia l’azienda affianca alla meccanizzazione la vendita dei pannelli solari.

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Nel Malawi, nel 2023, solo il 15,6% della popolazione aveva accesso all’elettricità; nelle aree rurali la percentuale scendeva al 6%. Questa è la ricostruzione riportata dalla testata Egypt Independent.

L’energia solare viene dopo il cibo

Non basta la tecnologia per ottenere un cambiamento. Tiyeni sostiene che l’elettrificazione sia ostacolata quando le persone non percepiscono un senso di proprietà o un beneficio economico. A cosa serve l’energia quando la priorità è mangiare? L’energia solare abbinata al trattore potrebbe aumentare i redditi degli agricoltori e, nel lungo periodo, permettere loro di pagare l’elettricità e la manutenzione dei pannelli solari — ciò che Aftrak definisce un «modello autosostenibile di accesso decentralizzato all’energia».

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L’elettrificazione è un costo, come sottolinea il responsabile del progetto Aftrak, Jonathan Wilson, docente di sistemi energetici sostenibili alla Loughborough University. «Dobbiamo affrontare la mancanza di reddito e dobbiamo affrontare la mancanza di cibo, e solo dopo possiamo affrontare la mancanza di elettricità». C’è quindi da abbattere i costi d’ingresso alla tecnologia: questo è il modello di Aftrak. I trattori costeranno circa 3.500 dollari ciascuno e i moduli solari circa 1.500 dollari per unità. L’idea è di venderli a cooperative agricole, aziende indipendenti e organizzazioni non profit, talvolta con uno sconto, per garantire che la tecnologia resti accessibile. Gli agricoltori, tramite una app di noleggio, potranno affittare un trattore a ore, alimentato da un impianto solare centrale.

I primi test e i primi risultati

Aftrak ha vinto il Milken‑Motsepe Green Energy Prize da 1 milione di dollari nel 2024. Grazie ai fondi del premio, ai donatori e ai contatti di Tiyeni, Aftrak ha iniziato a testare il suo sistema in Malawi. Ha installato pannelli solari in una scuola primaria e in una clinica maternità, e sta sperimentando la combinazione di trattore e pannelli nel villaggio agricolo di Mzamu, nel nord del Paese, dove vivono 58 persone.

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«Prima di Aftrak usavamo le zappe per scavare il terreno ed era un lavoro duro. Ci potevano volere tre o quattro giorni», ha raccontato alla CNN il capo villaggio, Arnold Soko, 74 anni, che coltiva mais, fagioli e zucche. «Ora, usando il trattore, ci vogliono uno o due giorni». Dopo una giornata nei campi, gli agricoltori ricaricano il trattore utilizzando un modulo del solar grid hub. Ogni modulo genera 7,5 kWh al giorno, sufficienti per ricaricare il micro trattore oppure fornire elettricità alla comunità.

Dai primi test, gli abitanti dei villaggi hanno sottolineato l’importanza dell’elettricità, che ha migliorato soprattutto lo studio dei bambini e quindi la loro istruzione. E dopo i test? Aftrak afferma di avere 100 trattori in produzione nel Regno Unito e intende avviare la produzione nella città di Blantyre, in Malawi, in collaborazione con INFLO Inc, un produttore locale di tecnologie rinnovabili. Gli artigiani del posto verranno formati per assemblare i kit dei trattori e svolgere le riparazioni.

L’azienda prevede di distribuire il suo sistema in altre aree del Malawi e successivamente in Kenya, Sudafrica, Ghana e Nigeria.

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