Alessandro Conforto muore a 6 anni tra le braccia di mamma e papà, il piccolo stroncato dal tumore al cervello. Domani l'ultimo saluto

MONSELICE - Se n'è andato martedì pomeriggio, all'hospice pediatrico di Padova, il piccolo Alessandro Conforto. Accanto al bimbo, di soli sei anni, c'erano mamma Maria, papà Emiliano e la sorellina Gloria, che lo hanno vegliato fino all'ultimo respiro.

Il male con cui il piccolo conviveva da due anni, una neoplasia cerebrale, si era ripresentato negli ultimi mesi, dopo che le cure sembravano averlo sconfitto. La notizia ha stretto nel cordoglio Arquà Petrarca, dove la famiglia risiede, e Monselice, città d'origine del padre. 


LA MALATTIA

Dopo la diagnosi erano cominciati i cicli di chemioterapia e radioterapia, pesanti per un corpo così minuto, che Alessandro ha sopportato con una tenacia capace di stupire famigliari e medici. Era un bimbo forte, pieno di energie, e le terapie parevano aver avuto effetto: per qualche tempo la speranza era tornata a farsi largo in casa Conforto. Tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, però, un ultimo esame di controllo ha rivelato la recidiva e fatto sprofondare nel dolore gli stretti congiunti del bimbo. I sanitari hanno prospettato ai genitori un esito infausto e da quel momento la scelta è caduta su trattamenti non invasivi, per accompagnare il bambino nel modo più sereno possibile. Ogni strada era stata tentata, ma il male non ha concesso scampo. 


L’AMORE

Papà Emiliano, imprenditore nel settore dell'idraulica, ha messo da parte il lavoro per dedicarsi esclusivamente al figlio, con un unico obiettivo: fargli vivere le giornate con leggerezza, senza che nulla gli pesasse. Una dedizione totale, per custodire fino in fondo la sua serenità. I genitori hanno attraversato l'intero percorso clinico con riservatezza, contegno e dignità, proprio per proteggere la spensieratezza del loro piccolo, e la stessa discrezione ha accompagnato ogni fase del ricovero, fino agli ultimi giorni. Alessandro era un bimbo intelligente, vivace, sempre in movimento e, nonostante tutto, frequentava con assiduità, per quanto le condizioni lo consentivano, la scuola dell'infanzia. I nonni, paterni e materni, gli sono sempre stati vicini allo stesso modo e lo hanno accudito con amore, sostenendo i genitori in ogni passaggio di questi due anni. Trovare un perché a quanto accaduto è stato difficile, ma nella fede i Conforto hanno trovato l'appiglio più saldo lungo tutto il decorso della malattia: il papà è cattolico, mamma Maria è di origini russe e ortodossa, e ciascuno l'ha vissuta nella propria confessione, in un rispetto reciproco che li ha tenuti uniti anche nei momenti più duri. 


L’ADDIO

A celebrare le esequie sarà un pope ortodosso, padre Vasile Sestovski della chiesa della Natività di Padova, e il rito accolto nella chiesa parrocchiale cattolica di San Giacomo racconterà da solo l'incontro fra le due tradizioni, lo stesso equilibrio custodito ogni giorno fra le mura domestiche. La nonna materna, intanto, ha voluto raggiungere l'Italia da Mosca per non mancare all'ultimo saluto al nipotino. Il pope non nasconde la commozione. «Non ci sono parole, sono veramente addolorato - afferma il religioso -. Porgo le più sincere condoglianze: che Dio ponga Alessandro con i santi e gli angeli». E ancora: «Sono stato accanto alla famiglia e ne ho seguito da vicino la prova. Venivano nella chiesa ortodossa di Padova, dove celebro. Sono bravi credenti e persone di fede». La cerimonia funebre si terrà domani alle 9.30 nella chiesa di San Giacomo di Monselice, con partenza della salma dall'ospedale civile di Padova; al termine Alessandro riposerà nel cimitero cittadino. Lo piangono, insieme ai genitori e alla sorellina, i nonni, gli zii e i parenti tutti. Sull’epigrafe, con la fotografia del bimbo, i famigliari hanno affidato il loro saluto a una preghiera: «Son sicuro che c'è un angelo con me, che mi cammina accanto mite, soave e bianco e se aiuto gli chiedo, mi aiuta e non lo vedo».