Ambiente, stop allo spreco alimentare: serve un modello di consumo sostenibile

Una sfida allo spreco alimentare che coinvolgerà anche le scuole, in un’ottica di didattica ambientale sul campo, e che in Campania vedrà protagonisti il Parco Nazionale del Vesuvio e l’area est di Napoli, con interventi a San Giovanni a Teduccio, fino al Casertano e al Salernitano.

I dettagli

Se ne è parlato ieri nella sede del Csv Napoli (Centro di servizio per il volontariato) in occasione della presentazione dell’edizione 2026 del World Cleanup Day, in programma il prossimo 20 settembre. Alla manifestazione hanno aderito fino ad ora 212 Paesi, come ha ricordato la giornalista Mary Liguori, moderatrice dell’incontro. Che quest’anno ha cambiato focus rispetto alla precedente edizione: dallo spreco tessile allo spreco alimentare. Ad aprire il dibattito Umberto Cristadoro, presidente di Csv Napoli, che ha richiamato il ruolo del Centro di servizio per il volontariato nel sostenere il mondo del volontariato e l'importanza di un terzo settore presente e attento ai rapporti con le istituzioni. «Il World cleanup day è un progetto e un contenitore in cui il Csv crede molto», ha dichiarato Cristadoro, aggiungendo che «il terzo settore deve essere sempre presente e attento ai rapporti con le istituzioni, nel rispetto delle norme e delle regole sul lavoro. L’ambiente è un tema fondamentale». Vincenzo Capasso, presidente di “Let’s do it! Italy”, ha ripercorso la storia dell'iniziativa, nata da “Let's do It world” e riconosciuta come giornata internazionale dalle Nazioni Unite.

Meteo Napoli e Campania, allerta gialla su tutta la Regione: temporali improvvisi

«Sono 212 i Paesi coinvolti finora, alcuni dei quali in guerra, come Ucraina, Iraq e Iran», ha spiegato. «È bene raccogliere il rifiuto, ma l’obiettivo è prevenire e fare in modo che i rifiuti non vengano prodotti. Da qui la scelta, dopo il tessile, di occuparci di spreco alimentare: è il quotidiano, è ciò che facciamo nelle nostre case. Lo spreco alimentare è un costo invisibile con un impatto significativo su tanti aspetti della vita quotidiana». Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha inquadrato l'iniziativa nella cornice delle attività che l'associazione porta avanti dal 1993. «È un’occasione per valorizzare le buone pratiche, in una Campania che ancora oggi fa fatica a raccontarsi», ha detto. «Dobbiamo saper legare i momenti di rigenerazione alle vertenze storiche su ambiente e territorio, e così sarà anche per il World cleanup day, con iniziative concrete in luoghi simbolo da tutelare». Maurizio D'Ago, presidente di Acli Campania, ha posto l'accento sull'impegno sociale dell'associazione, che distribuisce pacchi alimentari sul territorio: «Il cuore della nostra attività è l'impegno sociale».

Le prospettive

«La lotta allo spreco alimentare - prosegue D’Ago - e il recupero delle eccedenze vanno in una direzione molto sociale: destiniamo il recupero a chi ha bisogno. Ecologia e nuove forme di solidarismo sociale possono costituire la base per un impegno comune». D'Ago ha collegato il tema a una critica dell'iperproduzione: «Con le loro azioni, le associazioni e il volontariato evidenziano le contraddizioni del sistema». A chiudere gli interventi Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei deputati, con i dati di riferimento: in Italia si sprecano 5 milioni di tonnellate di cibo l'anno, pari a 550 grammi pro capite. «La legge Gadda ha bisogno di un upgrade. Parliamo di filiera produttiva di prossimità, produzione bio, assenza di pesticidi, lotta biologica integrata: servono norme che favoriscano determinati territori. Bisogna pensare a incentivi alle imprese e, quando si entra nella sovrapproduzione, sarebbero utili, per esempio, sconti o esenzioni sulla Tari per chi si impegna a ridurre gli sprechi».