I retroscena di Luca Bianchin su La Gazzetta dello Sport: «Poche pause, possesso e rischio. Nkunku si rigenera, Tomori può partire»
Il nuovo corso del Milan sotto la guida di Rúben Amorim ha preso ufficialmente il via a Milanello, portando con sé una profonda rivoluzione nelle metodologie di lavoro e nella filosofia tattica. A svelare tutti i dettagli sulle prime giornate del tecnico portoghese al centro sportivo rossonero è il giornalista Luca Bianchin sulle pagine de La Gazzetta dello Sport.
Un quadro chiaro e dettagliato di come il nuovo allenatore stia plasmando la squadra in vista della nuova stagione.
Zero doppi allenamenti, empatia e lavoro col pallone
Il primo cambio di passo visibile riguarda l’impostazione dei carichi di lavoro estivi:
- Seduta unica e lunga: Amorim non ama i doppi allenamenti, nemmeno nella fase più dura del ritiro. La scelta punta su un’unica seduta giornaliera, preferibilmente al mattino, ma decisamente più prolungata e ad altissima intensità.
- Sempre col pallone e col sorriso: Il lavoro sul campo viene svolto quasi interamente con la sfera tra i piedi. Il tecnico fa dell’empatia la sua arma principale: pur senza essere un battutista, il suo approccio umano con i calciatori ha subito conquistato l’ambiente.
Attacco totale, 3-4-2-1 e i promossi del nuovo modulo
Sul piano tattico, le idee di Amorim sono chiarissime e votate allo spettacolo: l’obiettivo è fare sempre un gol in più rispetto all’avversario, rifiutando il classico 3-5-2 per sposare il suo fidato 3-4-2-1.
Il Milan sarà chiamato a praticare un calcio aggressivo, basato sul possesso palla e su un pressing asfissiante per recuperare la sfera vicino alla porta avversaria, riempiendo l’area di rigore anche con l’inserimento degli esterni di centrocampo. Una filosofia che comporterà rischi in fase difensiva, ma che esalta diversi interpreti:
- Chi sale: Christopher Nkunku è tra i principali beneficiari del nuovo sistema, potendo finalmente agire nella sua posizione ideale da trequartista. Sorride anche Mario Gila, subito testato con successo sia da centrale che da braccetto di destra per via della sua duttilità.
- Chi scende: Sul mercato potrebbe finire Fikayo Tomori, meno idoneo ai nuovi dettami e indiziato di cessione.
- Il fattore equilibrio: Il vero termometro del Milan risiederà nelle scelte sulla trequarti. Se Amorim schiererà due elementi puramente offensivi la squadra risulterà fortemente sbilanciata; al contrario, l’adattamento sulla trequarti di uno tra Adrien Rabiot e Ardon Jashari potrebbe garantire la giusta copertura al telaio rossonero.
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