(di Rosanna Pugliese)
Un deposito di armi nascosto in un
bosco del Brandeburgo, alle porte di Berlino, rilancia l'allarme
sulla guerra ibrida con Mosca. A confermare il ritrovamento di
due armi da fuoco e diverse munizioni in un posto segreto
segnalato all'intelligence qualche mese fa è stato il ministro
dell'interno Alexander Dobrindt, che ha tenuto a presentarsi
alla stampa ancora una volta personalmente, mentre il suo
cancelliere, Friedrich Merz, è sotto tiro per aver preso ferie
troppo lunghe.
Il ministro della Csu non ha mai citato i russi, ma ha
ribadito che anche la scoperta del nascondiglio è una nuova
dimostrazione della minaccia ibrida che si è inasprita con
l'attacco dei droni a Lipsia lo scorso 4 agosto. È stato invece
il team dei giornalisti di inchiesta di Ndr, Wdr e Sueddeutsche
Zeitung a mettere nero su bianco che, per le autorità tedesche,
le armi sarebbero servite a commettere attentati in Germana per
conto dei russi. Dobrindt, dal canto suo, ha confermato
l'arresto in Romania di un sospettato. Le indagini sono ancora
in corso, e i contatti con Bucarest sono costanti. La dritta
all'intelligence tedesca è arrivata lo scorso ottobre, ha
spiegato fra l'altro, e il sito è stato localizzato
dall'anticrimine regionale.
Dall'osservazione, durata diverso tempo, non è emerso alcun
risultato: "Nessuno ha tentato di prelevare le armi". La notizia
del deposito segreto arriva nelle settimane incandescenti per la
minaccia piovuta dal cielo di Lipsia, dove due settimane fa è
stato trovato un drone bomba (era carico di materiale esplosivo
e dotato di miccia) che ha sorvolato quattro aerei Antonov
ucraini, prima di posarsi sulla pista di rullaggio. Un secondo
oggetto non identificato è stato responsabile, poche ore dopo,
della collisione con un velivolo Dhl, risultato lievemente
danneggiato e indotto ad atterrare ad Hannover. Precedenti che
hanno alzato l'allerta a Berlino, tanto che lo stesso Dobrindt
ha parlato di "minacce di nuova qualità" e di "un alto livello
di pericolosità" della situazione. Gli attacchi potrebbero
ripetersi, e riguardare anche altre infrastrutture critiche e
imprese, aveva messo in guardia a caldo, puntando il dito contro
"potenze straniere" che cercano di "destabilizzare" la Germania.
In un clima di progressivo aumento dell'incertezza, il
Bundesregierung studia possibili contromosse. Un nuovo centro di
ricerca sui droni è stato aperto in settimana all'aeroporto di
Cochstedt, nella Sassonia-Anhalt, per accelerare il passo sulle
tecnologie che dovrebbero consentire al Paese di difendersi in
caso di attacco. Ma il governo tedesco starebbe valutando anche
una nuova sanzione con la possibile chiusura della Casa russa,
l'istituzione culturale situata nella centralissima
Friedrichstrasse di Berlino. Della questione si dibatte da
tempo, ma proprio per reagire ai droni di Lipsia il governo
starebbe pensando di chiuderla, sedondo quanto ha rivelato der
Spiegel. La mossa è stata finora evitata perché le sorti della
Russisches Haus sono prevedibilmente legate a quelle del Goethe
Institut di Mosca, regolato dallo stesso contratto.
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