Amava il rap e voleva girare una
clip col suo nome d'arte 'Squalo'. Conosceva cinque lingue,
anche l'arabo e il russo, aveva lavorato molti anni all'estero
come maggiordomo presso ricche famiglie a Londra, Emirati,
Uzbekistan. La famiglia vuole sapere come è morto Samuele
Spinelli, 28 anni, fiorentino di Galluzzo, deceduto a Barcellona
per un fermo di polizia dove è andato in arresto cardiaco e poi
in coma. "Era pieno di lividi, graffi, era gonfio. Io non l'ho
nemmeno riconosciuto all'Hospital de Mar. Poi, poche ore dopo
che siamo arrivati da Firenze, è morto", ha detto il cugino
Peter Rossi. Il funerale c'è stato due giorni fa alla chiesa di
Galluzzo dove gli Spinelli abitano.
La famiglia ha fatto aprire due inchieste su denuncia
dell'avvocato Diego Capano, che l'assiste. Una è dell'autorità
giudiziaria spagnola, l'altra della procura di Roma che hanno
aperto un fascicolo per una seconda autopsia in Italia. "La
famiglia vuole sapere la causa del decesso - dice l'avvocato
Capano - Samuele era in stato di agitazione e aveva bisogno di
aiuto. Invece è stato tenuto a terra per 40 minuti come mai
dovrebbe accadere. Poi le manovre sanitarie sono andate avanti
per 33 minuti secondo il filmato che abbiamo visto".
Il fermo risale al 29 maggio scorso. Le telecamere mostrano
Samuele in un grande magazzino. Corre, è in forte stato di
agitazione, dietro ci sono tre persone che gli si buttano
addosso. Sono in abiti civili. Poi arriva 10-12 minuti dopo una
pattuglia dei Mossos d'Esquadra, la polizia catalana e lo
bloccano a terra. Gli agenti gli mettono fascette ai polsi e ai
piedi e lo tengono a faccia in giù. Solo quando si accorgono che
respira male, lo rovesciano supino e gli allentano le fasce. I
sanitari catalani gli iniettano un farmaco, è stato detto un
calmante: ma va in arresto cardiaco e successivamente in coma,
dal quale non si riprenderà più. Dopo tre giorni muore.
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