Archer Aviation cambia scala e lo fa con un’operazione che va ben oltre gli eVTOL. La società acquisirà da Boeing, colosso statunitense dell’aviazione, Wisk Aero, Insitu e SkyGrid, combinando velivoli elettrici autonomi, droni militari e sistemi per la gestione dello spazio aereo. In cambio, Boeing entrerà nel capitale di Archer.
L’operazione può cambiare radicalmente il profilo industriale di Archer, start up finora concentrata soprattutto sul proprio progetto di aerotaxi elettrico Midnight.
Archer si allarga: dall’eVTOL al settore della difesa
Il “pezzo” più rilevante dell’operazione è probabilmente Insitu, società che sviluppa sistemi aerei senza pilota per applicazioni militari e che genera oltre 200 milioni di dollari di ricavi annui. La società ha prodotto più di 3.500 sistemi utilizzati dalle forze armate di 35 Paesi, portando ad Archer una componente industriale già operativa e redditizia.
Wisk rappresenta invece l’asset più direttamente legato alla mobilità aerea elettrica. La società, controllata da Boeing, ha sviluppato e testato diverse generazioni di eVTOL autonomi. SkyGrid completa il quadro con tecnologie per la gestione digitale del traffico aereo, un elemento destinato a diventare sempre più importante con la diffusione di droni, aerotaxi e altri velivoli autonomi.

Boeing entra in Archer
I dettagli economici complessivi non sono stati resi pubblici, ma la struttura dell‘accordo è particolarmente interessante e vantaggiosa per entrambe le parti.
Boeing riceverà una partecipazione in Archer e collaborerà con l’azienda sul piano tecnologico. L’intesa consentirà inoltre a Boeing di mantenere l’accesso alla tecnologia di volo autonomo sviluppata da Wisk per i propri programmi commerciali e militari.
Per Archer, invece, significa mettere insieme eVTOL, droni, autonomia e gestione dello spazio aereo sotto un’unica piattaforma.
La scommessa sulla “physical AI”
Archer presenta l’acquisizione come un passo verso una piattaforma di “physical AI” per il settore aerospaziale e della difesa. Il concetto si collega direttamente a Zee, il modello di Intelligenza artificiale sviluppato dall’azienda per l’aviazione. Zee utilizza dati provenienti, tra gli altri, da ADS-B, comunicazioni ATC, mappe, condizioni meteorologiche e stato degli aeromobili.
La strategia è quindi più ampia del semplice aerotaxi: l’AI dovrebbe diventare un elemento comune per eVTOL, UAV, aviazione commerciale e gestione del traffico aereo.
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Il contenzioso che diventa alleanza
L’operazione ha anche un valore simbolico. Nel 2021 Wisk aveva citato Archer accusandola di appropriazione di segreti industriali. La controversia si era chiusa nel 2023 con un accordo che prevedeva anche un investimento di Boeing in Archer e una collaborazione sulla tecnologia autonoma.
Tre anni dopo, Archer si prepara a diventare proprietaria di Wisk.
Per il settore emergente dell’eVTOL l’operazione è interessante soprattutto perché mostra quanto sia complesso costruire un nuovo mercato della mobilità aerea: non bastano un velivolo elettrico e la certificazione, ma servono autonomia, infrastrutture digitali, gestione dello spazio aereo e applicazioni commerciali e professionali.
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