Atm Milano, chat sessista tra dipendenti: pm chiedono archiviazione

Il fascicolo era stato aperto lo scorso giugno. Nel gruppo condiviso commenti maschilisti e immagini di donne rubate dalle videocamere di sorveglianza dei mezzi dell'azienda dei trasporti milanesi. La Procura: "Nessun hackeraggio sui video"

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La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione del fascicolo sulla chat 'Ticinese Staff' in cui alcuni dipendenti di Atm si sarebbero scambiati foto di passeggere, corredandole da commenti sessisti. Un caso segnalato da una passeggera del tram 15, la quale aveva scattato delle foto dello schermo di un cellulare del lavoratore, diventato un caso mediatico perché diffuso sui social e su cui l'azienda di trasporti milanesi era subito intervenuta, anche con una propria indagine interna. Le attività d'indagine, coordinata dai pubblici ministeri Carlo Enea Parodi e Grazia Colacicco, e nata dopo la denuncia di Atm, aveva portato a indagare un dipendente per accesso abusivo al sistema informatico. L'inchiesta ha approfondito la provenienza di quelle foto inserite nella chat ed è proprio l'origine di quelle immagini a essere stata decisiva per la richiesta di archiviazione avendo escluso l'accesso abusivo al sistema informatico. 

La foto di una passeggera ha fatto scattare le indagini

Il dipendente Atm era finito nel registro degli indagati perché era stato fotografato da una passeggera mentre guardava proprio quella chat sessista. Erano state effettuate perquisizioni con sequestri dei telefoni e dispositivi di altri quattro colleghi dell'indagato, nelle indagini della Polizia locale. Già dai primi accertamenti si era saputo che non erano emerse attività di intrusione informatica nei sistemi di sicurezza. Ora i pm hanno deciso di chiedere di archiviare l'indagine perché non ci sono profili di contestazioni penali da portare in un eventuale processo. 

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Nella chat un gruppo di meno di una decina di persone

Nell'ambito dell'inchiesta erano state effettuate anche analisi sulle copie forensi dei telefoni e dei dispositivi sequestrati ai dipendenti Atm perquisiti. Era emerso che in quella chat il numero dei partecipanti era comunque limitato a meno di una decina di persone, tra cui anche un ex dipendente in pensione. Ed erano state analizzate le immagini. Dopo la denuncia di Atm, la Procura, diretta da Marcello Viola, si era mossa subito anche perché potenzialmente c'era il rischio di trovarsi di fronte a un sistema più esteso di intrusioni informatiche e di diffusione delle immagini. Cosa che, però, poi non ha trovato riscontri.  Si trattava di una chat con scambio di messaggi anche su altri argomenti e in cui venivano girate e commentate quelle immagini 'rubate' con fotografie dai video di sicurezza interni dei mezzi. Già nelle scorse settimane si era saputo che il fascicolo sarebbe stato destinato ad una richiesta di archiviazione. Istanza inoltrata nei giorni scorsi e su cui dovrà decidere un gip. 

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