Attacco alle Torri Gemelle, cosa stavano facendo i politici italiani di oggi l'11 settembre 2001?

Ognuno di noi ricorda esattamente cosa stava facendo alle 14,46 - 8,46 a New York - dell'11 settembre del 2001.

La maggior parte di noi aveva finito di pranzare da poco, sta va studiando o era a lavoro mentre le edizioni speciali di tutti i telegiornali nazionali cominciavano a diffondere le prime immagini dell'attacco alle Torri Gemelle.

In quel momento non sapevamo che si trattava di un attentato e soprattutto non sapevamo che avrebbe cambiato il corso della storia e avrebbe inciso sulla vita di tutti noi. 

Da quel giorno sono passati 25 anni e molti dei politici che oggi ci rappresentano e ci governano studiavano o muovevano i primi passi in politica. Ecco cosa stavano facendo i leader politici italiani di oggi l'11 settembre del 2001.

9/11, l'attacco alle Torri Gemelle: il ricordo di Meloni e Salvini

Partiamo dal governo. 
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha raccontato a Adnkronos di aver appreso la notizia dell'attacco alle Torri Gemelle mentre si trovava in Via della Scrofa ed era impegnata ad organizzare Atreju.

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L'11 settembre del 2001 avevo 24 anni. Ricordo che il giorno dell'attacco alle Torri Gemelle ero a via della Scrofa per una riunione su Atreju, una delle primissime edizioni. Durante l'incontro avevamo la Tv accesa e come tutti abbiamo assistito in diretta a quello che stava succedendo. 

Dopo l'attacco la manifestazione fu annullata.

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Quell'edizione di Atreju, se non ricordo male, doveva intitolarsi 'Alla ricerca del borgo globale'. Mancavano solo due giorni all'inizio, ma venne subito annullata a causa di quello che era successo.

Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, invece, era in via Bellerio, nella redazione de "La Padania".

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L’11 settembre 2001 ero nella sede della Lega in via Bellerio, all’epoca lavoravo come giornalista nella redazione della 'Padania',

ha raccontato ricordando il momento in cui avvenne lo schiato contro le due torri in quello che oggi è Ground Zero. 

Schlein usciva da scuola, Conte fu avvertito da una telefonata

Ricordano con precisione dove fossero o cosa stessero facendo anche i leader del centrosinistra. Elly Schlein all'epoca aveva 16 anni e stava uscendo da scuola.

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Avevo sedici anni, uscivo da scuola e mentre tornavo a piedi verso casa - allora le notizie non viaggiavano veloci come oggi sui cellulari- ho visto per la prima volta le immagini dallo schermo di una televisione nella vetrina di un negozio. Immagini che nessuno di noi ha più dimenticato, l’orrore delle torri in fiamme, del fumo nero che squarciava il cielo e delle persone che si lanciavano nel vuoto. 

Ha ricordato la leader dem Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, invece, era a lavoro nel suo studio. All'epoca la politica era ancora lontana e l'ex presidente del Consiglio era un avvocato civilista e un docente universitario.

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Credo fosse poco dopo pranzo, ero immerso nello studio di alcuni fascicoli processuali e stavo preparando il mio intervento a una conferenza accademica. Fu una telefonata a catapultarmi in una realtà che non immaginavo potesse essere vera: 'Non hai visto? Accendi la Tv'. Rimasi incollato allo schermo fino a notte, incredulo rispetto alle immagini che scorrevano sullo schermo, sopraffatto da un forte senso di angoscia. 

Ricorda con l'Adnkronos, Giuseppe Conte.

Il leader di Avs, Nicola Fratoianni, era bloccato a casa con una gamba rotta.

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L'11 settembre 2001 ero a casa dei miei genitori a Pisa, a letto perché mi ero rotto una gamba il 21 agosto dopo il G8 di Genova. E mentre guardavo la televisione, alle due del pomeriggio, ho visto in diretta gli aerei colpire le Torri Gemelle. 

Angelo Bonelli, invece, stava facendo jogging quando apprese dell'attacco vedendo le immagini da un chiosco in pineta.

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L'11 settembre del 2001 stavo correndo, mi stavo allenando in pineta quando a un certo punto, in un chiosco, vedevo una serie di persone intorno alla televisione e mi sono chiesto: 'Che sta succedendo?'. Mi fermai anche io lì, ricordo quel momento di profonda attenzione e angoscia per quello che stava succedendo.

Renzi: "Presi in braccio mio figlio"

Nitido anche il ricordo di Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il leader di Italia Viva racconta di aver abbracciato il primo figlio ancora molto piccolo.

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L’11 settembre 2001 ricordo perfettamente il momento in cui tornai a casa mia, a Pontassieve. Mio figlio aveva pochi mesi e sentii il bisogno fisico di prenderlo in braccio. Quella data segnò tutti noi e aprì una stagione di terrore che poi rivivemmo negli anni in cui ero premier con gli attentati che insanguinarono l’Europa.

Il leader di Azione, invece, si trovava a Francoforte per la Ferrari, azienda in cui lavorara in quegli anni prima della scelta di scendere in politica.