Auto diesel Euro 4 ed Euro 5, via libera in Ztl Fascia Verde a Roma

Gli automobilisti della Capitale possono tirare un sospiro di sollievo: dall’1 novembre non ci sarà il temuto blocco alla circolazione per le auto diesel Euro 4 ed Euro 5 nella Ztl Fascia Verde di Roma. Il nuovo divieto che sarebbe dovuto scattare tra meno di quindici giorni infatti non entrerà in vigore perché la Regione Lazio ha approvato una delibera che consente di proseguire con il sistema di limitazioni attuale, scongiurando lo stop alla circolazione che era stato ipotizzato nei precedenti piani per la qualità dell’aria. 

La decisione

La decisione, annunciata il 22 ottobre, punta a conciliare le esigenze di mobilità di cittadini e imprese con gli obiettivi di riduzione dell'inquinamento atmosferico. La conferma delle regole esistenti consentirebbe così a migliaia di automobilisti di continuare a utilizzare le proprie vetture senza dover affrontare, almeno nell'immediato, nuove restrizioni legate alla classe ambientale. Resta tuttavia un passaggio amministrativo importante: per la prosecuzione delle misure dall’1 novembre sarà necessario il relativo atto del Comune di Roma, chiamato a disciplinare la circolazione nella nuova stagione. 

Ztl Fascia Verde, quali auto possono circolare

La decisione della Regione permette di evitare l'estensione generalizzata dei divieti alle auto diesel Euro 4 ed Euro 5. Il quadro attuale prevede invece limitazioni permanenti per le categorie di veicoli più inquinanti. In base alle disposizioni pubblicate da Roma Servizi per la Mobilità, i divieti ordinari nella Fascia Verde riguardano, dal lunedì al sabato, per l'intera giornata ed esclusi i giorni festivi infrasettimanali: Auto diesel - veicoli precedenti alla classe Euro 1, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3; auto a benzina, GPL e metano - veicoli pre-Euro 1, Euro 1 ed Euro 2, secondo le categorie indicate nell’ordinanza e infine ciclomotori e motocicli - veicoli a benzina Euro 1 e precedenti e diesel fino a Euro 2, secondo le disposizioni applicabili. Le auto diesel Euro 4 ed Euro 5 restano quindi escluse dai divieti permanenti ordinari descritti per le autovetture. Questo non significa, però, che siano sempre esenti da qualsiasi limitazione: in caso di episodi di inquinamento atmosferico particolarmente critici, possono essere adottate misure temporanee più restrittive. 

Perché è stato evitato il blocco dei diesel Euro 4 ed Euro 5

Alla base della decisione c'è la revisione del Piano regionale della qualità dell'aria, che consente ai Comuni di adottare misure alternative ai blocchi del traffico, a condizione che siano supportate da dati tecnici e scientifici e garantiscano risultati ambientali equivalenti. La Regione Lazio ha richiamato l'andamento degli indicatori della qualità dell'aria, evidenziando che nel 2025 sono stati rispettati i limiti normativi. Questo risultato ha contribuito alla scelta di non introdurre ulteriori restrizioni generalizzate per le auto diesel Euro 4 ed Euro 5. L'obiettivo è intervenire sulle diverse fonti di emissione senza affidare la riduzione dello smog esclusivamente al blocco delle automobili. Tra le misure alternative rientrano interventi sul riscaldamento degli edifici, l'efficientamento energetico, il rinnovo dei veicoli più inquinanti e il sostegno a forme di mobilità più sostenibili. La Regione ha inoltre annunciato risorse per 25 milioni di euro destinate a interventi per la riduzione delle emissioni nel Lazio.

Attenzione ai blocchi emergenziali

La possibilità di continuare a circolare con un diesel Euro 4 o Euro 5 non equivale a un'autorizzazione senza eccezioni. La disciplina della Fascia Verde contempla infatti misure temporanee da attivare in presenza di livelli critici degli inquinanti. In particolare, le misure emergenziali possono coinvolgere anche veicoli normalmente ammessi: con il livello di allerta arancione sono previste limitazioni per le auto diesel Euro 4; con il livello rosso possono essere interessate anche le diesel Euro 5 ed Euro 6, nelle fasce orarie stabilite dalle disposizioni applicabili. Gli automobilisti dovranno quindi continuare a verificare gli aggiornamenti ufficiali, soprattutto nei periodi dell'anno in cui le condizioni meteorologiche possono favorire l'accumulo degli inquinanti.