Autovelox, cambiano le regole su omologazione e taratura

Il Ministero dei Trasporti colma un vuoto normativo storico sui misuratori di velocità. Scattano controlli severi, ma per i vecchi apparecchi c’è una scappatoia inaspettata.

Prendere una multa per eccesso di velocità solleva sempre il dubbio sulla precisione dello strumento elettronico. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti interviene per fare chiarezza e mette fine a un vuoto normativo durato anni. Con il nuovo decreto ministeriale numero 125 del 2026, pubblicato di recente in Gazzetta Ufficiale, arrivano regole rigide per la gestione degli autovelox. La legge stabilisce in modo definitivo le caratteristiche tecniche per ottenere la formale omologazione dei macchinari. Fissa inoltre procedure inflessibili per la taratura e per la periodica verifica di funzionalità dei dispositivi. Il principio generale a tutela degli automobilisti impone un controllo continuo sull’elettronica. Se il Comune o la Polizia Stradale saltano i controlli annuali previsti dal decreto, la telecamera perde la propria validità legale. Il dispositivo non a norma deve finire fuori servizio in via immediata e non può produrre sanzioni valide fino al superamento di un nuovo esame tecnico.

Indice

  • Come si ottiene l’omologazione del dispositivo?
  • Ogni quanto tempo va fatta la taratura?
  • Chi controlla i margini di errore delle telecamere?
  • Quali prove superano le verifiche di funzionalità?
  • Come si accerta la regolarità della produzione?
  • Cosa succede ai vecchi rilevatori di velocità?

Come si ottiene l’omologazione del dispositivo?

Le vecchie regole del codice della strada parlavano in modo generico di approvazione e di omologazione. La mancanza di specifiche tecniche aveva reso impossibile per anni la vera e propria omologazione dei prototipi. Il nuovo testo ministeriale risolve il problema alla radice. Il Ministero rilascia un apposito decreto solo dopo l’esito positivo di una serie di test tecnici molto severi. Il documento ufficiale finisce sul sito istituzionale del dicastero a garanzia della massima trasparenza. Ogni rilevatore di velocità omologato riceve una tabella identificativa dedicata. Questo prospetto funziona come una vera e propria carta di identità del macchinario e riporta tutte le modalità di funzionamento consentite per sanzionare le violazioni.

Ogni quanto tempo va fatta la taratura?

L’installazione di una telecamera su una strada richiede passaggi operativi molto rigorosi. La taratura iniziale rappresenta il primo ostacolo obbligatorio prima di accendere la macchina. L’operazione tecnica associa un margine di incertezza alla misura della velocità e certifica il rispetto dei limiti di errore previsti dalla legge. L’ente proprietario della strada ha l’obbligo di ripetere la taratura periodica con cadenza almeno annuale. Un ritardo nei controlli comporta conseguenze immediate. Il dispositivo perde la sua forza sanzionatoria e finisce fuori servizio. La rimessa in funzione richiede il superamento di un nuovo test. Se l’apparecchio rimane senza manutenzione per un periodo ininterrotto di tre anni, la semplice revisione annuale non basta più. L’amministrazione deve ripartire da zero e sottoporre il macchinario a una nuova taratura iniziale completa.

Chi controlla i margini di errore delle telecamere?

Le misurazioni richiedono certificati emessi da laboratori accreditati a livello nazionale. Il decreto impone tolleranze minime per evitare errori a danno degli automobilisti. La strumentazione di controllo deve garantire un’incertezza massima pari a 0,5 chilometri orari per le velocità rilevate fino a 100 chilometri orari. Oltre questa soglia, l’errore non deve superare lo 0,5 per cento della velocità letta. Le regole diventano ancora più stringenti per i sistemi progettati per calcolare la velocità media su un tratto autostradale. In questo caso specifico, l’incertezza massima scende allo 0,3 per cento rispetto alla lunghezza della tratta monitorata. Un esito negativo durante queste prove tecniche blocca in modo assoluto l’impiego dell’apparecchiatura sulle strade.

Quali prove superano le verifiche di funzionalità?

La precisione del radar o del laser copre solo una parte del processo sanzionatorio. La verifica di funzionalità accerta la capacità del sistema di gestire i dati raccolti senza alcun malfunzionamento informatico. L’organo di polizia stradale redige un verbale con valore di atto pubblico per documentare il superamento dei test. Le percentuali di successo imposte dalla legge non ammettono disattenzioni. Il sistema informatico deve attribuire la giusta velocità e acquisire in modo corretto le immagini per almeno il novantacinque per cento dei veicoli di passaggio. La macchina deve inoltre classificare in modo esatto la tipologia del mezzo di trasporto nel novanta per cento dei casi. La lettura delle targhe richiede un tasso di precisione pari ad almeno il novantacinque per cento. Un numero elevato di fotografie scartate o di targhe lette male obbliga gli agenti a spegnere la postazione di controllo.

Come si accerta la regolarità della produzione?

Il Ministero dei Trasporti non vigila soltanto sulle macchine installate a bordo strada, ma sorveglia in modo diretto le aziende produttrici. Organismi terzi e autorizzati dallo Stato eseguono i cosiddetti controlli di conformità sulla produzione di serie. Gli ispettori verificano gli impianti industriali per accertare la perfetta uguaglianza tra il macchinario messo in vendita e il prototipo depositato e omologato in origine. Le verifiche si spingono fino alla rete commerciale e di distribuzione. La frequenza delle ispezioni varia in base alle certificazioni di qualità aziendale. Le industrie fornite di certificazione ISO 9001 affrontano una ispezione ogni tre anni. Le fabbriche sprovviste di tale documento subiscono accertamenti a campione con cadenza annuale.

Cosa succede ai vecchi rilevatori di velocità?

L’entrata in vigore di un nuovo decreto solleva sempre timori sulla validità delle sanzioni amministrative scattate nei giorni precedenti. Il legislatore introduce disposizioni transitorie per salvare il lavoro delle pubbliche amministrazioni. I macchinari approvati in base al vecchio decreto ministeriale numero 282 del 2017 ottengono una promozione sul campo. Gli apparecchi già conformi ai nuovi standard tecnici diventano automaticamente omologati a tutti gli effetti di legge. Il testo normativo elenca in un apposito allegato i venticinque decreti di approvazione del passato idonei a ricevere questo scudo protettivo. I Comuni hanno un solo obbligo formale per mantenere in vita queste telecamere. Gli agenti devono aggiornare la targhetta identificativa del misuratore con gli estremi della nuova normativa in occasione della prima taratura periodica utile. Le apparecchiature non comprese in questa sanatoria transitoria richiedono invece l’avvio immediato di una procedura di omologazione da zero per poter restare accese sulle strade italiane.