Autovelox, da oggi spento il 21%. In 5 anni 300 mln nelle grandi città

Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale sono operative le nuove norme. Spenti 850 dispositivi non omologati, mentre 3.150 sono quelli regolarmente in funzione. Intanto il Codacons ha calcolato gli introiti per i grandi comuni italiani nel periodo 2021-2025: Firenze è in testa con 86 milioni

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Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, atteso da 34 anni, sono operative le nuove norme per gli autovelox. Con le nuove regole, omogenee per tutta Italia, da oggi è scattata la tagliola per gli apparecchi non più considerati idonei, che sono stati spenti: sono 850 - indica il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture - quelli che dovranno ottenere una omologazione per tornare attivi, mentre 3.150 sono quelli regolarmente in funzione perché già hanno tutti i requisiti. Insomma circa il 21% degli autovelox è stato stoppato.

In 5 anni incassi per oltre 300 milioni nelle grandi città

Il Codacons, nel giorno in cui entrano in vigore le nuove misure varate dal Mit sull'omologazione degli apparecchi, ha calcolato che nelle principali 21 città italiane gli autovelox hanno garantito alle casse dei Comuni proventi per 306,5 milioni di euro negli ultimi 5 anni, rappresentando "un vero e proprio tesoretto per le amministrazioni locali".

Le città con più guadagni

Con incassi pari a 86,1 milioni di euro, Firenze si piazza in testa alla classifica delle città con i maggiori proventi nel periodo 2021-2025, staccando nettamente Milano, al secondo posto con 52,1 milioni di euro. Al terzo posto Genova con circa 30 milioni di euro, seguita a stretta distanza da Bologna (29,9 milioni), mentre Roma si ferma a 25,4 milioni di euro. Tra le città che nel periodo in esame hanno utilizzato gli autovelox sul territorio comunale, in ultima posizione si piazza Aosta, con entrate per soli 4.514 euro e solo nel 2021, mentre Napoli ha incassato in 5 anni appena 59.713 euro.

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Gli importi

Il Codacons ha calcolato anche l'importo medio delle sanzioni da autovelox in rapporto alla popolazione residente nelle varie città: anche in questo caso Firenze si piazza in testa alla classifica, con multe in media per 235,5 euro pro-capite, ma la vera sorpresa è Potenza, con entrate per 224 euro a cittadino residente. In ultima posizione Napoli, con sanzioni per appena 0,06 euro pro-capite, 0,13 euro Aosta, circa 4 euro Bolzano e Pescara.    

Gli incrementi

Rispetto al 2021, anno in cui erano ancora in vigore le restrizioni legate alla pandemia Covid, i proventi da autovelox nelle grandi città risultano nel 2025 in aumento del 20,6%, con il picco che si è registrato nel 2022 con quasi 76 milioni di euro in totale, e un andamento in calo negli anni successivi. L'incremento maggiore a Firenze, con entrate in salita nell'ultimo anno del +407% sul 2021, seguita da Trento con +269% e Potenza con +142%. Tra le città che hanno utilizzato gli apparecchi nell'intero periodo 2021-2025, le flessioni più pesanti si registrano a Trieste (-98%), Bolzano (-90%) e Torino (-72%), conclude il Codacons.

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L’iter del decreto

Il ministro Matteo Salvini aveva annunciato un mese fa la firma del decreto che pone fine a un lungo periodo di confusione e di polemiche sull'idoneità dei diversi tipi di autovelox utilizzati sulle strade italiane. Una serie di pronunce della magistratura ha evidenziato la differenza tra il semplice processo di approvazione tecnica e la vera e propria omologazione, aprendo la strada a migliaia di ricorsi da parte degli automobilisti contro le amministrazioni locali che hanno continuato a utilizzare dispositivi approvati ma non omologati. Il decreto ora sgombera il campo dalle incertezze. Non tutti vanno spenti, per quelli che hanno avuto l'approvazione tecnica (ma non l'omologazione) prima del giugno 2017 il decreto prevede procedure di verifica della documentazione, o test tecnici e tarature, per verificarne l'idoneità e omologarli. Per tutti gli apparecchi approvati dal ministero dopo il giugno del 2017, invece, il decreto prevede l'omologazione automatica.

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