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Un ritorno in Nazionale così, probabilmente, non lo sognava nemmeno lui. L'ultima immagine di Alessandro Bastoni con la maglia dell'Italia risaliva al 31 marzo, nella maledetta serata di Zenica: a terra, mentre guardava l'arbitro estrarre il cartellino rosso al 41' del primo tempo, negli occhi la consapevolezza di aver commesso un errore che avrebbe potuto costare caro (come poi è effettivamente stato). Oggi, 6 mesi dopo, il difensore dell'Inter è uno dei simboli del nuovo corso azzurro del rientrante Roberto Mancini: due partite, due gol e prestazioni da leader assoluto di una squadra ancora in cerca di una propria identità, ma che sta finalmente dando dei segnali incoraggianti.
Di Bastoni si diceva: bravo, ma solo come braccetto in una difesa a tre. In questi giorni il difensore dell'Inter ha gonfiato il petto, ribadendo più volte di credere nelle sue capacità a prescindere dallo schieramento tattico. Un atteggiamento che poteva sembrare spavaldo, un moto di orgoglio di un calciatore in difficoltà al di fuori della sua comfort zone, ma al quale sono seguiti i fatti: Bastoni ha guidato con autorevolezza la retroguardia dell'Italia, da centrale di sinistra della linea a quattro. A dimostrazione che quello che conta non è il modulo, ma la qualità del singolo giocatore. Un modo per zittire una volta di più i critici e per ergersi al ruolo di leader di questa nuova Nazionale.
Tra i top la mondo
L'opinione pubblica si è sempre divisa su Bastoni: per alcuni è un ottimo difensore, per altri non vale le valutazioni che circolano intorno al suo nome. La verità è che l'Inter può contare su uno dei migliori interpreti del ruolo al mondo: difficile trovare altrove gente di 27 anni con l'esperienza, la qualità tecnica e la prestanza fisica del numero 95 nerazzurro. Se a tutto questo aggiungiamo anche gli ultimi gol, possiamo tracciare il profilo di un vero e proprio top, pronto ora a prendersi definitivamente anche la Nazionale. Per buona pace di chi lo ha criticato ferocemente in passato, e che ora vorrebbe salire sul suo carro.