BELLUNO. “La città ci chiede che il centrosinistra si presenti unito alle prossime elezioni. In queste settimane abbiamo colloquiato con quasi tutti i gruppi di opposizione e l’esigenza di una proposta unitaria è comune. Così, come gruppo, ci siamo attivati per parlarne e cercare di avviare un percorso di questo tipo”.
Con queste parole Lucia Olivotto ha introdotto l’assemblea della lista "Insieme per Belluno bene comune", svoltasi nel pomeriggio di martedì 4 agosto con l’intento di fare un bilancio dei quattro anni all’opposizione e delineare le prospettive per battere la destra alle comunali del prossimo anno.
Nodo centrale l’unitarietà del centrosinistra, sulla quale “ci eravamo spesi anche nel 2022” nonostante poi abbia prevalso la divisione. Ora, invece, l’esigenza di correre uniti appare sentita. “Stare cinque anni all’opposizione - ammette Olivotto - ha fatto bene a tutti per riflettere sul passato e cercare di non ripetere gli stessi errori”.
Un programma, chiaramente, ancora non c’è, ma l’importante sarà focalizzarsi non sul candidato sindaco quanto sul confronto con i cittadini. “Abbiamo iniziato un giro di incontri con altri gruppi - spiega Francesco Rasera Berna - perché la situazione è singolare: siamo quello più grosso in Consiglio comunale, ma al tempo stesso non siamo centrali perché, a ragione o torto, siamo considerati i più estremisti. Tuttavia, proprio per il ruolo assegnatoci dall’elettorato con il voto, sentiamo la necessità di essere noi a cercare di riunire il centrosinistra per ricucire la frattura di quattro anni fa e capire quale possa essere il percorso condiviso senza dover pensare necessariamente subito al candidato sindaco”.
Per presentarsi uniti e puntare a governare la città, quindi, l’intenzione sarà avviare a settembre alcune iniziative pubbliche su tematiche che riguardano passato, presente e futuro di Belluno nell’ottica di costruire un programma elettorale “nell’ascolto e nel continuo rapporto con la città”. Sono già diversi, in realtà, i temi sul tavolo, in un governo del centrodestra - quello della giunta De Pellegrin - considerato ricco di “disastri accumulati”.
Tra i quali l’inevitabile Nevegal, con la pista sintetica tuttora chiusa nonostante la stagione estiva inoltrata (qui le nostre perplessità): per il Colle, si annuncia quindi la richiesta di convocazione di una commissione consiliare per capire cosa stia succedendo, sperando anche in un confronto con Dolomiti Sky Line. Ma non mancano il parco di Lambioi, dove tutto giace fermo, “la moria degli alberi” tra viale Fantuzzi, via Feltre, Piazzale Vittime di via Fani e “ovunque ci sia un albero, che deve sentirsi minacciato” (qui), o l’eterna storia dell’ex Agip che, come per via Feltre, “dimostra la non volontà di discutere e confrontarsi” della maggioranza. In più questioni di minor impatto, ma sottolineate da Marco Perale come fondamentali per una città ricca di cultura, dalla “distruzione sistematica dei piani del polo museale” alla visibilità promessa con le Olimpiadi ma che non c’è stata, fino al centro Piero Rossi, “dove i 2 milioni del Ministero dell’ambiente per il museo di scienze naturali - spiega - sono andati persi e non sono stati capaci di appaltare il centro, chiuso ormai da due anni e mezzo”.
Di fronte a ciò, appare quindi necessario il dialogo tra le forze di opposizione. “Aldilà del passato più o meno spigoloso che ciascuno di noi può avere con qualcun altro - ribadisce Perale - dobbiamo puntare sui contenuti, smontando le contraddizioni e le narrazioni della maggioranza e abbandonando la logica per cui si debba aspettare l’arrivo del grande leader a unirci”.
Funzionerà stavolta? Certo non si può prevedere, ma l’impegno va in quella direzione. “È evidente - sono le osservazioni finali - che su alcune cose ci sarà da discutere e le differenze non mancano, ma non dobbiamo imporre la nostra visione quanto avere la capacità di convincere sui punti capaci di dare una svolta a Belluno. Siamo tutti d’accordo? Ne discuteremo, intanto partiamo dal perimetro di chi ha fatto opposizione finora: abbiamo avuto idee diverse, ma quando si cerca l’alleanza dobbiamo sciogliere i nodi e lavorare sui punti programmatici. Se il programma sarà fatto ascoltando seriamente la città, infatti, dipenderà non dai partiti ma dalle persone, e così si potrà discutere di come fermare il declino del capoluogo”.