
Totti e Blasi: il giudice fissa l’assegno di mantenimento figli a 10.900 euro al mese
Quando una separazione finisce in tribunale, i numeri diventano il campo di battaglia principale. Nel caso di Francesco Totti e Ilary Blasi — la coppia più discussa del gossip italiano degli ultimi anni — il Tribunale civile di Roma ha depositato la sentenza il 4 giugno 2026, diventata definitiva il 16 luglio 2026, data in cui il divorzio è diventato ufficiale. Al centro della decisione c’è l’assegno di mantenimento figli: il giudice ha stabilito una cifra mensile di 10.900 euro, ridotta rispetto ai 12.500 euro precedenti. Ilary Blasi aveva chiesto 20.000 euro al mese. Una distanza notevole, che racconta molto non solo di questa vicenda specifica, ma anche di come la giustizia civile italiana ragioni quando si tratta di tutelare i minori in famiglie ad alto reddito.
La sentenza: cosa ha deciso il Tribunale civile di Roma
Il Tribunale civile di Roma ha emesso una sentenza articolata, che tiene conto di diversi fattori nella determinazione dell’importo mensile destinato ai tre figli della coppia. Il dato più rilevante è la riduzione: si passa da 12.500 euro mensili a 10.900 euro. Una diminuzione che, nelle motivazioni riportate, tiene esplicitamente conto della maggiore autonomia raggiunta dai figli più grandi, tra cui Cristian.
Questo dettaglio non è secondario. In Italia, il mantenimento dei figli non è un importo fisso e immutabile: può essere rivisto nel tempo proprio perché le esigenze dei figli cambiano con la crescita. Un figlio adolescente o giovane adulto che ha raggiunto una certa indipendenza — economica, logistica, o semplicemente nella gestione della propria vita quotidiana — rappresenta un elemento che il giudice può legittimamente considerare per modulare l’entità dell’assegno.
La sentenza è stata depositata il 4 giugno 2026 e ha acquisito carattere definitivo a metà luglio 2026, con il divorzio ufficialmente pronunciato il 16 luglio 2026. Da quella data, la separazione tra Totti e Blasi ha smesso di essere una questione “in corso” per diventare una pagina chiusa — almeno sul fronte dello stato civile. Restano aperte, secondo quanto riportato, le questioni legate alle responsabilità per la fine del matrimonio.
Il divario tra la richiesta e la cifra stabilita dal giudice
Ilary Blasi aveva avanzato una richiesta di 20.000 euro mensili per il mantenimento dei tre figli. Il giudice ha invece stabilito 10.900 euro: quasi la metà. Come si legge questo scarto?
In primo luogo, va precisato che i 10.900 euro non sono stati fissati partendo da zero: rappresentano una riduzione rispetto ai 12.500 euro già in vigore. La richiesta di Blasi di arrivare a 20.000 euro non ha trovato accoglimento, e l’importo è stato anzi abbassato. Questo tipo di dinamica — in cui una parte chiede un aumento e ottiene invece una riduzione — è tutt’altro che rara nei procedimenti di divorzio in cui le condizioni economiche o di vita dei figli sono cambiate nel tempo.
Il ragionamento del giudice, per quanto emerge dalle fonti disponibili, si basa su un principio consolidato nel diritto di famiglia italiano: l’assegno deve essere proporzionato alle reali esigenze dei figli, non semplicemente al tenore di vita della famiglia di origine o alla capacità economica del genitore obbligato. Quando i figli crescono, quando alcuni di loro raggiungono una maggiore autonomia, l’importo può essere rivisto al ribasso. Nel caso specifico, la maggiore autonomia di Cristian è stata citata esplicitamente come uno degli elementi considerati.
Come funziona l’assegno di mantenimento figli in Italia
Per comprendere appieno la portata di questa sentenza, è utile fare un passo indietro e spiegare il quadro normativo italiano in materia di assegno di mantenimento figli. In Italia, l’obbligo di mantenimento dei figli è sancito dall’articolo 337-ter del Codice civile, che stabilisce il principio della bigenitorialità e della contribuzione proporzionale alle capacità economiche di ciascun genitore.
Il giudice, nel determinare l’importo, tiene conto di una serie di fattori:
- Le esigenze attuali dei figli, compresi i costi scolastici, sanitari, sportivi e culturali
- Il tenore di vita goduto durante il matrimonio
- I tempi di permanenza dei figli con ciascun genitore
- Le risorse economiche di entrambi i genitori
- L’età e il grado di autonomia dei figli
- La presenza di eventuali nuovi nuclei familiari
L’assegno non è definitivo: può essere rivisto in qualsiasi momento su richiesta di una delle parti, qualora le circostanze cambino in modo significativo. Questo è esattamente ciò che è accaduto nel caso Totti-Blasi: una revisione dell’importo precedentemente stabilito, con esito al ribasso rispetto alla cifra in vigore.
Va anche sottolineato che l’assegno di mantenimento per i figli non si estingue automaticamente al raggiungimento della maggiore età. In Italia, l’obbligo persiste fino a quando i figli non raggiungono l’indipendenza economica, indipendentemente dall’età anagrafica. Un figlio di ventidue anni che studia all’università, ad esempio, ha ancora diritto al mantenimento da parte dei genitori. Questo è un elemento che il giudice considera nella valutazione complessiva.
Per approfondire il quadro normativo, è possibile consultare le risorse del Ministero della Giustizia italiano, che pubblica guide aggiornate sul diritto di famiglia e le procedure civili.
Il contesto della separazione: una vicenda lunga e mediatica
La separazione tra Francesco Totti e Ilary Blasi è diventata, nel corso degli anni, uno dei casi di divorzio più seguiti e commentati in Italia. Non solo per la notorietà dei protagonisti — lui, ex capitano della Roma e simbolo del calcio italiano; lei, conduttrice televisiva con una carriera solida e un seguito enorme — ma anche per le modalità con cui la vicenda si è sviluppata, tra dichiarazioni pubbliche, interviste e procedimenti giudiziari paralleli.
La coppia, che si era sposata nel 2005, ha tre figli. Il procedimento di separazione ha attraversato diverse fasi, con questioni che vanno ben oltre l’assegno di mantenimento figli: ci sono stati contenziosi legati a beni patrimoniali, orologi e borse di lusso, che hanno alimentato una narrazione pubblica lunga e complessa. La sentenza del 4 giugno 2026, diventata definitiva il 16 luglio 2026, chiude formalmente il capitolo del divorzio, anche se alcune questioni — in particolare quelle relative alle responsabilità per la fine del matrimonio — restano aperte.
È importante notare che la risonanza mediatica di questa vicenda non deve oscurare la sua dimensione giuridica e umana. Al centro di tutto ci sono tre persone in crescita, i cui bisogni reali il tribunale ha cercato di tutelare nel modo più appropriato possibile.

Cosa cambia nella pratica con 10.900 euro al mese
Diecimila novecento euro al mese è una cifra che, per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane, appare molto elevata. Ma il diritto di famiglia non ragiona in termini assoluti: ragiona in termini relativi, cioè in rapporto al tenore di vita della famiglia e alle reali esigenze dei figli.
In una famiglia come quella Totti-Blasi, con un tenore di vita molto alto, le spese ordinarie e straordinarie per i figli possono includere scuole private, attività sportive di alto livello, viaggi, abbigliamento, spese mediche specialistiche, attività culturali e molto altro. Non si tratta di lussi nel senso stretto del termine, ma di spese che rientrano nel normale mantenimento del tenore di vita a cui i figli sono abituati.
La riduzione da 12.500 a 10.900 euro mensili equivale a una diminuzione di 1.600 euro al mese, ovvero circa 19.200 euro l’anno. Non è una variazione trascurabile, ma nemmeno una riduzione drastica. Il segnale che il giudice sembra aver voluto mandare è che, con la crescita dei figli e la loro maggiore autonomia, l’importo può essere progressivamente adeguato verso il basso, senza però stravolgere le condizioni di vita stabilite.
Questo tipo di approccio gradualistico è coerente con la giurisprudenza italiana in materia di mantenimento: i giudici tendono a evitare cambiamenti bruschi, preferendo aggiustamenti progressivi che tengano conto dell’evoluzione della situazione familiare.
Le questioni ancora aperte dopo il divorzio
Il divorzio è ufficiale dal 16 luglio 2026, ma la vicenda giudiziaria tra Totti e Blasi non si chiude completamente con questa data. Secondo quanto riportato dalle fonti, resta aperto il capitolo relativo alle responsabilità per la fine del matrimonio. Si tratta di una questione che, nel diritto italiano, può avere implicazioni sull’assegno divorzile — quello destinato all’ex coniuge, distinto dall’assegno di mantenimento figli — ma che richiede ulteriori procedimenti e valutazioni.
In Italia, l’addebito della separazione — cioè l’attribuzione della responsabilità della rottura del matrimonio a uno dei coniugi — può influenzare l’entità dell’assegno divorzile. Non incide, invece, sull’obbligo di mantenimento dei figli, che rimane indipendente dalle colpe dei genitori. Questo è un principio fondamentale del diritto di famiglia italiano: i figli non devono pagare per le scelte o i comportamenti dei genitori.
Per chi vuole approfondire le dinamiche legali di questi procedimenti, la rivista Il Fatto Quotidiano ha ricostruito in dettaglio le tappe di questa vicenda, offrendo un quadro completo delle questioni ancora pendenti.
Cosa ci insegna questa sentenza sul diritto di famiglia italiano
Al di là del gossip e della notorietà dei protagonisti, la sentenza sul caso Totti-Blasi offre uno spaccato interessante su come funziona il diritto di famiglia in Italia quando si tratta di determinare l’assegno di mantenimento figli in contesti ad alto reddito.
Il primo insegnamento è che nessun importo è definitivo. Le sentenze in materia di mantenimento possono essere riviste, e lo sono regolarmente, man mano che cambiano le circostanze. La crescita dei figli, la loro maggiore autonomia, un cambiamento nelle condizioni economiche dei genitori: sono tutti fattori che possono portare a una revisione dell’importo, in aumento o in diminuzione.
Il secondo insegnamento riguarda il criterio della proporzionalità. Il giudice non si limita a prendere nota delle richieste delle parti e a scegliere una cifra intermedia: valuta le reali esigenze dei figli, il loro stile di vita, le loro prospettive future. In questo senso, l’autonomia raggiunta da Cristian non è un dettaglio marginale, ma un elemento che ha inciso concretamente sulla decisione finale.
Il terzo punto riguarda la distinzione tra mantenimento dei figli e mantenimento dell’ex coniuge. Sono due istituti separati, con logiche diverse. Il primo è orientato esclusivamente al benessere dei minori o dei figli non ancora economicamente indipendenti; il secondo dipende da fattori diversi, tra cui le responsabilità nella rottura del matrimonio e le condizioni economiche dei coniugi.
Una vicenda che riguarda tutti, non solo i vip
È facile liquidare la storia di Totti e Blasi come un caso eccezionale, lontano dalla realtà di milioni di famiglie italiane che affrontano separazioni e divorzi con cifre molto più contenute. Ma i principi giuridici che emergono da questa sentenza sono gli stessi che si applicano in ogni procedimento di divorzio in Italia, indipendentemente dal reddito delle parti.
La proporzionalità, la revisione periodica, la priorità assoluta delle esigenze dei figli, la distinzione tra mantenimento dei figli e assegno divorzile: sono concetti che riguardano chiunque stia attraversando una separazione. Capirli bene, magari con l’aiuto di un avvocato specializzato in diritto di famiglia, è il primo passo per affrontare queste situazioni con maggiore consapevolezza.
La sentenza depositata il 4 giugno 2026 e diventata definitiva il 16 luglio 2026 chiude un capitolo importante della vicenda Totti-Blasi. L’assegno di mantenimento figli fissato a 10.900 euro mensili è il risultato di una valutazione giudiziaria che ha tenuto conto di molteplici fattori, dalla crescita dei figli alle loro esigenze concrete. Restano aperte altre questioni, ma per i tre figli della coppia — al di là dei riflettori e dei numeri — quello che conta è che il tribunale abbia messo la loro tutela al centro di ogni decisione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.