Blocco dei tir, fermi anche i pescherecci. Napoli e Bari: «Città a rischio paralisi»

La protesta contro il caro gasolio si allarga e coinvolge anche il settore della pesca. In alcuni porti delle Marche e dell'Abruzzo i pescherecci sono rimasti fermi perché il costo del carburante rende troppo onerose le uscite in mare. Una mobilitazione che si affianca a quella degli autotrasportatori, con ripercussioni sulla circolazione delle merci e sulla distribuzione dei prodotti alimentari.

Pescherecci fermi tra Marche e Abruzzo

In diversi porti dell'Adriatico gli operatori hanno scelto di non uscire in mare, aggiungendo la propria protesta a quella dei camionisti. Il fermo dei pescherecci apre un ulteriore fronte in una crisi che interessa comparti diversi, ma accomunati dall'impatto dei costi energetici sulle attività quotidiane.

Nelle aree del Mezzogiorno i blocchi proseguono e aumentano le preoccupazioni per la continuità degli approvvigionamenti.

Napoli e Bari temono ripercussioni sui rifornimenti

I sindaci di Napoli e Bari hanno lanciato l'allarme sulle possibili conseguenze della protesta, avvertendo del rischio di una paralisi delle città se le difficoltà nei trasporti dovessero prolungarsi. Tra Napoli e provincia sono 500 i camion in movimento: una situazione delicata, soprattutto nelle aree in cui le interruzioni della circolazione continuano a ostacolare il trasporto delle merci.

Nel frattempo, in Sicilia e Calabria ripartono alcune consegne

Sul fronte dell'autotrasporto, in Sicilia l'Associazione imprese autotrasportatori siciliani ha deciso di sospendere la mobilitazione in alcune zone. Nei giorni precedenti, i blocchi avevano interessato diversi tratti dell'autostrada Messina-Catania, l'area davanti al porto di Palermo e altre strade dell'isola. Una decisione analoga è stata presa in Calabria. La sospensione della protesta annunciata da Fedralog ha consentito in Calabria la ripresa delle consegne di generi alimentari a negozi e supermercati. La distribuzione resta discontinua, ma si avvia verso la normalizzazione. Sono ripartiti anche i rifornimenti ai distributori di carburante, alcuni dei quali erano rimasti senza benzina e diesel.

Il governo annuncia controlli e misure di sicurezza

L'esecutivo ha scelto la linea della fermezza nei confronti dei blocchi. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha scritto a prefetti e questori invitandoli a vigilare su eventuali infiltrazioni criminali nella protesta. Per i responsabili delle interruzioni sono previste identificazioni e denunce. Il Viminale punta inoltre a garantire i rifornimenti dei beni di prima necessità. Le forze dell'ordine sono pronte a scortare gli autotrasportatori che ne facciano richiesta. Intanto, le opposizioni chiedono alla presidente del Consiglio di riferire in Parlamento sulla gestione della crisi e sulle misure adottate per fronteggiare il caro carburante.

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