Bollo auto 2027, quali modelli non pagano e come capirlo

Il numero da cercare è uno solo e sta sul libretto: 80 kW. Se la potenza del motore resta entro quella soglia, l’auto rientra nell’esenzione dal bollo annunciata per il 2027. Ma per chi vive in Sicilia c’è un passaggio in più, perché nelle Regioni a statuto speciale la misura non si applica in automatico.

Dove si legge la potenza

Il dato non è la cilindrata e non sono i cavalli fiscali.

Va cercato alla voce P.2 del Documento unico di circolazione, o della vecchia carta di circolazione. È lì che compare la potenza espressa in chilowatt.

Gli 80 kW corrispondono a circa 109 cavalli. La soglia è inclusiva: anche un’auto da esattamente 80 kW rientra.

Il criterio riguarda le vetture a benzina o gasolio, comprese le ibride.

Il dettaglio che cambia tutto sulle ibride

Qui si concentra l’equivoco più diffuso, e riguarda migliaia di automobilisti.

Nella disciplina ordinaria del bollo, per le ibride si considera la potenza del motore termico. Non quella complessiva pubblicizzata dalla casa, che comprende anche il contributo elettrico.

Significa che un’ibrida chiamata commercialmente 130 o 160 non è automaticamente fuori dal limite.

Quali modelli rientrano

L’Automobile, il magazine dell’Automobile Club d’Italia, ha confrontato le schede tecniche delle case con la soglia annunciata. Ne emergono dodici modelli tra quelli oggi a listino.

Le due più basse sono Fiat Pandina e Fiat 500 nella versione 1.0 Hybrid da 65 cavalli, entrambe intorno ai 48 kW.

Seguono la Volkswagen Polo, con 59 kW nella 1.0 da 80 cavalli e 70 kW nella 1.0 TSI da 95, e la Suzuki Swift 1.2 Hybrid Top, a 59,6 kW.

La Hyundai i20 1.0 T-GDi da 90 cavalli si ferma a 66,2 kW.

Tre Toyota condividono lo stesso valore di 68 kW: Aygo X 1.5 Hybrid 115, Yaris nelle versioni Hybrid 115 e 130, Yaris Cross 1.5 Hybrid 130 sia a trazione anteriore sia integrale.

A quota 74 kW ci sono Fiat Grande Panda, Citroën C3 e Dacia Sandero Streetway TCe 100.

Chiude l’elenco la Renault Clio full hybrid E-Tech 160, esattamente al limite degli 80 kW.

Il caso Clio spiega perché non basta il nome

La stessa vettura può rientrare o restare fuori a seconda della motorizzazione.

La Clio full hybrid E-Tech 160 dichiara 80 kW di motore termico e rientra.

La TCe 115 ne dichiara 84 e la ECO-G 120 arriva a 88. Entrambe superano la soglia.

Non basta quindi dire che un’auto è ibrida o a gpl per sapere se è agevolata.

Attenzione all’usato

L’elenco riguarda le versioni attualmente in commercio e non è un elenco ufficiale di targhe esentate.

Per una vettura usata o di un’annata precedente occorre controllare l’omologazione di quel singolo esemplare. I valori della versione oggi a listino non si applicano automaticamente al modello di qualche anno fa.

Un veicolo a testa e non si sceglie quale

Il limite è per persona fisica, non per nucleo familiare.

Se due coniugi sono ciascuno intestatario esclusivo di un’auto agevolabile, entrambi possono rientrare nel beneficio. Se, invece, le due auto fanno capo alla stessa persona, l’esenzione riguarda un solo mezzo.

E non si può decidere quale. Il governo indica l’auto con potenza minore. A parità di chilowatt vale quella con il bollo più basso.

Chi ha due auto, da 50 e da 74 kW, otterrà l’esenzione su quella da 50.

Per le cointestazioni serviranno chiarimenti: la presenza di due nomi sul documento non garantisce due benefici.

Cosa succede con moto e scooter

Motocicli e ciclomotori rientrano nella misura e per loro non è indicato il tetto degli 80 kW.

C’è, però, una condizione che esclude molti proprietari: il contribuente non deve avere un’autovettura che rientri nel beneficio.

Chi possiede sia un’auto agevolabile sia una moto non può sommare le due esenzioni, né spostare sulla moto quella dell’auto.

Chi ha un’auto da 100 kW, quindi fuori soglia, e una moto, può invece ottenere l’esenzione sulla moto.

Con più motocicli la priorità va al meno potente e, a parità di potenza, a quello con il bollo più basso. Con più ciclomotori conta la prima immatricolazione più risalente.

In Sicilia serve un passaggio in più

È l’aspetto che riguarda direttamente i lettori di BlogSicilia.

Il comunicato del Consiglio dei ministri precisa che nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome l’applicazione richiede un accordo con ciascuna autonomia titolare del tributo.

La Sicilia rientra in questa categoria. L’esenzione non va quindi data per acquisita fino a quando quel passaggio non sarà definito.

Cosa non è ancora chiaro

Il comunicato non indica un modulo, un portale o una scadenza per presentare domanda.

Non descrive nemmeno un meccanismo automatico di riconoscimento.

La procedura dovrà essere definita dal testo normativo definitivo e dalle istruzioni degli enti competenti. Per sapere se il beneficio è stato riconosciuto alla propria targa occorrerà fare riferimento alle comunicazioni della Regione e ai servizi ACI del territorio.

Compare inoltre, nelle prime ricostruzioni, il requisito del veicolo regolarmente assicurato.

Cosa la misura non copre

Tre esclusioni da tenere presenti.

L’esenzione riguarda i versamenti con scadenza ordinaria tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. Non autorizza a saltare un pagamento dovuto nel 2026.

Non cancella gli arretrati.

Le auto esclusivamente elettriche non rientrano nel perimetro benzina e gasolio descritto dalla misura. Per loro valgono le esenzioni e le riduzioni già previste dalla disciplina ordinaria, che restano in vigore anche per chi resta fuori da questo intervento.

Cosa si può controllare adesso

In attesa delle istruzioni ci sono tre verifiche possibili.

La prima è la potenza alla voce P.2 del libretto, insieme all’alimentazione.

La seconda è capire chi risulta soggetto passivo del bollo, perché in caso di leasing o noleggio il beneficio spetta a chi è tenuto al pagamento.

La terza è ricostruire quali altri veicoli risultano riferibili allo stesso contribuente, per capire su quale scatterebbe l’esenzione.