
Il conduttore, grande tifoso interista, è stato intervistato da Giusy Meloni sul canale YouTube del Corriere dello Sport: "Il mio idolo nerazzurro? Ne ho uno, Ronaldo a parte". E sulla lotta scudetto ha le idee chiare
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Se dici Paolo Bonolis è impossibile non pensare alla sua carriera televisiva come presentatore ma soprattutto al suo amore viscerale per l'Inter. Un amore nato da ragazzino ("Mio padre era di Milano e con lui guardavo sul divano tutte le partite dei nerazzurri") e proseguito da persona adulta ("anche se sto diventando pigro e vado sempre meno allo stadio preferendo la comodità di tv e divano"). Nell'intervista concessa a Giusy Meloni negli studi del Corriere dello Sport e visibile sul canale YouTube del nostro giornale, Bonolis ha parlato di calcio a 360 gradi, senza filtri. L'Inter, ovviamente, è in cima ai suoi pensieri: "Dove può arrivare quest'anno? Una società come la nostra ha il dovere di darsi da fare in tutte le competizioni alle quali partecipa, consapevole del fatto che sono più le volte che si perde di quelle che si vince, per questo è così bello vincere, perché non è consuetudine. La società sta facendo tutto quello che è nelle sue possibilità per vincere in Italia e in Europa ma ci sono club, tipo quelli inglesi o spagnoli, che hanno più possibilità economiche e quindi, con rose più ampie, possono arrivare più lontani".
Bonolis: "Mourinho dovrebbe rubare qualcosa a Chivu"
Si torna a parlare anche di Mourinho e la provocazione arriva subito: "Se fossi in Chivu cosa ruberei a Mourinho? Ma guarda che adesso è vero il contrario, eh. José è stato un grande allenatore all’Inter, ha saputo caricare la squadra e i tifosi. Lui è un abilissimo comunicatore anche se adesso, in questa fase della carriera, lui pensa più all’aspetto della comunicazione che a quello dell’innovazione visto che il calcio sta cambiando. Chivu è figlio di un calcio che è cambiato e quindi è più adatto a questi tempi. Se fossi stato in Mourinho sarei andato a Madrid? Lui è un professionista e ha deciso di cambiare, io sono un appassionato e avrei fatto un'altra scelta ma non avrei avuto le capacità di José per vincere quello che ha vinto lui, quindi il discorso decade".

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