Bonus colonnine domestiche 2026: come presentare la richiesta - MotorAge New Generation

Il bonus colonnine domestiche 2026 torna al centro dell’attenzione perché, per privati e condomìni, rappresenta una delle poche misure concrete per abbattere il costo di acquisto e posa di una wall box o di una colonnina privata. La logica è semplice: favorire la ricarica a casa, dove l’auto resta ferma per molte ore, e ridurre uno dei principali ostacoli alla diffusione della mobilità elettrica, cioè l’investimento iniziale.

Nel 2026 il contributo copre l’80% della spesa sostenuta, fino a 1.500 euro per le persone fisiche e fino a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni dei condomìni. La misura è rivolta ai residenti in Italia e ai condomìni, e si inserisce in un programma pluriennale con risorse dedicate all’annualità 2026 e alle annualità successive.

Chi può richiedere il bonus e quali spese sono ammesse

Il contributo riguarda l’acquisto e l’installazione di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, come colonnine e wall box. Non si tratta quindi di un rimborso generico legato all’auto elettrica, ma di un’agevolazione precisa sulle opere e sulle dotazioni necessarie per ricaricare il veicolo in ambito privato o condominiale. Per questo motivo, la documentazione tecnica e fiscale ha un peso decisivo nella domanda.

Per i privati il tetto massimo resta fissato a 1.500 euro. Nei condomìni, quando l’impianto è realizzato sulle parti comuni, il limite sale a 8.000 euro. La differenza non è solo economica: nei condomìni entrano in gioco la delibera assembleare, la figura dell’amministratore e, nei casi previsti, la delega del condomino incaricato. Chi pensa di poter presentare la domanda senza aver formalizzato bene l’autorizzazione dei lavori rischia un rigetto immediato.

Quando si apre la finestra 2026

Per l’annualità 2026, le installazioni effettuate dal 26 giugno 2026 rientrano nella finestra utile per la presentazione. Le domande possono essere inoltrate dalle 12:00 del 22 settembre 2026 fino alle 12:00 del 31 gennaio 2027. È un dettaglio importante: il bonus non funziona come una prenotazione preventiva, ma come una richiesta successiva all’intervento, con controlli sulla spesa già sostenuta e sulla sua regolarità.

Bonus colonnine domestiche 2026 domande dal 22 settembre

Un altro punto da non sottovalutare è il meccanismo di assegnazione: le domande vengono istruite in ordine cronologico. In pratica, chi si presenta con documenti completi e corretti ha meno margini di blocco o ritardo. Se i fondi si esauriscono, il Ministero ne dà comunicazione ufficiale, quindi aspettare l’ultimo giorno è una scelta rischiosa.

Come si presenta la domanda online

La richiesta va inoltrata esclusivamente tramite la piattaforma online gestita da Invitalia. L’accesso è consentito con SPID, CIE o CNS, e serve anche un indirizzo PEC attivo. Non sono ammesse domande inviate con modalità diverse, come email ordinaria, PEC diretta o consegna cartacea. Questo è uno degli errori più comuni: chi tenta scorciatoie perde tempo e, spesso, il diritto al contributo per quella finestra.

Una volta entrati nell’area personale, bisogna selezionare il bonus, compilare il modulo elettronico e caricare tutti gli allegati richiesti. La procedura non è solo formale: il sistema rilascia una ricevuta di registrazione solo al termine della compilazione corretta. Se un allegato manca o non è leggibile, la domanda può risultare improcedibile. Per questo conviene predisporre prima una cartella ordinata con fatture, bonifici, relazione finale e dichiarazione di conformità dell’installatore.

Documenti indispensabili e pagamenti tracciabili

Per i privati servono codice fiscale e documento d’identità, fatture elettroniche relative all’acquisto e all’installazione, estratti conto che provino i pagamenti, relazione finale sull’investimento, certificazione di conformità rilasciata dall’installatore e dati bancari per l’accredito. Per i condomìni si aggiungono il codice fiscale del condominio, i documenti dell’amministratore, la delibera assembleare e la dichiarazione che la delibera non sia stata impugnata nei termini.

Il pagamento è un altro passaggio che merita attenzione. Le spese devono risultare saldate con strumenti tracciabili: bonifico bancario, SEPA Credit Transfer, carta di credito o di debito intestata al beneficiario. Le spese pagate in contanti non sono compatibili con la misura. Anche qui la regola è chiara: il contributo premia gli investimenti verificabili, non le uscite generiche o mal documentate.

Errori da evitare e tempi di erogazione

Un errore frequente è cercare di cumulare il bonus con altre agevolazioni sulla stessa spesa. La misura non lo consente se i costi sono già stati oggetto di precedenti incentivi. Un altro sbaglio è sottovalutare il tema della tempistica: il bonus 2026 ha una finestra definita e, per le installazioni ammesse, la domanda va presentata entro il 31 gennaio 2027.

La concessione del contributo avviene entro 90 giorni dalla chiusura dello sportello, nei limiti delle risorse disponibili. Inoltre, in caso di improcedibilità della prima domanda, è ammessa una sola ulteriore richiesta per lo stesso codice fiscale fino alla chiusura dello sportello annuale. Il messaggio pratico è netto: la domanda va preparata con precisione, perché il margine per correggere gli errori è limitato.

In sintesi

Il bonus colonnine domestiche 2026 è un incentivo mirato, non un rimborso automatico. Richiede installazione regolare, documenti completi, pagamenti tracciabili e invio esclusivamente online. Per i privati il contributo massimo è di 1.500 euro, per i condomìni di 8.000 euro, con copertura pari all’80% della spesa. Chi vuole davvero sfruttarlo deve muoversi per tempo, conservare ogni prova di pagamento e verificare che l’impianto e la documentazione tecnica siano perfettamente in ordine.