Brescia fabbrica di talenti: "An modello da seguire"

di AlessandroLuigi Maggi

La stagione dell’AN Brescia, il mercato e la nuova corsa alla Champions League. Il presidente Andrea Malchiodi racconta un progetto che continua a sfidare i grandi club europei attraverso programmazione e valorizzazione dei giovani.

Presidente, come giudica la stagione appena conclusa?

"Il bilancio è positivo. Siamo arrivati ancora una volta fino in fondo nelle competizioni più importanti disputando una stagione di alto livello. Resta il dispiacere per non essere riusciti a vincere la finale, o a strappare almeno una gara alla Pro Recco, come avremmo meritato".

L’AN ogni estate deve ricostruire. È il vostro modello?

"È un po’ la nostra filosofia. Brescia rappresenta un trampolino di lancio per giocatori che poi possono entrare nel mirino delle società con maggiori disponibilità economiche. Non possiamo competere con chi dispone di budget quasi illimitati, come la Pro Recco o alcuni club sostenuti direttamente da grandi realtà del calcio, Panathinaikos e Olympiacos ad esempio".

Non sono nomi a caso, visto che Gianazza andrà in Liguria e Dolce ad Atene. Il club come una sorta di laboratorio?

"Sì, perché è ciò che sappiamo fare meglio. Cerchiamo giocatori con qualità tecniche e margini di crescita, poi affidiamo il loro sviluppo ad Alessandro Bovo. Quando un atleta arriva a Brescia, cresce, conquista la Nazionale e viene richiesto da un club più ricco, significa che il nostro lavoro è stato fatto bene".

Quali saranno i principali innesti per la prossima stagione?

"Arriveranno due nuovi stranieri. Uno è Oliver Leinweber, capocannoniere della Serie A con il Savona. L’altro è Jeroen Rouwenhorst, centroboa che possiede basi tecniche interessanti. La retrocessione della sua precedente squadra (la Florentia, ndc) non cambia il giudizio: crediamo che possa crescere molto all’interno del nostro sistema".

Il rapporto con Bovo è sempre rimasto solido?

"Bovo è una parte fondamentale del progetto. È normale che un allenatore del suo livello abbia ambizioni e possa attirare l’attenzione di altre società, ma il rapporto con Brescia è profondo. Dieci anni fa poteva andare a Recco, scelse diversamente".

Anche nella prossima Champions si parte dai preliminari?

"Sì. In passato abbiamo valutato formule differenti, ma preferiamo conquistarci il posto sul campo. Stiamo costruendo ancora una volta una squadra giovane, se meritiamo di partecipare alla fase principale, dovremo dimostrarlo in acqua".

A Brescia fa discutere la retrocessione nel basket. Come valuta la scelta di Mauro Ferrari?

"Non lo conosco personalmente e non posso giudicare tutti gli elementi economici che hanno determinato la decisione. La scelta di ridimensionare o interrompere un investimento è legittima quando viene meno la disponibilità dello sponsor principale. Forse la comunicazione si poteva gestire diversamente".

L’AN Brescia rivendica invece una continuità storica.

"Operiamo in uno sport di nicchia e ogni anno dobbiamo lavorare duramente per coprire il budget. Abbiamo però la fortuna di poter contare su patron che ci garantiscono una base solida. Nel nostro caso, Brescia resta a Brescia".

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