Cadavere abbandonato dentro un sacco nero, puzza e mosche nella camera mortuaria di via La Loggia: arrivano i Nas

Federica Virga

Un cadavere sigillato in un sacco nero, appoggiato direttamente sulla lastra di marmo della camera mortuaria di via Gaetano La Loggia, senza una bara (ma quantomeno con un mazzo di fiori addosso), mentre da sotto fuoriescono liquidi che imbrattano il pavimento, asciugati grazie ad alcuni ritagli di cartone messi per terra. Intorno un'invasione di mosche e una puzza insopportabile che si avverte fin da fuori. E' lo scenario da incubo denunciato ai carabinieri della stazione Palermo Mezzo Monreale da una famiglia che, da sabato (22 agosto) si trova a piangere la salma della propria madre in condizioni al limite. 

Così stamattina, dopo tre giorni in queste condizioni, sono arrivati i Nas. Intanto i figli puntano il dito contro l'Asp di Palermo: “Costretti a salutare nostra madre tra mosche e un degrado che toglie la dignità persino alla morte”. Che di contro replica: “Uomo senza famiglia e residente in un altro comune della provincia. Dopo tutte le procedure siamo finalmente riusciti a trasferirlo al cimitero dei Rotoli”. 

La vicenda inizia pochi giorni fa quando una donna di 64 anni in fase terminale viene trasferita da Villa Sofia all'Hospice dell'Asp di via La Loggia, struttura destinata proprio ad accompagnare con dignità e cure palliative i malati nell'ultimo tratto di vita. Sabato (22 agosto) il decesso che dà avvio all'iter: la salma viene infatti trasferita nella camera mortuaria in attesa del funerale. Ma è proprio varcando la soglia di quella stanza che per la famiglia comincia l'inferno. Quando i figli entrano per la prima volta nella camera mortuaria per sistemare la madre, nell'aria c'è già un odore acre. Nella stanza c'è anche il corpo di un altro uomo, deceduto il giorno prima (ovvero venerdì 21 agosto) e in avanzato stato di decomposizione.

Sconcertati, i familiari hanno chiesto subito spiegazioni. “Nessuno sembra sapere di chi sia quel corpo o perché si trovi lì in quelle condizioni - denunciano i figli a PalermoToday -. Pensavamo si trattasse di un ritardo provvisorio nella gestione delle salme, ma domenica mattina la situazione è se possibile peggiorata. Il fetore è diventato pestilenziale, percettibile già a metri di distanza prima ancora di varcare la porta d'accesso. Abbiamo sollecitato di nuovo gli addetti della struttura, implorando un intervento o una spiegazione, ma anche in questo caso non abbiamo ricevuto alcuna risposta risolutiva”.

Il punto di non ritorno viene toccato nel pomeriggio di domenica, quando i parenti sono rientrati nella stanza. “La scena è stata raccapricciante - raccontano - perché sotto il sacco nero dove giace l'altro uomo si è formata una grossa e densa chiazza di liquido misto a sangue, evidente segno che il cadavere versi in uno stato di decomposizione. A terra sono stati posizionati in modo approssimativo dei cartoni, con l'obiettivo di assorbire il fluido. La stanza è letteralmente invasa da mosche attirate dal materiale organico. Nonostante le segnalazioni nessuno si è presentato per sanificare i locali. All'orario di chiusura, hanno solo provveduto a chiudere le porte d'ingresso. Con il caldo di questi giorni, il rischio è che la salma vada in putrefazione”.

Finita la veglia, hanno così deciso di presentarsi in caserma per sporgere denuncia che ha portato a un sopralluogo dei Nas questa mattina in via La Loggia. “C'è un potenziale rischio igienico-sanitario devastante - è quanto detto ai militari - e l'assenza totale di informazioni sulla causa di morte dell'uomo nel sacco, unita alle alte temperature estive e alla presenza di liquidi biologici scoperti, configura un potenziale focolaio di contaminazione e profilassi mancata. Stando a quanto abbiamo appreso, la salma dell'uomo dimenticata sul pavimento avrebbe dovuto essere rimossa nella giornata di oggi (lunedì 24 agosto), ma così non è stato. Nel frattempo noi non possiamo piangere i nostri cari per via del pericolo a cui questa situazione ci espone”.

L'Asp di Palermo, dopo il decesso dell’uomo avvenuto venerdì scorso all’Hospice di via La Loggia, fa sapere che “ha attivato le procedure previste per le persone decedute prive di familiari e in condizioni di indigenza, rivolgendosi al Comune di residenza per l’attivazione delle procedure di competenza attraverso l’Opera Pia. Poiché il Comune di residenza non disponeva di procedure attive per questo tipo di intervento, l’Asp si è successivamente rivolta al Comune di Palermo, che dispone delle necessarie convenzioni. Nella mattinata di oggi, non essendosi ancora conclusa la procedura, l’Asp ha provveduto agli adempimenti di propria competenza, compresa la disinfezione della camera mortuaria e la predisposizione della documentazione necessaria: certificato di abbandono della salma, certificato necroscopico e certificazione per il trasporto al Cimitero dei Rotoli. La procedura si è conclusa nel tardo pomeriggio: poco dopo le ore 18 la salma è stata prelevata dalla camera mortuaria e trasportata al cimitero dei Rotoli”.