La signora Carmela Maugieri, casalinga, secondo la Procura custodiva dieci orologi da collezione e tre milioni e duecentomila euro in casa. Una donna, presunta affiliata ai narcos, aveva una sorta di tesoretto a casa, secondo quanto emerge dal blitz dei carabinieri coordinato dalla Dda, culminato in 34 arresti di presunti affiliati - tra gli altri - al clan Angelino.
Blitz nel Parco Verde, ma anche nel quartiere detto Bronx di Caivano; blitz e arresti anche a Casoria. I proventi dello spaccio di droga venivano destinati allo stipendio di associati e al mantenimento dei detenuti. I clan avevano armi, numerosi episodi violenti registrati. Ordini dal carcere per gestire i traffici di droga. Collegamenti tra Caivano e Casoria. Qui nel comune di San Mauro c’era una sorta di covo alternativo per lo smercio di droga nella zona del cosiddetto Bronx. Collegamenti con la Spagna riscontrati dalla Dda, come ha chiarito l’aggiunto Ferrigno e lo stesso procuratore Nicola Gratteri. Spaccio anche in un appartamento di Caivano, non zona del Parco Verde, dove lo smercio avveniva h 24: un appartamento video controllato, una sorta di piazza di spaccio satellite.
Caivano, blitz all'alba dei carabinieri: arrestate 34 persone del clan Angelino. Tutti i nomi
C’è una ipotesi di autoriciclaggio, perché i proventi illeciti venivano ricollocati anche in orologi di lusso. Agli atti le parole di un pentito, che ha indicato il luogo in cui denaro e orologi venivano occultati sotto il pavimento: i soldi erano rigorosamente posti sotto pressione, nel cellophane.
Ha spiegato il generale dei carabinieri Biagio Storniolo: «Il clan si è riorganizzato dopo i recenti arresti. Una struttura da Parco Verde a rione Bronx, c’erano controlli mirati sugli acquirenti da parte dei narcos. Attività di smercio delocalizzata in zone diverse dal parco verde con un sottogruppo costretto ad acquistare stock di droga». Capitolo estorsioni. Spiega il comandante provinciale: «Tanti imprenditori che subiscono estorsioni, ma abbiamo registrato una sola denuncia. Il mio appello è il seguente: denunciate, omertà ancora regna, superiamo questa condizione assieme».
Spiega il Maggiore Carlo Venturini di Castello di Cisterna: «Organizzazione criminale armata, le armi da fuoco erano armi da guerra, alla luce della ingente disponibilità economica nell’abitazione di un rione ad alta densità criminale: soldi sotto il vano doccia o dietro mura e pavimenti. Abbiamo registrato frizioni sul territorio». Verifiche sulla trama di rapporti di affari riconducibili alla donna, alla casalinga che custodiva soldi e gioielli.