ROMA – “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale”: Diana Bianchedi affida ad una nota l’annuncio e il perché del suo passo indietro dal ruolo di capodelegazione della Nazionale azzurra di calcio. L’ex campionessa olimpica di scherma, vicepresidente vicario del Coni, era stata nominata il 9 agosto dal nuovo n.1 Figc Giovanni Malagò.
LA LETTERA: RASSEGNO LE DIMISSIONI PER IL GRANDE RISPETTO DI CONI E FIGC
“A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio – si legge nel comunicato diffuso da Bianchedi in serata – rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale. Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della FIGC e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione.
“UN PASSO INDIETRO PER PROTEGGERE LA SQUADRA”
Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano”.
IL POMO DELLA DISCORDIA
Le parole contestate del ministro dello Sport risalirebbero agli attriti registrati all’interno della Giunta Coni nella seduta di martedì scorso, rispetto al parere negativo dei vicepresidenti Marco Di Paola e Diana Bianchedi appunto, sulla proposta di commissariamento della FederPesi. “Il vicepresidente vicario e il vicepresidente hanno diritto e dovere di esprimere un’opinione, ma se è sempre contraria dovrebbero fare una scelta- ha detto Abodì- Quel ruolo è stato affidato loro nell’ambito di un rapporto fiduciario””, ha poi detto Abodi. Le parole del ministro fanno riferimento ad alcuni attriti nella Giunta Coni: nella seduta di ieri, i vicepresidenti Marco Di Paola e Diana Bianchedi avrebbero espresso parere negativo sulla proposta di commissariamento della FederPesi da parte del presidente del Coni Luciano Buonfiglio, votando poi a favore. “Fa riflettere che due figure così rappresentative alle quali è stato affidato fiduciariamente un ruolo di primo piano – chiarisce Abodi – non riescano a testimoniare questa fiducia affidata, a testimoniarla in modo conseguente. Sono scelte che faranno al loro interno, ma normalmente questi rapporti così non durano molto nel ruolo e nella funzione”.