“Canzone per un’amica”, a chi è dedicato uno dei brani più iconici e popolari del repertorio di Francesco Guccini

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Il titolo originale in realtà era un altro, ma poi il cantautore modenese è stato costretto a cambiarlo a causa di forti pressioni esterne. Per decenni ha aperto quasi tutti i suoi concerti ed è stato inciso anche dai Nomadi, contribuendo a far conoscere il giovane artista al grande pubblico

Francesco Guccini in un'esibizione da giovane: "Canzone per un'amica" fu inserita nel primissimo album del cantautore emiliano ed è poi diventata un simbolo del suo repertorio

Francesco Guccini in un'esibizione da giovane: "Canzone per un'amica" fu inserita nel primissimo album del cantautore emiliano ed è poi diventata un simbolo del suo repertorio

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Bologna, 6 agosto 2026 – All’inizio Francesco Guccini l’aveva intitolata “In morte di S. F.”. Poi è diventata “Canzone per un’amica”. E quell’amica era Silvana Fontana, morta in un incidente stradale nel 1966. 

In quel periodo il maestrone era a Milano per finire il suo primo album, “Folk beat n. 1”. Quando arrivò la notizia della morte, tornò a Pavana e scrisse il brano immediatamente, come omaggio all’amica scomparsa. La canzone è stata poi inserita all’ultimo momento nell’album d’esordio.

Il titolo cambiato

Il titolo originale, “In morte di S.F.”, riportava le iniziali di Silvana Fontana, ma è stato cambiato in “Canzone per un’amica” dopo le pressioni da parte di Anas per evitare un titolo troppo esplicito in riferimento a un incidente stradale. 

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Nella foto Francesco Guccini

La canzone simbolo

Nel corso degli anni il brano è diventato uno dei simboli del repertorio di Guccini. Per decenni ha aperto quasi tutti i suoi concerti ed è stato inciso anche dai Nomadi, contribuendo a far conoscere il giovane cantautore al grande pubblico. Più che una semplice elegia, la canzone è una riflessione sulla fragilità della vita e sull’imprevedibilità della morte. Guccini evita la retorica, piuttosto racconta il dolore: “La dolce estate era già cominciata /Vicino a lui sorrideva /Non lo sapevi che c'era la morte /Quel giorno che ti aspettava /Non lo sapevi, ma cosa hai sentito /Quando lo schianto ti ha uccisa /Quando anche il cielo di sopra è crollato /Quando la vita è fuggita /Vorrei sapere a che cosa è servito /Vivere, amare, soffrire /Se presto hai dovuto partire (...)”. 

Il ricordo di Franesco Ceccarelli degli Equipe 84

“Eravamo al Festival Nazionale dell'Unità a Ferrara – ricorda Franco Ceccarelli, componente degli Equipe 84 –. Pochi minuti prima di salire sul palco, qualcuno ci venne a dire che Silvana, una della compagnia del bar Grande Italia, era appena morta, in un incidente stradale. Ma davanti a noi c'erano circa cinquantamila persone che ci aspettavano, e non sapevano che Silvana era una nostra cara amica, e che se n’era andata”. 

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