Torino-Milan: top e flop rossoneri, le pagelle / Serie A News
La vittoria all'esordio in Serie A del nuovo Milan di Rúben Amorim sul campo del Torino ha destato un'ottima impressione, ma non sono mancati gli spunti critici da parte dei grandi ex. Sulle pagine odierne de La Gazzetta dello Sport, l'ex allenatore rossonero Fabio Capello ha analizzato la prestazione del Diavolo nello scontro dello Stadio Olimpico Grande Torino terminato 1-2, promuovendo la nuova identità tattica e l'impatto di Samuel Chukwueze, senza però risparmiare un severo monito per la tenuta difensiva mostrata nei minuti finali.
L'analisi di Capello: l'impronta di Amorim e la metamorfosi di Chukwueze
Il commento di Don Fabio si è aperto con un plauso al ritmo impresso alla gara sin dalle prime battute, favorito anche da una direzione arbitrale speculare ai nuovi standard europei:
"Si è già iniziato a vedere qualcosa di Rúben Amorim, sin da un primo tempo molto intenso anche grazie all’arbitro che ha lasciato correre il gioco come da nuova tendenza. I rossoneri hanno mostrato già voglia di applicare quello che viene chiesto loro dall’allenatore: un disegno di gioco, per una partita vera sin dall’inizio".
Un focus speciale è stato poi dedicato all'esterno nigeriano, apparso totalmente rigenerato rispetto al recente passato: "Una citazione la merita senza dubbio Samuel Chukwueze, che in particolare mi è sembrato un calciatore totalmente diverso rispetto a due anni fa. In generale bisogna considerare che si è visto un Milan inizialmente senza tenori, quindi un Diavolo che non si poteva considerare completo visto per esempio un Christian Pulisic da recuperare – va aspettato – e la panchina di Adrien Rabiot e Luka Modrić".
La svolta dei "tenori" e il pesante campanello d'allarme in difesa
Secondo il parere del tecnico friulano, le sostituzioni operate nella ripresa sono state la vera chiave di volta per scardinare la resistenza dei granata guidati in panchina da Ignazio Abate. L'ingresso dei calciatori di maggiore caratura internazionale ha immediatamente spostato gli equilibri sul terreno di gioco, permettendo al Milan di piazzare l'uno-due decisivo per conquistare i tre punti.
Tuttavia, Capello ha individuato un vizio strutturale nel finale di partita che potrebbe costare caro nel corso della stagione:
- Le occasioni concesse: negli ultimi quindici minuti di gioco il Torino ha costruito quattro nitide palle gol.
- Mancanza di concentrazione: i rossoneri hanno accusato un vistoso rilassamento psicologico subito dopo aver trovato il doppio vantaggio.
- La reazione avversaria: il gol tardivo dei granata ha dimostrato che la retroguardia del Milan soffre maledettamente quando viene aggredita alta nei minuti di recupero.
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"Questo è un campanello d’allarme a livello difensivo: non si può abbassare la concentrazione, non ci si può rilassare", ha concluso Capello sulla rosea, sottolineando come il Torino abbia capito troppo tardi di poter fare male a un Milan che deve ancora trovare il perfetto equilibrio tra la fase offensiva e i ripiegamenti arretrati.