Caro benzina, cosa può fare il governo per ridurre i prezzi: l'ipotesi accisa mobile per avere lo "sconto"

Ce. Tre.

Ce. Tre. 26 luglio 2026 13:44

Giorgia Meloni e Adolfo Urso (foto: LaPresse)

Il prezzo medio nazionale dei carburanti continua a salire. Oggi, domenica 26 luglio 2026, secondo i dati comunicati dagli esercenti al ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina self service sulla rete stradale costa in media 1,981 euro al litro, mentre il gasolio ha raggiunto 2,184 euro. In autostrada le medie salgono rispettivamente a 2,071 e 2,255 euro al litro. Opposizioni e associazioni dei consumatori chiamano il governo a intervenire ed è lo stesso ministro Urso a spiegare di un possibile decreto accisa mobile entro il 4 agosto. 

Cosa vuole fare Meloni: il problema fondi

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha chiesto al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di verificare le risorse disponibili. Di fronte ai nuovi rincari, il governo sta valutando l'attivazione della cosiddetta accisa mobile, cioè la possibilità di utilizzare il maggior gettito Iva prodotto dall'aumento dei prezzi di prodotti petroliferi - e incassato dallo Stato - per ridurre temporaneamente le accise applicate sui carburanti.

Meloni ha incontrato Giorgetti per discuterne ma potrebbe esserci un problema fondi: il rapporto mensile sull'andamento delle entrate tributarie e contributive riferito al mese di maggio fa notare che il gettito dell'accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi è in flessione, proprio per effetto dei tagli decisi nei mesi precedenti.

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Le entrate dalle accise sui prodotti energetici sono in flessione (Dipartimento delle finanze, Ragioneria generale dello Stato / Mef)

Secondo il documento, redatto dal Dipartimento delle finanze e dalla Ragioneria generale dello Stato, la diminuzione è di 539 milioni di euro in meno, il 5,8 per cento in meno rispetto al mese precedente. Ma come funziona l'accisa mobile?

Come funziona davvero l'accisa mobile

L'accisa mobile permetterebbe ai ministeri dell'Economia e dell'Ambiente di ridurre le accise quando il prezzo medio internazionale del petrolio, espresso in euro, aumenta rispetto al valore indicato nei documenti programmatici di finanza pubblica. La riduzione deve essere finanziata con le maggiori entrate Iva generate proprio dall'aumento dei prezzi.

Il testo della legge prevede che le accise "sono diminuite al fine di compensare le maggiori entrate dell'imposta sul valore aggiunto" prodotte dalle variazioni del prezzo internazionale del greggio. Il decreto, tuttavia, può essere adottato e non entra in vigore automaticamente appena il petrolio supera una determinata soglia.

Il passaggio fondamentale è quindi il calcolo dell'extragettito. Il ministero dell'Economia deve verificare quanta Iva aggiuntiva sia stata effettivamente incassata rispetto alle previsioni. L'accisa mobile può restituire ai consumatori i prelievi fiscali aggiuntivi, ma non consente di finanziare uno sconto superiore all'extragettito accertato senza individuare altre risorse. Ma, nelle ultime rilevazioni, l'extragettito non c'è.

Urso e la data sul decreto accise: "Valutiamo le risorse disponibili"

A indicare tempi e limiti dell'intervento è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. "L'accisa mobile è il meccanismo che consente di destinare il maggior gettito Iva derivante dall'aumento dei prezzi dei carburanti alla riduzione delle accise e, quindi, del prezzo finale alla pompa. Per attivare questo sistema bisogna però attendere i calcoli del ministero dell'Economia sull'extragettito Iva del mese, che saranno disponibili solo la prossima settimana, e che determineranno l'ammontare del possibile taglio", ha spiegato in un'intervista al Corriere della Sera. 

Sull'ipotesi di una riduzione di 6 o 7 centesimi, Urso invita ad attendere i conteggi: "Con l'extragettito Iva si potrà coprire la riduzione dell'accisa, mentre per eventuali altre misure bisognerebbe trovare altre coperture". Il governo potrebbe affiancare al taglio generalizzato un aiuto destinato alle famiglie con redditi più bassi, eventualmente attraverso la social card "Dedicata a te": "Si farà una valutazione collegiale. Se si troveranno le risorse, accanto al taglio delle accise, che ha effetti generali, si potrebbero prendere misure mirate, come abbiamo già fatto per l'autotrasporto con il credito d'imposta". 

La data a cui guardare per un possibile decreto accise è il 4 agosto, con il Consiglio dei ministri in calendario: "Penso di sì. Potremo fare una valutazione delle risorse disponibili, tenendo conto che non potremo utilizzare lo scostamento di bilancio concesso dalla Ue e dunque non sarà facile", afferma il ministro, secondo il quale nell'ultimo mese il gasolio è aumentato "del 4,6% da noi contro l'11,4% della media Ue e il 24,8% della Germania".

Il peso delle accise: a quanto ammonterebbe lo sconto alla pompa

L'accisa ordinaria applicata nel 2026 è pari a 672,90 euro ogni mille litri, cioè 0,6729 euro al litro e vale per la benzina e il gasolio. All'accisa viene poi applicata l'Iva al 22 per cento. Così, le tasse sui carburanti arrivano a pesare circa la metà del prezzo che noi tutti vediamo alle pompe di benzina. Una riduzione dell'accisa produce inoltre un secondo effetto: diminuendo la base imponibile, si riduce anche l'Iva. 

L'ipotesi è di un taglio di 6-7 centesimi, giudicato insufficiente dalle associazioni dei consumatori. Nei mesi precedenti, il governo aveva avuto bisogno di ingenti fondi per far scendere i prezzi: agli sconti applicati dal 2 al 10 maggio - di 5 centesimi sulla benzina e 20 centesimi sul gasolio - l'esecutivo ha destinato risorse per 146,5 milioni di euro. Per ridurre di 5 centesimi la benzina e 10 il diesel dal 23 maggio al 6 giugno erano serviti 133,8 milioni di euro. Nel decreto più corposo di marzo - meno 20 centesimi al litro su benzina e gasolio per venti giorni - gli oneri per lo Stato erano quantificati in oltre 417 milioni di euro. 

Ma uno sconto di 6-7 centesimi coi prezzi attuali in molti casi non farebbe scendere il costo di benzina e diesel neanche sotto la soglia psicologica dei due euro. Ora, il governo dovrà capire il quanto e il come.