Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha inviato alla Procura generale di Roma il fascicolo della Corte penale internazionale sulla richiesta di arresto del generale libico Osama Almasri. La trasmissione è avvenuta a pochi giorni dalla sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittima l'interpretazione della norma adottata a suo tempo dal ministero. Secondo la Consulta, il Guardasigilli avrebbe dovuto "immediatamente trasmettere al procuratore generale presso la Corte d'appello di Roma le richieste di cooperazione della Corte penale internazionale", oppure comunicare "alla stessa Corte d'appello la dichiarazione motivata di non dare corso a tali richieste per l'esigenza di tutela di princìpi costituzionali preminenti".
Avs: “Nordio smascherato, si dimetta”
Sulla questione si sono espressi Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. "Nordio è stato smascherato. Per mesi ha difeso l'indifendibile, rivendicato poteri che non aveva e raccontato al Parlamento una versione falsa per coprire una delle pagine più vergognose di questo governo”, ha scritto Bonelli in una nota di Avs. “Dopo la pronuncia della Corte costituzionale, è costretto a trasmettere gli atti che aveva arbitrariamente trattenuto. È la certificazione del suo fallimento politico e istituzionale”, ha aggiunto, sottolineando che “Nordio ha umiliato il Parlamento, compromesso la credibilità internazionale dell'Italia e tradito il suo ruolo. Si dimetta”. Secondo Fratoianni, “Nordio doveva trasferire subito le carte in procura per l'arresto del criminale libico". E ancora: "Un ministro che mente spudoratamente al Parlamento in un Paese normale dovrebbe dimettersi un minuto dopo. E invece è ancora lì”.
M5S: "Avevano tutti ragione, tranne Nordio e il governo Meloni"
"Dopo un anno e mezzo il ministro Nordio è stato costretto a dare torto a Carlo Nordio e ha trasmesso il fascicolo della Corte Penale Internazionale su Almasri alla Procura Generale di Roma". A dirlo, in una nota, sono i componenti del M5S nelle commissioni Giustizia, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D’Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato. "Tutta Italia gli aveva detto che era il suo dovere farlo mentre Almasri era detenuto in un carcere italiano, lui lo fa solo adesso perché la Corte costituzionale gli ha spiegato che questo era il suo compito", hanno aggiunto, rimarcando che "avevano ragione tutti tranne Nordio e il governo Meloni". E ancora: "Nel frattempo i buoi sono ampiamente scappati dalla stalla e Almasri lo hanno condannato i libici, ma alla Cpi non è stato consegnato. La giustizia domestica del suo paese, probabilmente più benevola, lo ha sottratto alla Corte Penale Internazionale e al giudizio sui gravissimi crimini di cui è accusato".
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Magi (Più Europa): "Nordio dovrebbe dimettersi"
"Sin dall'inizio avevamo chiesto al ministro Nordio di fare una cosa semplice e che rientrerebbe nei suoi doveri istituzionali e di rispetto della Costituzione su cui ha giurato: rispettare la legge e consegnare Almasri alle autorità della corte penale internazionale, come la legge italiana e gli obblighi internazionali impongono a qualsiasi ministro della giustizia - ha affermato il segretario di Più Europa Riccardo Magi - ma non c'è solo il caso del torturatore libico. Dalla grave vicenda della grazia a Ruggero con cui ha persino tentato di fare pressione sul Quirinale, passando per l'indifferenza totale per il sovraffollamento delle carceri fino alla riforma dell'imputabilità per minori. Un disastro senza precedenti per la giustizia italiana, un ministro che dice di non voler fare il passacarte della CPI ma che poi si fa modificare tutte le norme penali dal ministro Piantedosi e dal sottosegretario Mantovano, con un uso propagandistico del codice penale che non ha precedenti. Con quest'ultimo atto Nordio chiude il cerchio, dovrebbe trarne le conclusioni e dimettersi". Lo