Guerra profonda e sovranità digitale: Arturo Di Corinto racconta il potere dei dati a Castronno

Eventi a Materia

L'esperto di cyber security analizza con il direttore di VareseNews Marco Giovannelli le nuove sfide dell'informazione e dei conflitti ibridi

Arturo Di Corinto

Sicurezza informatica, disinformazione e come l’intelligenza artificiale ha cambiato i conflitti contemporanei. Mercoledì 2 settembre, lo spazio culturale Materia a Castronno ha ospitato Arturo Di Corinto, giornalista, docente universitario ed esperto di cyber security, intervistato dal direttore di VareseNews, Marco Giovannelli.

Il confronto ha preso le mosse dalle tematiche trattate nel recente libro di Di Corinto, Guerra profonda, che analizza come il campo di battaglia si sia ormai esteso alla dimensione digitale, cognitiva e informativa.

Durante l’incontro, Di Corinto ha approfondito il concetto di sovranità digitale, vale a dire la capacità di uno Stato di governare i dati prodotti dai propri cittadini, dalle imprese e dalle pubbliche amministrazioni, nonché di controllare le tecnologie e le infrastrutture con cui tali dati vengono gestiti. L’esperto ha evidenziato come l’Europa si trovi in una posizione di forte dipendenza tecnologica dalle grandi piattaforme d’oltreoceano, cercando tuttavia di affermare un controllo normativo e politico a tutela dei diritti.

Ampio spazio è stato dedicato all’analisi della guerra ibrida e cognitiva: cioè tutti quei conflitti che – prima di arrivare agli strumenti bellici tradizionali – utilizzano attacchi cibernetici, pressioni economiche e campagne di disinformazione.

«Per guerra ibrida si intende un conflitto che si situa al di sotto della soglia del conflitto armato», ha chiarito l’autore, aggiungendo che «gli attacchi informatici precedono gli attacchi cinetici. Sia prima che dopo un attacco con droni, missili, aerei o fucili, ci sono sempre campagne di disinformazione e propaganda in azione».

Di Corinto ha infine sottolineato l’impatto dell’intelligenza artificiale nei contesti bellici attuali e come questo strumento venga utilizzato per creare narrazioni manipolatorie, capaci di influenzare la percezione pubblica e i processi decisionali.

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