Medio Oriente
Trump: "Israele è molto contento dell'accordo con Hamas". Ma Tel Aviv frena. Hamas dice sì al disarmo ma chiede il ritiro israeliano, con firma prevista al Cairo. Intanto Trump rivendica i raid contro l'Iran e la PGSA chiude lo Stretto di Hormuz
Accordo Gaza e disarmo di Hamas
Hamas ha accettato la tabella di marcia stilata dal Board of Peace (con consegne delle armi destinate all'organismo internazionale), ponendo come condizione imprescindibile il ritiro completo delle truppe israeliane, il ripristino dei valichi e la ricostruzione. Il processo di disarmo potrebbe durare tra i 200 e i 350 giorni.
La firma imminente: la firma ufficiale sulla seconda fase del cessate il fuoco è attesa la prossima settimana al Cairo. Hamas ha comunque avvertito: "Se Israele non rispetta i patti, non lo faremo neanche noi".
Le posizioni di Israele e delle operazioni sul campo
Nessun ritiro senza disarmo: fonti politiche israeliane ribadiscono che l'Idf non abbandonerà l'attuale linea di controllo fino a quando non avverrà un reale e verificato disarmo di Hamas.
Le dichiarazioni di Donald Trump e la pressione sull'Iran
Linea dura su Teheran: il presidente USA ha confermato la prosecuzione dell'offensiva militare contro l'Iran per le prossime 4-8 settimane, affermando di "stare perdendo la fiducia" nei confronti di Teheran a causa delle sue menzogne.
Stretto di Hormuz chiuso: l'Autorità iraniana per il Golfo Persico (PGSA) ha sospeso il transito navale nello Stretto di Hormuz a causa delle operazioni militari statunitensi. I raid alle ferrovie iraniane stanno spingendo le rotte commerciali verso il Corridoio Trans-Caspico.
Teheran: "Il continuo bellicismo Usa porterà alla chiusura di altri stretti"
"Il continuo bellicismo degli Usa verso l'Iran provocherà un rafforzamento della chiusura dello Stretto di Hormuz e porterà alla chiusura di altri stretti e colli di bottiglia" marittimi. Lo ha detto il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale iraniano, Mohammad Baqer Zolghadr. "Saranno l'economia globale, il mercato dell'energia e gli elettori a pagarne il prezzo", ha aggiunto Zolghadr, citato dall'agenzia Irna.
Colono israeliano alla Bbc: “Gli attacchi contro i palestinesi sono giustificati come vendetta"
Da un articolo della corrispondente Lucy Williamson, pubblicato sul sito ufficiale della Bbc.
L’avamposto dei coloni israeliani di Havat Gilad, nel profondo della Cisgiordania occupata, è distribuito su diverse colline, i suoi capannoni e le semplici case a blocchi sono chiaramente visibili dai vicini villaggi palestinesi. Lo scorso fine settimana si è verificata un'ondata di attacchi da parte dei coloni contro i villaggi palestinesi della zona, dopo che una guardia di sicurezza israeliana di Havat Gilad era stata uccisa venerdì scorso durante uno scontro tra palestinesi e israeliani nel villaggio di Tal. Nello scontro, la cui causa originaria è controversa, sono morti anche quattro palestinesi. Dopo aver trascorso il fine settimana parlando con i palestinesi nei pressi di Havat Gilad, ci siamo recati direttamente nell'avamposto per chiedere a uno dei suoi residenti informazioni sulla violenza e sull'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania. E' raro che un'organizzazione mediatica internazionale come la BBC possa accedere a questi avamposti.
Ma in questa occasione Yehuda Shimon, avvocato di un'organizzazione che rappresenta gli israeliani arrestati per violenza contro i palestinesi, ha accettato di parlare. Mi ha detto che gli attacchi ai villaggi palestinesi dello scorso fine settimana erano giustificati come vendetta per l'uccisione della guardia di sicurezza dell'avamposto. "Penso che ora, dopo che hanno ucciso un israeliano, dobbiamo uccidere tutte le persone a Tal e Sarra, anche Jit e Farata", ha detto, nominando i villaggi palestinesi più vicini all'avamposto. Gli ho fatto notare che stava equiparando una vita ebraica a centinaia o addirittura migliaia di vite palestinesi. “No”, ha risposto, "milioni. Una vita ebraica equivale a 10 milioni di [palestinesi]."
Contestato per il razzismo della sua affermazione, non l'ha negata. "Sì, lo so”, ha detto. "Ma questa è la verità, perché Dio ci ha scelti [e] per questo siete invidiosi”. Queste opinioni estreme –respinte da molti israeliani– sono fondamentali per comprendere il conflitto che si sta svolgendo in Cisgiordania, mentre gli insediamenti e gli avamposti israeliani si espandono e la violenza contro i palestinesi aumenta. Molti coloni qui, soprattutto in avamposti non autorizzati come Havat Gilad, costruiti senza il permesso di costruire israeliano o la supervisione legale, vedono la Cisgiordania come una terra data al popolo ebraico da Dio.
Sia gli insediamenti ufficiali di Israele sia i suoi avamposti non autorizzati sono illegali secondo il diritto internazionale. Havat Gilad è stata fondata più di 20 anni fa, in memoria di un agente di sicurezza israeliano assassinato dai palestinesi – un insieme vagamente sparso di case con un vigneto arroccato in alto su una collina.
Il resto dell'articolo su Israeli West Bank settler tells BBC attacks on Palestinians are justified as revenge
Ukmto, 'petroliera colpita all'ingresso dello Stretto di Hormuz'
Una petroliera è stata colpita da un "proiettile non identificato" ad 11 miglia nautiche nord-est della città di Lima, in Oman, all'ingresso dello Stretto di Hormuz. Lo rende noto l'Ukmto in un bollettino nel quale spiega che si sono registrati "danni alla sala motori". "La petroliera non è sotto controllo - si legge - e la Guardia costiera regionale è stata informata. Non sono state segnalate vittime né impatti ambientali".
IL PUNTO - Usa-Israele pronti a raid congiunti sull'Iran: Teheran minaccia una risposta totale
Donald Trump rompe gli indugi e si prepara a ordinare un nuovo attacco contro l'Iran per costringere Teheran a cedere ed accettare un accordo di pace. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal e da CBS, l'offensiva potrebbe scattare già nel fine settimana e concludersi prima dell'apertura dei mercati di lunedì, vedendo per la prima volta un'azione congiunta tra Stati Uniti e Israele. Nel mirino ci sarebbero le infrastrutture energetiche, le centrali e le raffinerie iraniane.
Nonostante l'assenza di conferme ufficiali da Casa Bianca e Pentagono — con la portavoce Karoline Leavitt che si è limitata a ribadire la linea ferma sull'impedire a Teheran l'accesso all'arma nucleare —, il dossier evidenzia forti divisioni interne all'amministrazione americana. Alcuni consiglieri hanno espresso profonda contrarietà ai raid, mentre Trump manifesta crescente frustrazione per un conflitto che si trascina da mesi, accusando la diplomazia iraniana di disonestà e inaffidabilità.
Immediata la replica dell'Iran: un alto funzionario della sicurezza ha dichiarato all'agenzia Tasnim che il Paese ha già pronto un piano di risposta completo contro le infrastrutture vitali israeliane e quelle energetiche statunitensi nella regione, definendo un eventuale attacco da parte di Washington e Tel Aviv come una vera e propria "follia".
Nuovi raid in vista sull'Iran: il piano esaminato a Camp David
Secondo quanto rivelato dal Wall Street Journal, il nuovo piano d'attacco statunitense contro l'Iran — presentato al presidente Donald Trump durante una riunione di gabinetto nella residenza estiva di Camp David — prevede un'offensiva aerea che potrebbe protrarsi per diversi giorni (o fino a due settimane).
L'obiettivo strategico della nuova campagna di bombardamenti è quello di intensificare la pressione militare sulle infrastrutture chiave del Paese per costringere Teheran a cedere e ad accettare le condizioni di resa o di negoziato imposte da Washington.
Escalation Usa-Iran: raid imminenti e tensione sul blocco navale nello Stretto di Hormuz
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran entra nel sesto mese con la prospettiva di un'imminente escalation nelle prossime 48 ore. Secondo indiscrezioni di testate Usa come Wall Street Journal, CNN e CBS, Donald Trump starebbe valutando un massiccio piano d'attacco — preparato dal Centcom e potenzialmente lungo fino a due settimane — rivolto contro i siti missilistici e le infrastrutture energetiche iraniane per piegare il regime. Teheran ha subito risposto tramite l'agenzia Tasnim, dichiarando di aver predisposto un piano di ritorsione completo in caso di intervento americano.
Nel frattempo, la pressione americana si fa sentire sul mare: il Centcom riferisce che il blocco navale nello Stretto di Hormuz ha già costretto 30 navi mercantili a deviare rotta, portando all'abbordaggio di due unità e al danneggiamento di altre due. Sul fronte del Mar Rosso si registra invece una nota distensiva, con gli Houthi che smentiscono l'intenzione di imporre tariffe al transito nello stretto di Bab el-Mandeb, garantendo che la navigazione commerciale resta libera.
Usa: l'Iran dietro il cyberattacco alle reti idriche del Minnesota
Secondo quanto riporta il Washington Post, le agenzie di intelligence statunitensi ritengono probabile il coinvolgimento dell'Iran nel cyberattacco che ha colpito oltre 30 sistemi idrici municipali in Minnesota. Sebbene non vi sia ancora la certezza assoluta sulla matrice di Teheran, l'intrusione si inserisce nel solco dei recenti allarmi lanciati dagli esperti di sicurezza informatica federali riguardo ai continui tentativi iraniani di hackerare i dispositivi connessi che regolano gli impianti idrici negli Stati Uniti.
Tensione Usa-Iran: Teheran pronta a un piano di risposta contro infrastrutture vitali
Un alto funzionario della sicurezza iraniana ha dichiarato all'agenzia Tasnim che Teheran ha pronto un "piano di risposta completo" per fronteggiare qualsiasi eventuale attacco degli Stati Uniti o di Israele. Definendo "una forma di follia" le notizie di stampa su possibili blitz americani contro le strutture del Paese, l'esponente iraniano ha avvertito che la reazione colpirà sia le infrastrutture vitali israeliane sia quelle energetiche statunitensi presenti nella regione.
Wall Street Journal: “Trump ha ordinato un nuovo attacco all'Iran, forse nel fine settimana”
Donald Trump ha ordinato un nuovo attacco all'Iran che potrebbe iniziare questo fine settimana e durare alcuni giorni. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Trump da settimane va dicendo ai suoi collaboratori che gli iraniani sono "folli" e si è lamentato che l'accordo provvisorio raggiunto fosse privo di significato e che aveva sempre saputo che non avrebbe funzionato, riporta il Wall Street Journal precisando che l'attacco ordinato punta a indurre Teheran alla resa.
Al Arabiya: gli Usa iniziano il ritiro dal Kurdistan iracheno
"Le forze statunitensi hanno iniziato un graduale ritiro dal Kurdistan iracheno". Lo rende noto la tv Al Arabiya. Il consolato Usa di Erbil è stato piu' volte l'obiettivo delle forze alleate con l'Iran.
Usa: finora 34 navi bloccate o deviate a Hormuz
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato che, nell'ambito del blocco navale dei porti iraniani, 30 navi mercantili sono state finora deviate dalla loro rotta nella zona dello Stretto di Hormuz. Altre due navi sono state rese inutilizzabili e le forze americane ne hanno abbordate altre due.
Cbs: “Usa e Israele si preparano ad attaccare le infrastrutture energetiche Iran”
Stati Uniti e Israele si preparano a bombardare obiettivi energetici in Iran: Israele è stato informato e sta coordinando gli attacchi con gli Usa. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali Donald Trump non ha ancora dato l'ordine definitivo per l'avvio delle operazioni. Stati Uniti e Israele puntano a concludere l'azione prima dell'apertura dei mercati lunedì, quindi degli attacchi potrebbero avvenire nel fine settimana. Nel mirino ci sarebbero le infrastrutture energetiche, centrali elettriche e raffinerie.
Del possibile attacco si è parlato nel corso della riunione di governo a Camp David e alcuni consiglieri della Casa Bianca si sono opposti. "Come ha detto il presidente durante la riunione di gabinetto, gli Stati Uniti vinceranno e l'Iran non avrà l'arma nucleare sotto i suoi occhi", si è limitata a dire la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt a Cbs.