Centro Poseidon, il Tar Sicilia dà ragione al ricorso contro il "caro-affitti"

Un’altra importante affermazione giudiziaria per Confimprese Palermo e per lo studio legale Legalit, guidato dall’avvocato Giovanni Puntarello, che, insieme agli avvocati Sabrina Causa, Luciana Maria Russo e Clara Filiberto, ha ottenuto una nuova pronuncia destinata ad incidere profondamente sul sistema dei controlli relativi ai grandi centri commerciali realizzati in Sicilia.

La società Sa.Ma. S.r.l., una delle aziende che opera all’interno del Centro Commerciale Poseidon a Carini con un’attività commerciale, aveva chiesto al Comune di Carini di fare i controlli sul canone di affitto applicati all’interno del centro. Non avendo ottenuto risposta -, ha proposto il ricorso assistita dallo studio Legalit con l’intervento ad adiuvandum di Confimprese Palermo.

Con la sentenza resa dal TAR Sicilia – Sezione Terza il 3 agosto scorso, il Tribunale ha accolto il ricorso, dichiarando illegittimo il silenzio mantenuto dal Comune di Carini sull’istanza con la quale era stato chiesto di verificare il rispetto delle prescrizioni contenute nello studio d’impatto. Studio che aveva consentito il rilascio dell’autorizzazione per la realizzazione del Centro Commerciale Poseidon.

Il TAR ha affermato l’obbligo dell’amministrazione comunale di pronunciarsi e di avviare il procedimento richiesto entro sessanta giorni, prevedendo persino la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia.

La sentenza consolida un principio già affermato dal Consiglio di Giustizia Amministrativa.

La decisione si pone in piena continuità con la storica sentenza n. 813/2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ottenuta anch’essa dall’avvocato Giovanni Puntarello per conto di Confimprese Palermo, relativa al Centro Commerciale Forum Palermo, che aveva suscitato un vastissimo dibattito nazionale e regionale nell’autunno del 2025.

L’avvocato Giovanni Puntarello, partner dello Studio Legalit e difensore della società ricorrente, insieme agli avvocati Sabrina Causa, Luciana Maria Russo e Clara Filiberto, esprime soddisfazione per la sentenza.

“Dopo la storica decisione ottenuta dinanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa sul Centro Commerciale Forum Palermo – afferma Puntarello – questa nuova sentenza conferma che le amministrazioni non possono sottrarsi al proprio dovere di controllo. I grandi centri commerciali autorizzati sulla base di specifici studi di impatto devono rispettare gli impegni assunti in sede autorizzativa. La tutela della concorrenza, della piccola e media impresa e dell’interesse pubblico non può arrestarsi al momento del rilascio dell’autorizzazione, ma deve proseguire anche nella fase successiva, attraverso un’effettiva attività di vigilanza.

Con questa nuova pronuncia, Confimprese Palermo e lo Studio Legalit ottengono un ulteriore risultato destinato ad avere effetti ben oltre il caso concreto, rafforzando un orientamento giurisprudenziale che impone ai Comuni un controllo effettivo sul rispetto delle condizioni che hanno consentito la nascita dei grandi centri commerciali e riafferma la centralità della tutela delle imprese locali e della legalità amministrativa”.

“Le sentenze della giustizia amministrativa – aggiunge il Presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice – stanno dimostrando che le amministrazioni, pur avendo agito correttamente nelle procedure di rilascio delle autorizzazioni, non hanno poi verificato il rispetto delle condizioni che determinavano il presupposto per il mantenimento delle autorizzazioni. Questo ha creato un grave danno al tessuto delle micro imprese locali, comprese quelle che hanno tentato la carta dell’ammodernamento, entrando nelle gallerie dei centri commerciali”.

L’antefatto

La storica sentenza n. 813/2025 del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, ottenuta anch’essa dall’avvocato Giovanni Puntarello per conto di Confimprese Palermo, riguardo al Centro Commerciale Forum Palermo, ha segnato un radicale cambio di orientamento, stabilendo che le amministrazioni comunali non possono limitarsi a rilasciare le autorizzazioni, ma hanno il preciso dovere di vigilare anche successivamente affinché vengano rispettate le condizioni poste a fondamento del rilascio del titolo autorizzativo.

“La nuova sentenza del TAR Carini richiama espressamente quel precedente del CGA – spiegano dallo studio Legalit – e ne recepisce integralmente i principi, consolidando ormai un indirizzo giurisprudenziale destinato a fare scuola, stabilendo controlli sui canoni di locazione e possibili sanzioni fino alla chiusura.

Il cuore della vicenda riguarda uno degli aspetti più delicati degli studi di impatto allegati ai progetti dei grandi centri commerciali.

Secondo quanto emerge dagli atti processuali, nello studio di impatto presentato per ottenere l’autorizzazione alla realizzazione del Poseidon erano stati indicati determinati livelli dei canoni di locazione da praticare agli operatori economici. Successivamente, tuttavia, sarebbero stati applicati canoni significativamente superiori rispetto a quelli rappresentati in sede autorizzativa”.

Ma quale è la conseguenza della pronuncia? “Alla luce della sentenza, il Comune di Carini dovrà adesso svolgere una puntuale attività istruttoria – spiegano i legali – verificando se i canoni concretamente applicati ai commercianti insediati nel centro commerciale siano effettivamente coerenti con quelli indicati nello studio di impatto, tenendo conto degli eventuali aggiornamenti giustificati dal decorso del tempo e dei parametri individuati dalla giurisprudenza.

Qualora dovessero emergere scostamenti incompatibili con le condizioni poste alla base dell’autorizzazione, l’amministrazione sarà chiamata ad esercitare i poteri sanzionatori previsti dalla normativa regionale, sino ad adottare, nei casi più gravi, i provvedimenti interdittivi previsti dall’ordinamento Si tratta di una tutela concreta della piccola e media impresa”.

Ma c’è di più. “Gli impegni economici assunti dal promotore di un grande centro commerciale nello studio di impatto non costituiscono semplici dichiarazioni programmatiche, ma rappresentano elementi essenziali che hanno inciso sul rilascio dell’autorizzazione amministrativa e che, proprio per questo, devono essere oggetto di verifica da parte delle amministrazioni competenti – concludono dallo studio Legalit – La decisione rafforza così gli strumenti di tutela dei commercianti che operano all’interno delle grandi strutture commerciali e riafferma il ruolo di vigilanza della pubblica amministrazione nella salvaguardia degli interessi pubblici e dell’equilibrio del tessuto economico locale”.

Questo contenuto è stato disposto da un utente della community di BlogSicilia, collaboratore, ufficio stampa, giornalista, editor o lettore del nostro giornale. Il responsabile della pubblicazione è esclusivamente il suo autore. Se hai richieste di approfondimento o di rettifica ed ogni altra osservazione su questo contenuto non esitare a contattare la redazione o il nostro community manager.