Home > Esteri > Ceuta, ancora 5mila migranti in città. Madrid: “Controlli introdotti da Italia sono un affronto alla dignità Ue”
“La demagogia non conviene”, ha affermato il ministro degli Esteri Albares rivolgendosi a Roma
Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha affermato che a Ceuta sono rimasti circa 5mila migranti a seguito dell’ingresso in massa avvenuto a fine luglio. Marlask ha affermato che si stima siano entrate nell’exclave circa 72mila persone, sottolineando che è difficile determinare il numero esatto. Il ministro ha sostenuto che l’arrivo in massa dal Marocco è stato un attacco all’integrità territoriale della Spagna e che non è comparabile ai flussi migratori abituali. Marlaska ha poi confermato che i minori identificati finora sono 1.500, ha detto che la loro condizione è una “priorità” per il governo e che necessita di una “risposta di Stato”. Il ministro ha affermato che si proseguirà con i rimpatri dei migranti nel rispetto della legge e che verrà invece garantita la protezione internazionale a chi ha i requisiti per ottenerla.
Il ministro della Politica Territoriale e Memoria democratica spagnolo, Angel Víctor Torres, che è anche al comando della risposta all’emergenza a Ceuta, dopo le violenze avvenute ieri nell’exclave ha affermato che “ci sono gruppi organizzati che non vogliono il ritorno alla normalità”. “Sono state avvistate persone incappucciate armate di spranghe, che aggrediscono anche gli abitanti di Ceuta impegnati nella distribuzione di cibo”, ha fatto notare il ministro, intervistato dalla tv pubblica Tve. Torres ha chiesto quindi che “venga consentita la distribuzione di aiuti umanitari” ai migranti che si trovano nella città autonoma.
“Non si dica che quanto accaduto il 30 luglio” a Ceuta “era prevedibile, perché non è vero“, ha aggiunto il ministro dell’Interno. “Non si può dire che c’era una ragione per sospettare che da 300-400 arrivi si sarebbe passati improvvisamente a 72mila”, ha aggiunto, sottolineando di non voler gettare la colpa all’intelligence. “Non mi sto giustificando, ammetto gli errori che io possa aver fatto, ma sto semplicemente riferendo l’accaduto”, ha detto Marlaska, secondo cui nei rapporti ricevuti si parlava di possibili attraversamenti di migranti senza però elementi diversi da quelli rilevati negli anni precedenti.
Madrid polemizza ancora con Roma: “Paesi Ue rimandano dublinanti in Italia, la demagogia non conviene”
“La decisione” dell’Italia di “imporre controlli ai viaggiatori provenienti dalla Spagna” è stata “una decisione arbitraria, causata da motivi di politica elettorale interna, ed è risultata un affronto ingiustificato e ingiustificabile alla dignità degli spagnoli e all’unità dell’Europa“, ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares. L’Italia ha “adottato una misura arbitraria, imposta senza consultare nessuno. Il governo italiano sapeva che, visto il sistema di doppio filtro in vigore a Ceuta e Melilla, lo spazio Schengen era garantito, ma ciò non ha impedito al governo di imporre queste restrizioni”, ha aggiunto Albares.
“La demagogia e il tentare di trarre un vantaggio politico da un tema grave” come la crisi a Ceuta “non è responsabile e neanche conveniente. Negli ultimi giorni abbiamo visto come 7 Paesi europei abbiano chiesto il trasferimento” dei dublinanti “in Italia” e “questo sottolinea l’importanza del dialogo costruttivo e delle stretta cooperazione tra i Paesi mediterranei”, ha continuato Albares. La Spagna e l’Italia, ha aggiunto “sono Paesi amici, culturalmente prossimi”, “condividiamo molti interessi che non si limitano all’immigrazione irregolare”, per questo “dobbiamo essere uniti“.
Madrid: “Italia e Danimarca capiscano che senza solidarietà non c’è Ue”
“L’Europa è solidarietà e senza solidarietà non c’è Europa. Questo è quello che l’Italia e la Danimarca devono capire”, ha dichiarato Albares. “La mancanza di solidarietà da parte di alcuni, pochi, governi europei, in particolare di Roma va contro l’Ue” e “sorprende” la reazione dell’Italia, visto che è il Paese che riceve la cifra più alta di migranti irregolari. L’anno scorso sono stati il doppio rispetto a quelli arrivati in Spagna” e “sorprende anche perché la Spagna è sempre stata solidale con un Paese e un popolo amico e prossimo come quello italiano”, ha proseguito Albares, affermando che durante la crisi a Lampedusa del 2023 la Spagna ha accolto una parte dei migranti arrivati. Il ministro spagnolo ha affermato che il suo Paese è stato solidale anche con la Danimarca sul dossier Groenlandia e con i Paesi dell’Est durante la crisi del 2021, con i migranti provenienti dalla Bielorussia.
Madrid: “Pp e Vox chiedano a Meloni e Tajani il perché di controlli indegni”
Il ministro degli Esteri spagnolo ha poi esortato il Partito popolare e Vox a chiedere spiegazioni rispettivamente al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e alla premier Giorgia Meloni sul perché Roma abbia adottato “controlli indegni” verso gli spagnoli. “Penso che voi di Vox non abbiate parlato con Meloni, che è vicina a Santiago Abascal, per dirle che una misura del genere, verso gli spagnoli, è indegna da parte di un Paese che consideriamo amico”, “avete una buona opportunità per difendere la dignità degli spagnoli”, ha detto Albares. Poi rivolgendosi al Pp, ha affermato: “Voi invitate il ministro degli Esteri italiano ai vostri congressi. Gli avete chiesto perché sono stati imposti controlli indegni agli spagnoli?”, “e gli avete chiesto quando smetteranno di ostacolare che il catalano, il basco e il galiziano diventino lingue ufficiali in Ue?”, ha proseguito il ministro spagnolo, che ha poi definito i controlli agiuntivi ai viaggiatori provenienti dalla Spagna come “un castigo ingiusto e ingiustificabile”.