CHIARAVALLE (Ancona), 13 agosto 2026 - Salvaguardare la continuità produttiva dello storico stabilimento e, al tempo stesso, trasformare la parte prevalente dell'imponente compendio industriale in un grande polo tecnologico regionale. È l'ipotesi emersa a seguito della visita alla Manifattura Tabacchi di Chiaravalle da parte dell'assessore allo Sviluppo economico delle Marche, Giacomo Bugaro. Un'idea condivisa con il presidente Francesco Acquaroli per rilanciare uno dei luoghi simbolo della storia industriale marchigiana, oggi nella disponibilità dello Stato, coniugando manifattura, ricerca e innovazione. L'obiettivo è far convivere le due realtà, destinando alla produzione (notevolmente ridimensionata rispetto al passato) spazi pienamente idonei ma proporzionati alle esigenze attuali, per dedicare l'ampia superficie restante a funzioni avanzate. «La visita mi ha consentito di conoscere più da vicino un sito di straordinaria ampiezza che merita una riflessione strategica – spiega Bugaro –. Da qui nasce un’idea, ancora da verificare: capire se sia possibile far convivere l’attività manifatturiera oggi presente, che deve continuare a essere garantita, con un nuovo utilizzo della parte prevalente del complesso, destinandola all’innovazione, alla ricerca e al trasferimento tecnologico. Parliamo di un impianto molto grande dove riteniamo vi sia lo spazio per preservare la continuità produttiva e, parallelamente, immaginare un Innovation Hub regionale. Non c’è un progetto definito né una decisione assunta: c’è una possibilità che vale la pena studiare con attenzione e prudenza». Ad avvalorare la prospettiva vi sono le strategiche caratteristiche logistiche del sito, situato a pochi minuti dal casello di Ancona Nord e dall’Aeroporto delle Marche, nel cuore dello snodo infrastrutturale regionale, con disponibilità idrica legate all'Esino e reti energetiche dedicate. «Se le verifiche confermassero la fattibilità dell’idea – prosegue l'assessore – si potrebbe creare un polo capace di mettere in rete università, formazione, imprese e centri di ricerca al servizio del sistema produttivo marchigiano». Il complesso è recentemente passato nella disponibilità dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Nei prossimi mesi la Regione avvierà un confronto con l'Agenzia, con le istituzioni locali e con il sottosegretario all'Economia Lucia Albano per definire uno studio di fattibilità. «Occorrerà verificare vincoli, costi e sostenibilità – conclude Bugaro –. Ma un’area con questa posizione e queste dimensioni merita una riflessione ambiziosa per dare un futuro nuovo a un luogo storico delle Marche».