Chirurgo accusato di aver violentato una paziente sotto anestesia: la perizia conferma la presenza di sperma

Ci sono novità in Spagna sul caso del chirurgo plastico arrestato nei mesi scorsi per presunti abusi su una paziente. I fatti contestati risalgono al 4 dicembre dello scorso anno quando, secondo l'accusa, il camice bianco avrebbe violentato una paziente anestetizzata in una clinica privata di Murcia. La vittima era in sala operatoria per un intervento di chirurgia mammaria ed era già sedata quando le due infermiere presenti avevano notato che il medico faceva strani movimenti, apparentemente a sfondo sessuale, vicino alla paziente. 

Le infermiere avevano immediatamente informato la direzione dell'ospedale, presentando poi denuncia alla polizia. La scena sarebbe stata ripresa anche con i cellulari, ma non è chiaro se le immagini siano sufficienti a provare la violenza. La denuncia era stata formalizzata anche dalla vittima che tuttavia, essendo sotto anestesia, non aveva nessun ricordo dell'accaduto. 

Le analisi: presenza di sperma nei campioni vaginali e anali

Una svolta nelle indagini potrebbe arrivare dai risultati di una perizia resi noti lunedì 10 agosto. Secondo i media spagnoli l'Istituto nazionale di tossicologia ha infatti rilevato tracce di sperma umano in campioni vaginali e anali prelevati dalla paziente, oltre che nel lavaggio vaginale effettuato dopo l'intervento. Il documento precisa che sarà ora necessario comparare questi reperti con il Dna dell'indagato per verificare l'eventuale corrispondenza genetica.

La relazione tossicologica segnala inoltre che alla donna erano stati somministrati fentanyl, morfina, lidocaina, atropina e altri farmaci. Tuttavia, l'istituto specifica che la presenza di queste sostanze "potrebbe essere legate al trattamento ospedaliero ricevuto", all'anestesia e alla terapia farmacologica necessarie per l'operazione, motivo per cui il loro riscontro non costituisce di per sé una prova di una somministrazione illecita.