L’odissea della squadra di rugby in carrozzina: “Ci caricavano a braccio sul bus”

“Ci caricavano a braccio sul bus”: l’odissea della squadra di rugby in carrozzina bloccata in Sicilia. Voli cancellati, truffe e un viaggio di 15 ore: “Così l’aspirazione all’autonomia si scontra con le norme”

Una trasferta carissima, circa 9.600 euro, con diversi ostacoli e imprevisti: un volo dirottato, uno cancellato, ipotesi di truffa per un pulmino mai pervenuto e gravi disagi causati da mezzi di trasporti non accessibili. È quanto successo a una squadra di rugby in carrozzina che partecipa al campionato nazionale di categoria. La vicenda si è verificata nel weekend del 26-27 settembre in Sicilia e ha coinvolto la società sportiva dei Mastini Cangrandi di Verona, composta in questa occasione da 5 atleti in carrozzina e 3 accompagnatori.

Volo dirottato per l’eruzione dell’Etna

I Mastini erano diretti a Catania per un concentramento di partite del campionato, ma non tutto è filato liscio, anzi. In quel weekend erano previsti alcuni match con altre squadre, di Padova e Roma, ma queste due società neanche sono state fatte partire in aereo a causa dei problemi provocati dall’eruzione dell’Etna, con conseguente chiusura dello scalo di Catania. Invece gli arbitri sono arrivati a destinazione in auto. La squadra veronese però non è mai atterrata all’aeroporto catanese. I Mastini hanno preso l’aereo prima che fossero interrotti i voli da e per la città siciliana. “Siamo partiti alle sei del mattino per risparmiare sul biglietto. A un certo punto abbiamo cominciato a girare su Catania e il comandante ci ha detto che ci avrebbero fatto atterrare a Comiso a causa dell’eruzione dell’Etna”, ha raccontato l’allenatore Mauro Olivieri.

Trasporti non accessibili

Allo scalo di Comiso il pullman messo a disposizione dalla compagnia aerea non era attrezzato per persone in carrozzina e gli atleti sono stati caricati fisicamente a braccio sul mezzo e le carrozzine sistemate tra i sedili. Il match di campionato previsto per la squadra veronese è saltata, ma si è riuscito comunque a fare un’amichevole con la compagine locale. La Federazione ha poi ufficialmente neutralizzato gli esiti agonistici della tappa, senza prevedere il recupero delle gare. “Sicuramente questa era già sulla carta la trasferta più impegnativa dell’anno perché è sempre complesso prendere l’aereo per una squadra in carrozzina, ma non potevamo immaginare tutte le vicissitudini che abbiamo dovuto affrontare”, commenta a ilfattoquotidiano.it il presidente e giocatore dei Mastini Cangrandi, Paolo Macaccaro. “Normalmente su un volo accettano al massimo 4 disabili non deambulanti, quindi per pianificare la trasferta e poter volare tutti insieme sullo stesso volo bisogna fare delle scelte. Vuol dire partire in numero ridotto e portare i giocatori più autonomi”.

Aereo cancellato a due ore dalla partenza

La storia non è finita qui, dato che il volo di ritorno previsto per la serata di domenica 27 settembre è stato cancellato a ridosso della partenza. “Per noi”, aggiunge Macaccaro, “il momento di tensione principale è stato l’annullamento del volo di ritorno solo due ore prima dell’appuntamento con il servizio PRM (Passeggeri a ridotta mobilità in aeroporto), con la compagnia aerea che ci ha proposto come alternativa un volo dopo 4 giorni. Siamo stati costretti a restare a terra e non partire”. Per loro è significato un’altra notte in hotel e circa ulteriori mille euro di spese. Per i protagonisti è stata un’Odissea. “Oltre allo sforzo economico per il pernottamento ed i problemi per le assenze non previste al lavoro”, spiega il presidente-giocatore dei Mastini, “bisogna considerare che nel nostro gruppo ci sono anche ragazzi che utilizzano ausili, materiale sanitario, farmaci che magari possono essere difficili da reperire o hanno bisogno di infermieri”. Si sono ritrovati, loro malgrado, in una “situazione d’urgenza senza voli alternativi, con l’impossibilità di utilizzare il treno per tornare a casa. Come per i voli, per i limiti di passeggeri disabili che per i treni è fissato a 2 carrozzine più 2 accompagnatori, oltre al preavviso vincolante previsto dalle normative di 48h per chiedere l’assistenza per salire”.

“Abbiamo subito una truffa”

Dovendo trovare un mezzo per tornare a casa, la società ha ricevuto il contatto di una persona che avrebbe dovuto noleggiare un veicolo da nove posti. Viene effettuato un bonifico istantaneo di circa 890 euro. Successivamente viene chiesto un secondo pagamento con la motivazione di un problema nella causale. A quel punto l’allenatore si è insospettito, ha chiamato i carabinieri e gli è stato consigliato di non effettuare il secondo bonifico perché potrebbe trattarsi di una truffa. “Il furgone non arriva e i soldi del primo bonifico”, dice Olivieri, “non vengono restituiti”. Successivamente grazie a un’associazione i Mastini sono riusciti a trovare un NCC. Il trasporto fino a Verona è costato altri 3.800 euro. Anche questo mezzo, però, non è attrezzato per il trasporto di persone con disabilità: gli atleti sono stati caricati a bordo fisicamente di nuovo. “Era l’unica alternativa che avevamo, costosa ma almeno certa”, dice Macaccaro, “e abbiamo scelto di prendere un NCC che ci ha portato da Catania a Verona in 15 ore. In generale credo che anche questa esperienza sottolinei quanto l’aspirazione all’autonomia delle persone con disabilità spesso sia in conflitto con le normative, come l’obbligo di avere un accompagnatore laddove non necessario, il preavviso obbligatorio di 48h che va in conflitto con le urgenze o il limiti ai gruppi costringendo le persone a spese assurde”.

La società lancia una raccolta fondi

Le carrozzine per il rugby, che hanno un valore complessivo indicato dalla squadra in circa 50-55mila euro, erano rimaste in Sicilia perché non entravano nel mezzo NCC utilizzato per il ritorno. “Sono arrivate oggi (8 ottobre, ndr)”, rivela al Fatto.it il presidente, “le aspettavamo perchè ci servono per la prossima trasferta che dobbiamo disputare a Milano nel weekend del 7-8 novembre”. Dopo aver dovuto affrontare ingenti spese impreviste, i Mastini hanno aperto una raccolta fondi per poter continuare ad allenarsi e giocare il campionato. “La società procederà con una denuncia per il tentativo di truffa”, riferisce Macaccaro.

Un caso che testimonia le difficoltà di tutti gli sport per atleti con disabilità

La vicenda evidenzia l’annoso problema che incontrano le società sportive di atleti con disabilità. Si tratta, molto spesso, di imbattersi in ostacoli particolarmente rilevanti nelle trasferte, che possono incidere sia sui costi sia sulla possibilità concreta di partecipare alle competizioni. Si va dai costi di trasporto più elevati per i mezzi accessibili alla scarsa disponibilità: non sempre le società di trasporto dispongono di autobus dotati di pedane o sollevatori, spazi adeguati per le carrozzine e sistemi di sicurezza conformi. Emerge inoltre la necessità di programmazione anticipata, dato che una trasferta può richiedere la prenotazione del mezzo con largo anticipo, rendendo più difficile gestire variazioni di calendario, recuperi o partite fissate all’ultimo momento. Tempi di viaggio più lunghi con le operazioni di salita, discesa e sistemazione delle carrozzine possono richiedere più tempo e rendere meno flessibili gli spostamenti. Infine ci sono tutte le criticità legate ai costi aggiuntivi per gli accompagnatori degli atleti non autosufficienti, ai pernottamenti più complessi in strutture con camere adeguate e bagni accessibili e il trasporto dell’attrezzatura sportiva tra carrozzine da gioco, ausili e dispositivi sanitari. Per questo sarebbero importanti contributi dedicati, convenzioni con aziende di trasporto e una rete stabile di mezzi accessibili a disposizione delle società sportive.