Cilic si separa dal coach Visak: “Siamo cresciuti insieme, grazie di esserci stato nei momenti bui”

A quasi 38 anni, Marin Cilic è ancora pronto a stravolgere i propri equilibri tennistici.
Lo dimostra la decisione di porre fine alla collaborazione con il proprio coach Vilim Visak, con cui ha condiviso gli ultimi sette anni della propria carriera.

Un rapporto che è andato oltre il semplice legame sportivo e che ha aiutato il croato a ritrovarsi quando il tennis sembrava allontanarsi da lui.

Cilic saluta Visak: “Grazie per tutti i traguardi raggiunti e per essermi stato accanto nei momenti più difficili”

“Caro amico, ci conosciamo fin da quando eravamo adolescenti: vivevamo porta a porta, ci allenavamo insieme e giocavamo insieme i tornei. Ritrovarci dopo così tanti anni e condividere il percorso degli ultimi sette anni è stato davvero qualcosa di speciale“. Così inizia il lungo messaggio che Cilic ha condiviso sui propri canali social per comunicare la decisione.

Poi Marin si concentra sui traguardi tennistici raggiunti in queste stagioni insieme a Vilim Visak. Il cammino fino alle semifinali del Roland Garros resterà sempre uno dei miei ricordi più belli, insieme alla vittoria di un titolo ATP all’inizio del mio ritorno e a tanti altri momenti indimenticabili”.
Storie di sport, infortuni e rinascite.
“Grazie per la tua amicizia, per il tuo sostegno incrollabile, per la tua costante voglia di migliorare e per avermi sempre spronato ad andare avanti, soprattutto nei momenti più difficili segnati dagli infortuni. Ma, soprattutto, grazie per essermi sempre stato accanto. Ti auguro il meglio in tutto ciò che ti riserverà il futuro. E chissà… Magari le nostre strade professionali si incroceranno di nuovo”.

Tre titoli ATP e la semifinale del Roland Garros: i frutti del sodalizio tra Cilic e Visak

È il 2019. Marin Cilic sta scrivendo pagine di una carriera che in molti possono solamente sognare. 18 titoli illuminano un palmares di prestigio, con lo US Open del 2014 e Cincinnati del 2016 a far risplendere le numerose coppe. Come se non bastasse, le finali raggiunte a Wimbledon nel 2017 e all’Australian Open nel 2018 spiegano il best ranking di numero 3 del mondo. Inoltre, ha trascinato la Croazia verso la vittoria della seconda Coppa Davis della sua storia, dopo la finale persa nel 2016, nell’ultima edizione prima della riforma del 2019.

Ecco. A quell’altezza della sua vita agonistica, Cilic stava sognando ad occhi aperti. E proprio in quel momento tutto è iniziato a crollare su se stesso. Il ginocchio inizia a fare i capricci e il crollo è dietro l’angolo.
Il croato non riesce a dare continuità alle sue prestazioni nel biennio 2019-2020 finisce ai margini della top 50.

È qui che entra in scena Vilim Visak, amico prima ancora che allenatore di Marin. I due sono cresciuti insieme, hanno un solo anno di differenza e si conoscono alla perfezione. Una figura come il coach croato è quel che serve a Cilic per rimettersi in marcia. È pur vero che i migliori anni sono andati, come suggerisce la carta d’identità del classe 1988, ma la dilatazione delle carriere può riservare al tennista di Medjugorje nuove gioie.

Nel 2021 torna a vincere un titolo ATP dopo tre anni. Sull’erba di Stoccarda sconfigge Felix Auger-Aliassime e dà seguito al momento propizio trionfando anche a San Pietroburgo, per il trofeo numero 20 – anche a Mosca arriva a giocarsi il successo, ma cede a Aslan Karatsev.
Nella medesima stagione si toglie soddisfazioni anche con la casacca della propria rappresentativa nazionale. Alle Olimpiadi di Tokyo si mette al collo la medaglia d’argento in doppio con Ivan Dodig e in Coppa Davis fa parte della compagine, pur senza incidere, che approda in finale con la Russia.

Nel 2022, poi, Cilic continua a macinare. Il momento più alto rimane la semifinale raggiunta al Roland Garros, l’ultima che gli mancava. Inoltre, approda in finale all’ATP 250 di Tel Aviv, dove è sconfitto da Novak Djokovic.

Nel 2023 si registra una nuova discesa agli inferi per Cilic. Il ginocchio torna a minare la sua carriera, con due operazioni e un dolore che sembra non scomparire mai.
Dopo aver tentato il rientro a più riprese, Marin si ripresenta in campo a pieno titolo nell’agosto del 2024.
Il rodaggio dura piuttosto poco. Ad Hangzhou solleva al cielo il titolo numero 21 della carriera. La classifica lo vede alla posizione 777, che fa di lui il giocatore con ranking più basso ad aver mai vinto un torneo ATP.

Nelle ultime due stagioni il croato si destreggia tra i Challenger – ne ha vinti due nel 2025 – e il circuito maggiore, dove è riuscito a stabilizzarsi in top 100 – attualmente è al numero 86, ma si è spinto fino al 43esimo posto.
Ancora l’addio al tennis non pare essere nell’aria, almeno Cilic non ha ancora palesato questa idea.
Chissà quale significato assumerà nelle prossime settimane la decisione di porre fine al sodalizio con Vilim Visak.