Cinque indagati per il crollo al Tribunale di Bolzano - Notizie - Ansa.it

Un boato sordo e poi il crollo, con le lancette ferme alle 6:20 del mattino. È solo grazie all'orario provvidenziale se il cedimento del Tribunale di Bolzano, avvenuto lo scorso 16 luglio, non si è trasformato in una tragedia.
Sull'accaduto è stato aperto un fascicolo per disastro colposo: cinque le persone iscritte nel registro degli indagati che, come reso noto dalla Procura, hanno già consegnato spontaneamente la documentazione sui lavori in loro possesso.


Nell'edificio, che risale all'epoca fascista, erano infatti in corso lavori per la sostituzione di alcuni pilastri dell'atrio al primo piano.
"Reputo l'iscrizione di alcune persone al registro degli indagati un atto dovuto", ha commentato l'assessore provinciale al Patrimonio, Christian Bianchi, "come Provincia siamo i più interessati ad avere l'esito dell'indagine avviata. Siamo parte lesa e quindi attenderemo per avere chiarezza su tutta la dinamica".
Nominato dalla Procura un consulente tecnico incaricato di individuare i rischi di ulteriori potenziali crolli e disposto il sequestro della parte centrale del palazzo.
Gli accertamenti peritali, volti a chiarire le cause del cedimento, prenderanno il via solo dopo la rimozione delle macerie e la messa in sicurezza delle parti pericolanti; nel cantiere di piazza Tribunale è stato montato un ponteggio a protezione dell'arcata d'ingresso a rischio crollo e attivato un sistema di monitoraggio continuo dotato di 42 sensori.
Sul fronte logistico, è stato fissato per il 17 agosto il trasloco operativo degli uffici giudiziari, che potrà avvenire solo se i sensori confermeranno la stabilità dell'edificio. La Giunta provinciale ha approvato i contratti di locazione provvisoria - per un valore di 11,27 milioni di euro e una durata minima di sei anni a partire dal 17 agosto 2026 - volti a ricollocare il Tribunale in via Alto Adige 50 e la Procura in via Renon 13. La scelta è giunta al termine di un'indagine di mercato che ha vagliato 20 proposte per 23 immobili, resa necessaria dall'assenza di stabili provinciali immediatamente idonei.
La Provincia sta inoltre coordinando la riorganizzazione dei servizi collegati al Palazzo di Giustizia, come lo sportello per le dichiarazioni di appartenenza linguistica. Solo dopo l'ok da parte del Garante della privacy, sarà possibile la digitalizzazione di tutte le 600.000 dichiarazioni.

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