Trentuno anni dopo la dismissione, decenni di ipotesi e anche gli strascichi giudiziari legati al caso del lascito Mariani, nel 2031 Città di Castello potrà riabbracciare l’ex ospedale di San Florido; o meglio, una sua parte.
L’approvazione Nelle scorse ore infatti la giunta regionale ha approvato il documento che contiene le tre alternative progettuali per il recupero della struttura e per l’impiego dei 12 milioni di euro di fondi europei dedicati. Tenendo conto che la cifra non è sufficiente a riqualificare interamente il San Florido e scartata l’ipotesi di lasciare tutto com’è – che avrebbe comportato la revoca dei fondi – l’opzione giudicata migliore è la terza, che prevede il miglioramento sismico di 700 metri quadri per ognuno dei quattro piani e la rifunzionalizzazione del piano terra per renderlo immediatamente operativo.
I lavori L’alternativa 3 interessa quindi una porzione verticale dell’edificio, dal piano terra fino al sottotetto, per circa 700 metri quadrati a livello, pari complessivamente a 2.800 metri quadrati. La scelta di intervenire su tutti i quattro livelli della stessa porzione, spiegano i tecnici nella documentazione, consente di affrontare in modo organico la sicurezza strutturale, anziché concentrare i lavori su alcuni piani lasciando gli altri in condizioni diverse. Il piano terra sarà invece completamente rifunzionalizzato, così da poter essere utilizzato per servizi sanitari una volta conclusi i lavori e ottenuti i collaudi. È prevista anche la sistemazione del cortile interno e l’installazione di sistemi di videosorveglianza.
Le migliorie Il miglioramento sismico dovrà portare l’edificio interessato a vantare requisiti tecnici adeguati alla particolare importanza e alla funzione della struttura. I lavori dovranno inoltre rispettare le norme per gli edifici sanitari, comprese quelle sull’antincendio, sull’accessibilità e sul superamento delle barriere architettoniche. Sono previsti nuovi impianti ad alta efficienza, sistemi per il controllo da remoto, reti dati ad alta velocità e impianti elettrici di emergenza. La stima dei costi è pari a poco più di 6,3 milioni di euro, mentre il resto delle risorse dovrà essere utilizzato nell’ambito del quadro economico dell’intervento e delle successive fasi di progettazione e realizzazione previste dal programma.
L’edificio Il progetto riguarda un edificio con una superficie di quasi 10mila metri quadrati e una volumetria di oltre 43mila metri cubi. Il complesso, nel cuore del centro storico, ha origini molto antiche: il primo ospedale, allora chiamato Spedale di tutti i Santi, risale al 1257. Tra il 1772 e il 1785 fu interessato da una profonda trasformazione neoclassica progettata dall’architetto Francesco Maria Ciaraffoni, con l’ampliamento della struttura, il rifacimento della facciata e la realizzazione della chiesa interna. Le attività ospedaliere sono cessate definitivamente nel 2000.
I problemi Da allora il San Florido è rimasto in gran parte inutilizzato, con un progressivo deterioramento aggravato dalle infiltrazioni e dall’obsolescenza degli impianti. Il terremoto del 2016 ha provocato ulteriori danni, tra cui crolli locali di coperture e volte. L’edificio è stato dichiarato inagibile nel 2017 e, almeno per la porzione storica, sono in corso interventi di messa in sicurezza delle coperture finanziati con altri 3 milioni di euro provenienti dai fondi per il sisma 2016. I lavori sono stati consegnati nel luglio 2026 e riguardano il consolidamento e il rifacimento delle coperture in legno.
Le alternative Per quanto riguarda invece le altre possibilità, la 1 prevedeva il miglioramento sismico di circa 1.024 metri quadrati distribuiti su tre piani, senza però rendere gli spazi immediatamente utilizzabili; la 2 invece avrebbe concentrato il recupero sul piano terra e sul primo piano, per circa 2.048 metri quadrati, con un intervento sismico solo parziale sul secondo piano. La soluzione scelta dalla Regione viene quindi considerata il primo lotto autonomo del possibile recupero complessivo del San Florido. La logica è quella di rendere subito utilizzabile almeno una parte dell’edificio, mentre il miglioramento sismico a tutta altezza della porzione interessata crea le condizioni per eventuali interventi successivi, da garantire attraverso ulteriori finanziamenti.
I tempi Sul fronte dei tempi, il cronoprogramma aggiornato prevede la prosecuzione della progettazione fino al primo semestre del 2028, l’avvio dei lavori nel 2028 e la conclusione entro il secondo semestre del 2031. Collaudi e rendicontazione dovrebbero completarsi entro il quarto trimestre dello stesso anno.
Il sindaco La prospettiva indicata dal Comune nei mesi scorsi resta quella di andare oltre la parte sanitaria. Rispondendo ad aprile a un’interrogazione in consiglio comunale, il sindaco Luca Secondi aveva spiegato che per la restante parte dell’ex ospedale la proposta del Comune è quella di affiancare ai servizi anche altre funzioni, tra cui uffici comunali, attività commerciali e residenze. Secondi aveva spiegato che «una destinazione eccessivamente concentrata solo sui servizi rischierebbe di dare al complesso una dinamica funzionale solamente diurna». Da qui la proposta di un utilizzo più articolato dell’edificio, comprendendo anche un possibile investimento dell’Ater nell’edilizia residenziale pubblica. Secondo il sindaco, in questo modo si potrebbe «dare così all’ex ospedale una vitalità maggiore durante tutta la giornata e per tutto l’anno».