Introduzione
Dalla Legge di Bilancio per il 2026 ai successivi provvedimenti di dettaglio, sono molte le modifiche intervenute negli ultimi mesi in tema di detrazioni fiscali Irpef e altre agevolazioni per i figli a carico, elementi molto importanti in periodo di compilazione delle dichiarazioni dei redditi. Ecco una breve guida per fare chiarezza.
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Quello che devi sapere
Quando spettano le detrazioni fiscali per i figli a carico?
Le detrazioni fiscali spettano ai figli naturali (sia quelli nati all’interno che quelli nati all’esterno di un vincolo di matrimonio), ai figli adottivi, affidati o affiliati e - da poco - anche ai figli di un coniuge deceduto, ma conviventi con quello superstite. È importante precisare che, a livello anagrafico, i benefici spettano per i figli con età compresa tra i 21 anni e un mese e i 29 anni e 11 mesi: scadono al compimento dei 30 anni (a meno che i figli non rientrino tra le categorie vulnerabili ai sensi della legge 104). Prima dei 21 anni lo Stato prevede la fruizione dell’Assegno unico e universale.
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I limiti di reddito per le detrazioni per i figli a carico
Se i figli che rientrerebbero nelle casistiche per cui spettano le detrazioni superano una certa soglia di reddito personale annuale non vengono più considerati “a carico”: i genitori, o chi comunque esercita la responsabilità legale su di loro, perdono i benefici fiscali. I limiti sono fissati a 4mila euro per i figli fino a 24 anni, che scendono a 2.840,51 euro per quelli fino a 29 anni e 11 mesi. Le cifre vanno considerate in entrambi i casi al lordo degli oneri deducibili.
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Il rapporto tra detrazioni e reddito dei genitori
Il valore massimo della detrazione varia anche a seconda del reddito dei genitori: più è alto, più si abbassa la cifra che si può portare in detrazione. L’ammontare canonico della detrazione è di 950 euro, come stabilito dalle modifiche all’articolo 12 del TUIR introdotte dall’ultima Legge di Bilancio, spettante al 50% per ciascun genitore, salvo che siano intervenuti accordi in senso diverso o in casi di affidamento che prevedono quote diverse.
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La detrazione “base” del 19%
Per i figli fiscalmente a carico è sempre possibile usufruire inoltre della detrazione del 19% su numerose spese sostenute nel loro interesse. Tra queste rientrano, ad esempio, le spese sanitarie, quelle per l’istruzione e, in presenza dei requisiti previsti, quelle per le attività sportive. Queste agevolazioni permettono di ridurre l’Irpef da versare, anche se non comportano necessariamente un abbattimento integrale dell’imposta.
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Le agevolazioni diverse dalle detrazioni fiscali
Nel nostro sistema tributario alle detrazioni fiscali si affiancano altri tipi di agevolazioni, come ad esempio le spese mediche e le misure di welfare aziendale come i fringe benefit. Anche su questo fronte sono intervenute diverse modifiche recenti.
La differenza tra agevolazioni e detrazioni
La più grande differenza che intercorre tra detrazioni e altre agevolazioni, per effetto delle novità introdotte dal governo Meloni, è che in molti casi per le seconde non sono stabiliti gli stessi limiti delle prime, come quelli relativi all’età e all’eventuale soglia del reddito personale annuo. È così ad esempio per la fruizione delle misure di welfare aziendale. Inoltre, le agevolazioni non spettano solamente per i figli, ma per tutta una serie più ampia di parenti in senso ampio, dai fratelli e le sorelle alle nuore e i generi.
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I fringe benefit e i figli a carico
Scendendo nel dettaglio dei cosiddetti fringe benefit, ovvero beni e servizi concessi dal datore di lavoro ai dipendenti, va ricordato che questi godono di una soglia di esenzione più elevata per chi ha figli a carico. Mentre per i lavoratori senza figli il limite di non imponibilità è fissato a mille euro, per i genitori sale a 2 mila euro. Entro questi importi non si applicano imposte né contributi, generando un vantaggio economico concreto sia per il dipendente sia per l'azienda. Di fatto, il plafond disponibile per le famiglie con figli risulta doppio rispetto a quello riconosciuto agli altri lavoratori.
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