A più di un chilometro sotto il North Yorkshire, tra gallerie scavate nel sale e laboratori utilizzati per cercare la materia oscura, stanno crescendo lattughe e bok choi. Non è l’orto personale di un supercattivo: è un esperimento della University of Sheffield e di Farm Urban ospitato dal Science and Technology Facilities Council Boulby Underground Laboratory, un centro di ricerca costruito all’interno della miniera di Boulby. Qui i ricercatori hanno realizzato quella che descrivono come la fattoria sotterranea più profonda del mondo, a circa 1.1 km dalla superficie.
La domanda alla quale vogliono rispondere è meno stravagante di quanto sembri. L’agricoltura deve confrontarsi con temperature estreme, siccità e una crescente competizione per il territorio, mentre le fattorie verticali permettono di produrre cibo in ambienti completamente controllati ma hanno un grosso problema: consumano molta energia. E il Regno Unito possiede migliaia di miniere ormai inutilizzate. Se almeno alcune potessero essere trasformate in aziende agricole, avremmo a disposizione enormi spazi già scavati e naturalmente isolati dall’ambiente esterno. Prima, però, bisogna stabilire se coltivare l’insalata sottoterra abbia davvero senso.
Come cresce una lattuga senza vedere il Sole
Le piante non hanno bisogno propriamente del Sole: hanno bisogno soprattutto della luce necessaria alla fotosintesi. In una fattoria verticale questa viene fornita artificialmente, generalmente attraverso LED selezionati per produrre le lunghezze d’onda più utili alle piante. Le colture vengono distribuite su più livelli e acqua, nutrienti, temperatura e illuminazione possono essere regolati con grande precisione. Il risultato è un ambiente nel quale non esistono notte, grandine, siccità o improvvise ondate di freddo, e nel quale una lattuga può trascorrere tutta la propria vita senza sapere che sopra di lei esiste un cielo.
A Boulby i ricercatori stanno coltivando soprattutto lattuga e bok choi su torri verticali. I primi risultati sono incoraggianti ma tutt’altro che definitivi: alcune lattughe sono cresciute fino a diventare più grandi di una testa umana, mentre altre piante hanno avuto risultati decisamente peggiori. È esattamente quello che ci si aspetta da un esperimento ancora alle prime fasi. Lo studio durerà dodici mesi e serve proprio a capire se sia possibile ottenere non soltanto piante vive, ma raccolti uniformi e vendibili su scala commerciale. I problemi incontrati finora sembrano in buona parte ingegneristici, e dopo le verdure a foglia potrebbero essere sperimentati anche pomodori e salicornia.
Perché dovremmo coltivare sottoterra
A prima vista sembra un’idea economicamente suicida: in superficie abbiamo una gigantesca lampada gratuita chiamata Sole, mentre a un chilometro di profondità dobbiamo produrre artificialmente ogni fotone utilizzato dalle piante. Ed è infatti questo uno dei principali limiti dell’agricoltura verticale. Illuminazione, ventilazione e controllo climatico consumano energia e possono rendere i prodotti molto più costosi rispetto a quelli coltivati tradizionalmente. Le miniere, però, offrono alcune caratteristiche che potrebbero ridurre almeno parte di questi costi: possiedono ambienti dalla temperatura relativamente stabile, sono isolate dal tempo meteorologico e in alcuni casi dispongono già di ventilazione, accessi, elettricità e altre infrastrutture.
Una fattoria sotterranea non deve preoccuparsi di una grandinata che distrugge il raccolto, di settimane senza pioggia o di una notte di gelo fuori stagione. E può produrre durante tutto l’anno nelle stesse condizioni. Questo non significa che il problema energetico scompaia: bisogna ancora capire quanto costi realmente illuminare e climatizzare una struttura del genere, e se eventuali vantaggi compensino la necessità di portare persone, materiali e raccolti centinaia di metri sottoterra e poi nuovamente in superficie. Boulby presenta inoltre difficoltà particolari, come il calore generato dalle attività minerarie e l’ambiente salino. Il punto dell’esperimento è precisamente misurare questi compromessi, non dimostrare in anticipo che la soluzione funzionerà.
Le miniere potrebbero diventare fattorie?
C’è poi una ragione per cui i ricercatori non stanno costruendo semplicemente un’altra vertical farm in un capannone. Nel Regno Unito esistono migliaia di miniere dismesse, spesso nelle vicinanze di comunità che hanno perso una delle loro principali attività economiche. Riutilizzarne almeno una parte per produrre cibo significherebbe sfruttare spazi che altrimenti rimarrebbero inutilizzati senza occupare nuovo suolo agricolo, creare nuovi posti di lavoro e potenzialmente avvicinare la produzione di verdura ai luoghi nei quali viene consumata. Nessuno immagina però di trasferire tutta l’agricoltura sottoterra: gli stessi ricercatori sottolineano che l’obiettivo è affiancare, non sostituire, i campi tradizionali. Colture piccole, rapide e di alto valore come le insalate hanno molto più senso di grano, mais o patate.
Boulby è un luogo particolarmente curioso nel quale sperimentarlo. La miniera è ancora attiva e produce polialite, un minerale utilizzato anche come fertilizzante, ma nelle sue profondità ospita contemporaneamente uno dei più importanti laboratori scientifici sotterranei del Regno Unito. Centinaia di metri di roccia schermano gran parte delle particelle provenienti dallo spazio, permettendo agli scienziati di cercare segnali rarissimi legati alla materia oscura e di condurre esperimenti di fisica quantistica. Adesso, nello stesso ambiente costruito per studiare alcuni dei problemi più misteriosi dell’Universo, qualcuno sta cercando di rispondere a una domanda decisamente più concreta: possiamo coltivarci anche la cena? Se funzionerà, parte del futuro dell’agricoltura potrebbe trovarsi non in nuovi terreni da conquistare, ma nei buchi che abbiamo già scavato.
Gli imperdibili per l'uomo
Scrivo di cinema, in particolare quello con i mostri, le esplosioni e i calci volanti, da prima della crisi dei mutui subprime del 2008. Ho scritto anche dei libri sull'argomento insieme al resto della redazione dei 400calci. Traduco libri, organizzo eventi e parlo anche, quando me lo chiedono. Ho persino lavorato alla scrittura di un gioco di ruolo fantasy-satirico, giusto per non farmi mancare nulla.


