Milano – E se alla fine a sbloccare la situazione nel centrodestra in vista delle Comunali del 2027 fosse la proposta di un ticket elettorale? Venerdì sera, durante la cena di Fratelli d’Italia in piazza Città di Lombardia, questa ipotesi è girata tra i tavoli, come racconta uno dei presenti. Gli esponenti del partito di Giorgia Meloni poco convinti che il nome giusto per la sfida di Palazzo Marino sia quello del forzista Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa, ipotizzavano un ticket tra il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi come candidato sindaco e la vicesegretaria della Lega nonché europarlamentare e consigliera comunale Silvia Sardone come vicesindaca.
L’ipotesi del ticket Lupi-Sardone
Una soluzione che a FdI potrebbe andar bene perché Lupi è da mesi la prima scelta indicata per le amministrative milanesi dal presidente del Senato e cofondatore del partito Ignazio La Russa. Il ticket Lupi-Sardone, dunque, potrebbe accontentare FdI e Nm, ma sarebbe una sconfitta per FI, che punta tutto su Perego, un nome che nel borsino elettorale del centrodestra viene dato ancora in vantaggio sugli altri aspiranti primi cittadini. Il sottosegretario azzurro, insomma, resta in pole, ma nel centrodestra qualcuno sta cercando un Piano B per provare ad accontentare il leader del Carroccio Matteo Salvini, che domenica, dal pratone di Pontida, ha lanciato la Sardone come frontwoman della Lega nella sfida per Palazzo Marino.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani (d) e il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego
Sardone vice? Potrebbe non bastare
Non è scontato che l’ipotesi della pasionaria lumbard come vice di Lupi possa accontentare Salvini, anzi. Il peso elettorale del Carroccio a Milano, pur ridotto, è comunque superiore a quello di Noi Moderati. Di fatto, ogni partito della coalizione, tranne FdI, ha un proprio candidato sindaco e non intende cedere finché non sarà un tavolo con i leader Meloni, Salvini, Tajani e Lupi a dire la parola “fine” sulla scelta dell’uomo o della donna giusta per provare a conquistare Palazzo Marino, in cui il centrodestra è all’opposizione dal 2011.
Le altre strade possibili (o impossibili)
Altri ticket possibili? Sardone-Lupi pare più difficile, così come Perego-Sardone o viceversa. Le controindicazioni non mancano in nessuno dei ticket ipotizzati nelle chiacchierate tra esponenti del centrodestra. La proposta di primarie di coalizione lanciate dal prato di Pontida dalla Sardone, invece, lascia freddi i vertici nazionali dei partiti. Un autorevole dirigente del centrodestra, a microfoni spenti, sintetizza così la situazione: “Le primarie non sono nel nostro Dna. Sarà un vertice di coalizione a stabilire chi sarà il candidato sindaco alle Comunali milanesi del 2027”.
Le primarie
Detto questo, uno degli aspiranti candidati sindaci civici, Pietro Tatarella, dà una sponda alla vicesegretaria lumbard: “Ha ragione Silvia Sardone. Le primarie sono lo strumento migliore per scegliere il candidato sindaco. C’è tutto il tempo per definire le regole e la data. Questo consentirebbe di partire da subito con la campagna elettorale e spostare il dibattito sul programma e sulla visione di Milano”. Ieri sera, intanto, dopo la cena dei mille in piazza Città di Lombardia, il capodelegazione di FdI al Parlamento europeo Carlo Fidanza ha organizzato un evento al Bobino Club: “FdI scalda i motori per le elezioni politiche e per una tornata amministrativa che vedrà andare al voto Milano, ma anche Monza, Como, Varese e Lodi insieme ad altri 300 comuni. Il lavoro fatto in Europa in questi anni, a partire dall’immigrazione e dalle follie green, avrà una ricaduta fondamentale anche sui territori a difesa della sicurezza e dei nostri settori produttivi”. Fidanza ieri ha compiuto 50 anni.