"Con i trattori tra le bici dei turisti che sfrecciano in discesa a

ARCO. La vecchia "Maza" trasformata da due mesi dalla Provincia in pista ciclabile turistica e un crescente malcontento tra i coltivatori del territorio comunale di Arco: si è "schierata" apertamente anche l'amministrazione comunale di Arco in questa questione particolarmente spinosa che vede in prima linea un gruppo di agricoltori di olivi dei comuni di Arco e Nago Torbole. 

I coltivatori, che hanno come unico accesso al proprio campo la vecchia Maza, hanno spiegato come la nuova ciclabile renda "estremamente difficoltoso e oneroso" per loro raggiungere e campi, dato che il regolamento stabilito dalla Provincia "prevede l’accesso solo seguendo la direzione in discesa, quella da Nago ad Arco". 

Il risultato? "I coltivatori - si legge nella nota stampa - sono costretti a recarsi a Nago percorrendo la viabilità ordinaria, anche con i mezzi agricoli, per poi scendere verso il proprio campo, con tempi di percorrenza irragionevoli. Inoltre, alcuni campi hanno un accesso tale da rendere pressoché impossibile l’entrata dei mezzi in quella direzione, costringendo a manovre lunghe e complicate. Tutto questo con un problema molto rilevante di sicurezza, causa la mole di biciclette che percorre la nuova ciclabile e per la velocità spesso molto sostenuta, causata dalla forte discesa". 

I problemi causati dalla nuova ciclabile, hanno spiegato i coltivatori, sono talmente impattanti da prefigurare un diffuso abbandono delle coltivazioni, oltre che una drastica diminuzione del valore degli oliveti.

Il vicesindaco del Comune di Arco Marco Piantoni ha spiegato come l’amministrazione abbia saputo solo dopo l’apertura della strada della sua qualificazione come ciclabile esclusiva e delle regole di accesso previste per i titolari degli oliveti. Ha quindi provveduto a confrontarsi con il dirigente del Servizio Spva, incaricato della gestione della rete ciclabile provinciale, e ha informato anche il sindaco di Nago-Torbole delle criticità emerse.

"Piena solidarietà - ha detto invece l'assessora Chiara Parisi a nome dell'intera amministrazione comunale - ai proprietari e ai coltivatori dei fondi olivicoli. È difficile pensare di impedire o rendere ulteriormente difficoltoso l’accesso ai fondi agricoli, creando nuovi ostacoli a un comparto olivicolo già messo a dura prova dalle difficoltà degli ultimi anni, sul fronte delle produzioni sia per gli attacchi parassitari che per lo stress climatico. Coltivare gli olivi significa custodire una parte importante della nostra tradizione, del nostro paesaggio e della nostra cultura agricola. Proprio per questo preoccupa che, in fase di progettazione della ciclovia, non siano state adeguatamente considerate le caratteristiche del territorio, le pendenze, gli accessi ai fondi e soprattutto la pericolosità della commistione tra mezzi agricoli e biciclette". 

"La presenza di mezzi agricoli, necessariamente lenti e ingombranti, su un percorso sul quale i ciclisti possono affrontare le discese ad alta velocità, anche in presenza di curve con scarsa visibilità, rappresenta un elemento di rischio che non può essere sottovalutato - aggiunge Parisi -. Preoccupa inoltre la soluzione, che si auspica possa essere soltanto temporanea, di consentire agli agricoltori esclusivamente la discesa, obbligandoli a raggiungere i propri fondi attraverso la strada della Maza. Una soluzione che, oltre a creare notevoli disagi, comporta ulteriori rischi legati alla presenza di mezzi agricoli sulla principale via di accesso alla valle".

"A tutto questo si aggiunge un aspetto economico non secondario: la limitazione o la difficoltà di accesso ai fondi può incidere direttamente anche sul loro valore e sulla possibilità di continuare a coltivarli. Si chiede pertanto che vengano accolte le istanze dei proprietari dei fondi, garantendo loro un accesso rapido, sicuro e compatibile con le esigenze della coltivazione agricola, attraverso le vie più idonee e con un’adeguata segnaletica. Laddove necessario, dovranno essere valutati anche interventi per ridurre la velocità dei ciclisti nei tratti più pericolosi, come rallentatori o altre soluzioni tecniche, così da garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada e, al tempo stesso, tutelare il diritto degli agricoltori ad accedere ai propri terreni. La tutela della mobilità ciclabile non può e non deve entrare in conflitto con la tutela dell’agricoltura e di chi, ogni giorno, si prende cura del nostro territorio", conclude Parisi. 

La soluzione prospettata è la convocazione di un tavolo di confronto con la Provincia, al quale prendano parte i rappresentanti dei coltivatori e i referenti dei due Comuni interessati. L’obiettivo è ricercare soluzioni di convivenza indispensabili su un percorso promiscuo, che non penalizzino chi si trova a dover lavorare utilizzando quella strada e che consentano il transito di agricoltori, ciclisti e pedoni.