Coni e Figc tra tensioni e sorprese: domani il giorno del giudizio

ROMA – Ultime ore, ultime riflessioni, ultime schermaglie. Domani alle 13 la Giunta del Coni si riunirà per votare la proposta di commissariamento della Figc, su cui dovrà esprimersi un’ora più tardi il Consiglio nazionale. La questione è nota ormai da mesi e ruota intorno al mancato tesseramento di Giovanni Malagò come requisito per candidarsi alla Federcalcio: è una condizione così grave da sfociare inevitabilmente in un commissariamento? A questa domanda risponderanno prima i 17 membri di Giunta poi, eventualmente, gli 81 del Consiglio nazionale. E il criterio è assolutamente discrezionale: tutto dipenderà dalle valutazioni personali che faranno i rappresentanti dello sport italiano. Una discrezionalità in forma purissima che presta il fianco a una serie di ricorsi e controricorsi, dal Tar fino al Consiglio di Stato. Comunque andrà, non finirà domani. Ecco perché si cerca una soluzione che – ultima nata in ordine cronologico – potrebbe essere lo stesso Malagò, commissario di se stesso.

I principi di diritto amministrativo indicano l’assenza del tesseramento tutt’al più come un ‘vizio’ di forma contro cui bisognava fare ricorso entro i termini previsti dallo statuto della Figc, vale a dire 7 giorni dalla candidatura ufficiale di Malagò, poi eletto presidente il 22 giugno scorso. Circostanza che non è avvenuta, dunque intervenire ora equivarrebbe a chiedere l’ergastolo per una multa per divieto di sosta non pagata e il cui pagamento non è stato richiesto dal Comune nei termini di legge.

BOTTA E RISPOSTA TRA IL CONI E LA FIGC

Sulla questione è botta e riposta di pareri legali tra il Coni e la Figc. Il Comitato Olimpico nazionale ha schierato quattro giuristi e per loro – riassumendo – il tesseramento era essenziale ma il commissariamento non è una conseguenza automatica della violazione. Da via Allegri hanno risposto con una cinquina di esperti (tra i quali spiccano il costituzionalista Sabino Cassese e Bernardo Giorgio Mattarella, ordinario di Diritto amministrativo della Luiss nonché figlio del capo dello Stato). Per questi ultimi il tesseramento non è di per sé un requisito essenziale per la candidabilità e comunque la sua mancanza non basta a giustificare il commissariamento.

Intanto la prima guerra di posizione si combatte anche sui partecipanti al voto. Nessuno (salvo sorprese) può essere escluso, né dalla Giunta né dal Consiglio. Dunque possono votare sia Diana Bianchedi che Elisabet Spina, nonostante su di loro ci siano pareri discordanti circa un potenziale conflitto di interessi, dal momento che la prima è stata per 12 giorni capodelegazione della Nazionale (incarico da cui si è dimessa e che comunque l’Anac non reputava in contrasto con l’incarico di vicepresidente vicaria del Coni) e la seconda è una dirigente del Milan quindi in qualche modo sempre riconducibile al mondo del calcio. Il loro voto potrà eventualmente essere impugnato nel caso in cui risultasse decisivo per l’esito della Giunta, in cui ‘vince’ la maggioranza e anche il pareggio sarebbe una bocciatura. Può votare anche lo stesso Malagò, che siede in Giunta e Consiglio in qualità di membro Cio, ma proprio per evitare impugnazioni dovrebbe decidere di astenersi e addirittura uscire dalla stanza nel momento clou.

Chi la spunterà? Difficile fare previsioni o escludere colpi di scena (dopo quelli bassi), oltretutto queste ultime ore prima del voto potrebbero riservare ancora enormi sorprese su entrambi i fronti. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi si augura che da tutto questo si riesca a uscire “decorosamente”. Lo scenario più probabile, comunque, è che in assenza di un ‘riponete le armi’ generale o di un compromesso, si dovrà continuare a lungo a discutere di ricorsi, carte bollate, giudici e sentenze.

LEGA SERIE A: COMMISSARIAMENTO FIGC DEL TUTTO INOPPORTUNO

“La Lega Calcio Serie A si dissocia e prende le distanze dalla apparente querelle giuridica di cui non comprende i fondamenti in diritto e le ragioni politiche. Giovanni Malagò, candidato in primis dalla Serie A, è stato eletto con largo margine e la stessa Serie A continua a manifestargli completo supporto. Pur nel rispetto dei principi e delle regole della Federazione e del Coni, la Lega Calcio Serie A ritiene il commissariamento del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima. Anche alla luce della chiara posizione espressa dall’UEFA, si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano”. Lo comunica la Lega Calcio Serie A dopo la riunione svoltasi oggi tra le società.