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24 luglio 2026 | 08:07

L’attività nel 2025. Decine di accordi per welfare, invecchiamento, compartecipazione e fisco
La provincia di Bergamo rimane uno dei territori più attivi nella contrattazione sociale. Lo confermano i dati dell’Osservatorio Sociale CISL che, nell’ultimo rapporto stilato insieme al Centro di ricerca WWell dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha fornito i dati della negoziazione sociale affrontata nelle varie regioni italiane. Così, anche per il 2025, viene confermato il ruolo delle organizzazioni sindacali nei processi di concertazione con le amministrazioni comunali.
Per programmare e dare forma sociale allo sviluppo dei territori, infatti, anche in provincia di Bergamo CISL e FNP, in concorso con le altre organizzazioni sindacali, hanno insistito nel promuovere una presenza sempre attiva nella contrattazione delle politiche sociali del territorio provinciale, con particolare riferimento a welfare, politiche abitative, fiscalità sociale e sostegno alle fragilità.
Nel dettaglio, nel corso dello scorso anno, le aree di politica più ricorrenti sono state quelle rivolte agli anziani, alla famiglia e ai minori (12,9%), all’istruzione (10,0%), al fisco (9,6%), alla coesione e territorio e al mercato del lavoro (entrambe pari all’8,7%). Rilevante appare, inoltre, il peso delle politiche per l’abitazione (8,2%) e della disabilità (7,5%). Più contenuta rimane invece l’incidenza delle azioni relative alla sanità ospedaliera (0,4%) e alla prevenzione sanitaria (1,4%), mentre l’assistenza distrettuale si attesta al 7,3% del totale delle azioni negoziate.
“Contrattazione e partecipazione sono leve fondamentali per qualificare le traiettorie dello sviluppo sostenibile – dice Mario Gatti, segretario di FNP CISL Bergamo. Non si tratta soltanto di presidiare diritti o di negoziare misure, ma di contribuire a orientare lo sviluppo, affinché esso non sia misurato solo dalla crescita economica, ma anche dalla qualità della vita, dalla dignità del lavoro, dalla coesione delle comunità e dalla capacità dei territori di non lasciare indietro nessuno. È un lavoro spesso silenzioso, quotidiano, radicato nella prossimità; un lavoro che nasce dall’ascolto dei bisogni e che prova a trasformare le fragilità, le domande sociali e le aspettative delle persone in percorsi negoziali, accordi, impegni verificabili e responsabilità condivise. L’azione del sindacato sul territorio è necessaria per prevenire le derive sempre più insidiose di dinamiche economiche, sociali e culturali che producono diseguaglianza, povertà, isolamento ed esclusione sociale”.
Anche nel 2025 la Lombardia si conferma la regione con i volumi più elevati di contrattazione sociale documentata: 188 testi, pari al 27,7% del totale nazionale. La dimensione comunale continua a rappresentare il principale ambito di sviluppo della contrattazione sociale (Tabella 4). Nel 2025 i documenti riferiti al livello comunale rappresentano il 76,0% del totale, mentre quelli di livello sub-comunale incidono per l’1,6% e risultano presenti esclusivamente in Lombardia. Nel complesso, oltre tre quarti della contrattazione sociale si sviluppano quindi su scala municipale.
Il rapporto 2025 dell’Osservatorio Sociale CISL conferma la forte centralità delle politiche di welfare sociale. Le azioni negoziate nelle aree dell’abitazione, degli anziani, della disabilità, della famiglia e minori, dell’istruzione, del mercato del lavoro e della povertà raggiungono complessivamente il 67,3% del totale, rafforzando una tendenza già osservata negli anni precedenti. Più contenuta risulta, invece, l’incidenza delle azioni riferite alle politiche sanitarie – assistenza distrettuale, assistenza ospedaliera e prevenzione – che nel 2025 rappresentano il 9,1% del totale delle misure negoziate, mantenendosi su livelli inferiori rispetto al 2022 e al 2023.
FNP Bergamo nel 2025 ha portato a termine e firmato 14 accordi, con amministrazioni di tutta la provincia (Città, hinterland, alto e basso Sebino e bassa pianura). I temi di negoziazione hanno riguardato la riforma del welfare, ISEE e compartecipazione ai costi; l’invecchiamento attivo, la solitudine e l’integrazione socio-sanitaria; la formazione degli operatori, il sostegno al disagio economico e le politiche fiscali locali.
Tra gli accordi più rappresentativi, in città è stata definita una revisione del Regolamento di compartecipazione degli utenti alle rette dei servizi domiciliari, garantendo la gratuità totale per gli ISEE pari o inferiori a € 9.360,00 e introducendo il modello della progressione lineare per il calcolo delle quote. inoltre, l’abbattimento ulteriore del 20% della retta per utenti in totale assenza dimostrata di reti familiari di supporto e la gratuità totale per servizi fondamentali quali Telesoccorso, Trasporto sociale, Custodia sociale, Orientamento,, inclusione, Incontri Protetti, Comunità Educative e familiari, Alloggi per l’autonomia.
In altri Comuni della provincia (es. Grassobbio), i sindacati dei pensionati hanno richiesto di innalzare le soglie ISEE per la gratuità di servizi come il SAD. Poi, molti interventi presso le Amministrazioni Comunali hanno comportato la promozione dello sviluppo di sinergie concrete tra ambito sanitario e sociale per garantire la permanenza della persona fragile al proprio domicilio.
C’è stata poi la gestione del sovraindebitamento: nell’Ambito di Dalmine, sono stati strutturati percorsi formativi per assistenti sociali ed educatori rivolti alla gestione della morosità incolpevole, lettura e tutela sulle bollette (Servizio di Maggior Tutela, Bonus Sociali), gestione dei finanziamenti e normativa contro il sovraindebitamento (L. 3/2012 e Fondo Usura). Infine, il contrasto alle aliquote uniche: Nei comuni della zona dell’Alto Sebino (Costa Volpino, Bossico, Castro, Riva di Solto), le organizzazioni sindacali hanno richiesto il superamento dell’aliquota unica IRPEF (variabile dallo 0,5% allo 0,8%) a favore dell’adozione di aliquote progressive per scaglioni di reddito, in ottemperanza all’Art. 53 della Costituzione.
“In un tempo di grandi cambiamenti, in particolare demografici, è necessaria una rinnovata visione di futuro sostenibile che sia garanzia per i giovani e per gli anziani – conclude Gatti. Quello della contrattazione sociale è un impegno fatto di piccoli passi, di ascolto, costruzione di proposte e di relazioni che FNP CISL si è assunta col fine di orientare i decisori alle necessarie scelte per questo periodi di grandi mutamenti”.