Cosa vedere a Modica: 12 tappe tra barocco e cioccolato

Modica è due città sovrapposte, e la maggior parte di chi ci passa ne vede una sola. Si arriva dal Corso, si fanno le foto al Duomo di San Pietro, si compra il cioccolato, si riparte. La città di sopra resta lassù, appoggiata sulla roccia, guardata dal basso come si guarda una cartolina.

Il motivo è banale e nessuna guida lo dice chiaramente: per salire ci sono le scale. Tante. E se non sapete quali sono le alternative, la città alta ve la perdete e basta. In questa guida vi porto in tutte e due, con le tappe che valgono davvero, i numeri che ho verificato uno per uno e le informazioni pratiche che online non trovate: dove si parcheggia, come si sale senza scalinate, cosa costa cosa. Con qualche sorpresa su quello che credete di sapere sul cioccolato.

In breve

Modica si visita in un giorno pieno, mezza giornata se si resta in basso. Le tappe: Duomo di San Giorgio e la sua scalinata, Corso Umberto I, Duomo di San Pietro con i Santoni, chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore, Castello dei Conti, Pizzo Belvedere, casa natale di Quasimodo. Si parcheggia gratis in viale Medaglie d’Oro o a piazzale Falcone e Borsellino. Chi non vuole fare le scale sale in auto a Modica Alta da piazza Monumento. Biglietto cumulativo per i tre musei civici: 10 €.

Table of Contents

Dove si trova Modica e perché è una città divisa in due

Modica si trova in Sicilia, in provincia di Ragusa, nell’angolo sud-orientale dell’isola, a 296 metri sul livello del mare e con poco più di 53.000 abitanti. Ragusa è a un quarto d’ora di auto, Siracusa a poco più di un’ora, Catania a un’ora e mezza.

La cosa da capire prima di tutto il resto è la forma della città. Modica sta dentro una gola, e si è sviluppata su due livelli: Modica Bassa, il fondovalle, e Modica Alta, arrampicata sul costone. Non sono due quartieri, sono due modi diversi di stare al mondo.

Il Corso Umberto I, la strada larga e piatta che attraversa la città bassa e su cui si affacciano i palazzi e le cioccolaterie, non è nato come strada. Sotto ci scorre il fiume Moticano, che è stato coperto. Camminate sopra un fiume, e questo spiega perché quella è l’unica superficie orizzontale di tutta Modica: tutto il resto sale.

Quello che vedete oggi è quasi tutto posteriore all’11 gennaio 1693, il giorno del terremoto del Val di Noto, che rase al suolo mezza Sicilia orientale. Modica fu ricostruita nel tardo barocco insieme a Noto, Ragusa, Scicli, Ispica, Palazzolo Acreide, Militello e Caltagirone. Quelle otto città sono patrimonio UNESCO dal 2002.

Attenzione: Modica viene chiamata “la città delle cento chiese”, e la formula finisce in quasi tutte le guide come se fosse un censimento. Non lo è. Lo stesso soprannome se lo contendono Lucca, Gaeta, Corleone e Amatrice, e nessuna fonte diocesana pubblica un totale che confermi il numero. Gli edifici di culto sono tantissimi, questo sì. Cento è un modo di dire.

Modica Alta: cosa vedere nella città di sopra

È la parte che si perde chi ha poco tempo o poca voglia di salire, ed è un peccato, perché è quella dove Modica è più sé stessa: vicoli stretti, case appoggiate alla roccia, silenzio.

Il Duomo di San Giorgio e la scalinata

È l’immagine di Modica, quella che avete già visto: una facciata a torre alta una sessantina di metri che si allunga verso l’alto sopra una scalinata monumentale a quattro rampe ovali. Fu ricostruito dopo il terremoto e la facciata venne conclusa nel 1842, quando fu montata la guglia con la croce in ferro battuto. All’interno, cinque navate, ventidue tra colonne e pilastri con capitelli corinzi, e un organo monumentale costruito da Casimiro Allieri alla fine dell’Ottocento.

Cosa vedere a Modica Duomo di San Giorgio
Cosa vedere a Modica Duomo di San Giorgio

E adesso la questione degli scalini, perché è il punto su cui tutti scrivono numeri diversi.

Se cercate online trovate 164, 181, 250, 254, 260. Cinque cifre per la stessa scalinata. Ho provato a risalire a una fonte ufficiale e la verità è che non esiste: né il Comune, né la Diocesi, né la Soprintendenza pubblicano un conteggio. Tutti i numeri che girano sono di origine turistica, e si copiano fra loro.

Quello che invece è documentato, e che spiega la forbice, è che la scalinata è stata costruita in due tempi, a sessant’anni di distanza. Il tratto alto, sopra corso San Giorgio, è progetto del gesuita Francesco Di Marco: iniziato nel 1814, finito nel 1818. Il tratto basso, quello che scende fino al corso, è di Alessandro Cappellani Judica e arriva molto dopo, tra il 1874 e il 1880. Ecco perché c’è chi conta 164 o 181 gradini e chi ne conta 250: gli uni contano solo la scalinata ottocentesca alta, gli altri sommano tutto.

Se vi serve un numero per farvi un’idea della fatica, considerate circa 250 gradini dal Corso alla chiesa. Ma sappiate che è una cifra approssimata, e chiunque ve la dia al singolo scalino se l’è inventata o l’ha copiata.

Info pratica: l’ingresso al Duomo di San Giorgio è gratuito. Quando ha preso piede il sistema a biglietto per le chiese di Modica, nel 2024, San Giorgio non ha aderito. Gli orari di apertura invece non sono pubblicati da nessuna parte in modo affidabile: se ci andate con poco margine, conviene una telefonata alla parrocchia (0932 941279) piuttosto che fidarsi di quello che leggete in giro, orari miei compresi.

San Giovanni Evangelista e il Pizzo Belvedere

È il punto più alto del centro storico. La chiesa ha una facciata del 1839 e davanti una scalinata monumentale con ventisei pilastri, che un tempo reggevano ventisei statue. Oggi ne restano tre. Salite lo stesso: dietro la chiesa, il Pizzo Belvedere è il punto da cui si capisce la città, con le case che risalgono la gola e il Duomo di San Giorgio che spunta dal basso con tutta la sua scalinata in bella vista.

Consiglio: venite qui nel tardo pomeriggio, non a metà giornata. La gola è orientata in modo che la luce piena appiattisca tutto, mentre verso sera le case prendono il colore della pietra e le ombre danno profondità alla città. È il momento in cui le foto vengono davvero, ed è anche l’ora in cui il caldo si stacca di dosso.

La casa natale di Salvatore Quasimodo

Quasimodo è nato qui nel 1901, e nel 1959 ha preso il Nobel per la letteratura. La casa è piccola e si visita in poco, ma è una di quelle tappe che valgono per il contrasto: due stanze modeste in un vicolo, e da lì è uscito uno dei poeti italiani più letti del Novecento.

Info pratica: apertura 10-13 e 15:30-18:30, chiuso a Pasqua e il 5 dicembre (orari aggiornati ad aprile 2026 sul sito della casa museo). Il biglietto non è pubblicato ufficialmente e la gestione è in transizione: nel gennaio 2025 la Regione Siciliana ha acquistato l’immobile, quindi tariffe e orari possono cambiare. Non è compresa nel cumulativo dei musei civici.

Il Castello dei Conti e la Torre dell’Orologio

Sopra la città, sullo sperone che divide le due valli, c’è quello che resta del castello della Contea di Modica, che nel Medioevo era il feudo più grande e più ricco di Sicilia. Del complesso originario è rimasto poco, ma la posizione è quella che conta: da lassù si controllava tutto, e ancora oggi si capisce perché. La Torre dell’Orologio batte le ore dal 1725.

Cosa vedere a Modica il castello dei Conti
Cosa vedere a Modica il castello dei Conti

Info pratica: ingresso 3 €, aperto 9-13 e 15-19. Il sito del Comune segnala che il castello è visitabile solo in parte: mettetelo in conto prima di salire, non è una visita da un’ora. Se avete in programma anche il Museo Civico e Palazzo dei Mercedari, chiedete il biglietto cumulativo da 10 € che comprende tutti e tre (separati costerebbero 13). È un’informazione che non trovate in nessuna guida online.

Modica Bassa: il corso e le chiese della città di sotto

Qui si cammina in piano, ed è la parte del centro storico dove sta la vita: negozi, bar, cioccolaterie, gente. Se avete mezza giornata scarsa, è questa la parte da fare.

Corso Umberto I

Un chilometro abbondante di palazzi settecenteschi e ottocenteschi, con il Teatro Garibaldi, il Palazzo di Città e le vetrine delle dolcerie storiche. È la passeggiata di Modica, e la sera diventa il salotto della città.

Info pratica: nei fine settimana il Corso viene chiuso al traffico in serata, con divieto di sosta e rimozione forzata. L’ordinanza che ho trovato è del 2024 e prevede la chiusura venerdì, sabato e domenica dalle 21 all’1, nel tratto tra via Campailla e corso Garibaldi. Le amministrazioni rimodulano questi orari di stagione in stagione: se contate di lasciare l’auto lì, verificate la segnaletica sul posto. Un carro attrezzi rovina la serata più di una salita.

Il Duomo di San Pietro e i Santoni

È l’altra grande chiesa di Modica, e la rivalità tra San Giorgio e San Pietro è una faccenda vecchia di secoli che i modicani non hanno ancora chiuso. Ci si arriva da una scalinata su cui sono schierate le dodici statue degli apostoli, i “Santoni”, opera di Salvatore Ammatuna e Pietro Petracolo.

cosa vedere a Modica San Pietro
cosa vedere a Modica San Pietro

Attenzione: le dodici statue degli apostoli stanno qui, sulla scalinata di San Pietro. Le trovate attribuite spesso alla facciata del Duomo di San Giorgio, ma è un errore che si copia di guida in guida. Se qualcuno vi racconta dei dodici apostoli mentre siete davanti a San Giorgio, sta leggendo il pezzo sbagliato.

Info pratica: San Pietro è entrata nel sistema a biglietto: 2,50 € l’intero, 2 € per i gruppi. Esiste anche un cumulativo da 6 € per quattro chiese (San Pietro, Santa Maria di Betlem, il Carmine e San Giovanni Evangelista), nato con il progetto “Cammini Mariani”. Il dato risale al 2024 e il sistema a ticket è ancora oggetto di discussione in città, quindi può cambiare.

La chiesa rupestre di San Nicolò Inferiore

Questa è la tappa che consiglio a chi pensa di aver capito Modica. Quarantacinque metri quadri scavati nella roccia, affreschi bizantini dell’XI-XII secolo, e il fatto che nessuno sapeva più che ci fosse: è stata riportata alla luce nel 1987, in un ambiente usato come deposito. Sotto la Modica barocca ce n’è una molto più antica.

Info pratica: ingresso 2,50 €, ridotto 1,50, aperta 10-13 e 15-19 (dato del Ministero della Cultura). È gestita da volontari del Centro Studi sulla Contea di Modica, quindi può capitare che sia chiusa fuori programma: se ci tenete, telefonate prima allo 0932 752897.

Le grotte di Modica, la città che quasi nessuno visita

Delle guide che ho letto preparando questo pezzo, una sola su cinque ne parla. Eppure è l’aspetto più originale di tutto il territorio.

Le pareti della gola su cui è costruita Modica sono bucate da centinaia di cavità: grotte abitate, tombe, silos, ripari. Il quartiere Vauso è la parte rupestre più leggibile, dove si vede come si viveva dentro la roccia prima che la città salisse in verticale con le case in muratura. Il censimento archeologico del territorio comunale parla di circa duecento ipogei funerari, duecentocinquanta arcosoli all’aperto e oltre settecento fosse scavate a cielo aperto.

Attenzione: in rete gira il numero di “460 anfratti censiti a Modica”. Non sono riuscito a trovare nessuna fonte che lo regga, e i dati archeologici veri sono quelli che ho scritto sopra. Sospetto sia una somma parziale male riportata che poi si è propagata, ma è una mia ipotesi: quindi il numero non ve lo do come certo.

Il cioccolato di Modica: dove assaggiarlo davvero

Il cioccolato di Modica non si scioglie in bocca come gli altri: crocchia. E c’è un motivo tecnico preciso. Non viene mai portato alle temperature della lavorazione industriale: il disciplinare fissa un massimo di 50 °C, e nel cuore della massa si sta tra i 35 e i 40. A quelle temperature lo zucchero non si scioglie nella pasta di cacao, quindi i cristalli restano interi. Niente concaggio, niente burro di cacao aggiunto: solo pasta di cacao e zucchero, con un minimo del 50% di cacao.

Dal 2018 è IGP, il primo cioccolato al mondo a ottenere questo riconoscimento.

Sulla storia, però, vi devo togliere una soddisfazione. La versione che sentirete ovunque è che a Modica si mangia cioccolato azteco arrivato intatto con gli spagnoli. È vera a metà, e la metà vera è più interessante di quella falsa: gli Aztechi lo zucchero non lo conoscevano. Il loro xocoatl era una bevanda amara e speziata, quindi la ricetta modicana, che è cacao più zucchero, non può discendere da lì. Quello che è arrivato davvero dal mondo mesoamericano attraverso la Spagna è il metodo: la macinatura a freddo sulla pietra, il metate. Il metodo, non la ricetta.

Sulla scelta di dove comprarlo, c’è una cosa che nessuno dice e che vi serve sapere. L’Antica Dolceria Bonajuto, aperta nel 1880 sul Corso Umberto I e considerata la più antica cioccolateria della Sicilia ancora in attività, non aderisce al Consorzio e quindi non può usare il marchio IGP. È una scelta sua, legata a divergenze su ricetta e approvvigionamento. Quindi il negozio più famoso e il marchio ufficiale sono due strade diverse: se cercate “il migliore” seguendo il bollino IGP, Bonajuto non lo trovate, e non perché sia peggio.

Da Bonajuto, oltre alle tavolette, chiedete i ‘mpanatigghi: mezzelune ripiene di cioccolato, mandorle, cannella, chiodi di garofano e carne di manzo tritata. Sì, carne dentro un dolce, e funziona: la nota sapida tiene a bada il dolce e le spezie fanno da ponte. Buoni anche i nzuddi alle mandorle e il cedro candito.

Le altre insegne che vale la pena distinguere: Antica Dolceria Rizza, del 1935, molto legata alla produzione tradizionale IGP; Sabadì, aperta nel 2011, il taglio gourmet contemporaneo e biologico; Casa Don Puglisi, laboratorio artigianale nato come progetto sociale che dà lavoro a giovani madri in difficoltà, e che fa visite con dimostrazione della lavorazione.

Consiglio: compratelo l’ultimo giorno, non il primo. Una tavoletta classica sta indicativamente sui 3-6 €, i bean-to-bar salgono, e siccome dentro non c’è né latte né grassi aggiunti si conserva benissimo, fino a un paio d’anni al fresco e al buio. Il punto è un altro: d’estate, in Sicilia, un sacchetto lasciato in auto per un pomeriggio è cioccolato buttato. In frigo non mettetelo, prende odori e si sbianca.

Cosa fare a Modica oltre alla visita

  • Visita guidata al laboratorio bean-to-bar di Bonajuto, circa mezz’ora con degustazione, solo su prenotazione.
  • Museo del Cioccolato a Palazzo della Cultura: 3 €, degustazione di benvenuto compresa.
  • Tour del barocco del Val di Noto con tappa anche a Ragusa Ibla e Scicli.
  • Laboratorio di cioccolato per famiglie, da prenotare direttamente presso le dolcerie.

Attenzione: se venivate a Modica per la festa del cioccolato, controllate bene le date prima di prenotare. ChocoModica non si tiene più nel weekend dell’Immacolata: l’edizione di dicembre 2025 è stata annullata e la manifestazione ha cambiato stagione, sia per il maltempo ricorrente sia perché a dicembre i cioccolatieri sono sommersi dagli ordini di Natale. Le date della prossima edizione vanno verificate sul sito del Consorzio: quelle che girano sui portali non sono confermate.

Modica sulle tracce di Montalbano

Nessuna delle guide che ho letto lo nomina, il che è curioso, perché è uno dei motivi per cui molta gente arriva quaggiù.

La scalinata del Duomo di San Giorgio è una delle location della serie: è lì che il commissario aspetta Livia alla fermata del bus. Modica fa parte a pieno titolo della Vigata televisiva insieme a Scicli, dove ci sono il commissariato e la questura, a Ragusa Ibla e a Ispica. Se il barocco vi interessa fino a un certo punto ma la serie l’avete vista tutta, il giro tra questi paesi ha perfettamente senso: sono tutti nel raggio di mezz’ora di auto.

Quanto tempo serve per visitare Modica

Dipende soprattutto da quanto siete disposti a salire. Ecco come la imposterei io.

TempoCosa ci staCosa si taglia
Mezza giornataCorso Umberto I, Duomo di San Pietro, San Nicolò Inferiore, una cioccolateriaTutta Modica Alta
Un giornoQuanto sopra, più Duomo di San Giorgio, San Giovanni Evangelista, Pizzo BelvedereMusei, Castello, casa di Quasimodo
Due giorniTutto, con calma: musei civici col cumulativo, Castello dei Conti, Quasimodo, quartiere rupestre, laboratorio del cioccolatoNiente. Avanza tempo per Ragusa Ibla o Scicli

Se avete un giorno solo e volete fare le cose per bene, il consiglio è di rovesciare il senso di marcia: salite in auto a Modica Alta la mattina, visitate la città di sopra e poi scendete a piedi. In discesa le scalinate sono un’altra cosa, e finite la giornata sul Corso, dove ci sono i bar e le dolcerie.

Dove parcheggiare e come salire a Modica Alta senza scale

Questa è la sezione che nessuna delle guide in prima pagina su Google ha, ed è quella di cui avete più bisogno.

I parcheggi

  • Viale Medaglie d’Oro, davanti al mercato ortofrutticolo, vicino alla stazione: gratuito, ampio, ed è l’unico davvero adatto ai camper. Attenzione al sabato mattina, quando c’è il mercato e l’area è occupata.
  • Piazzale Falcone e Borsellino: gratuito, illuminato, circa 600 metri dal centro. È la scelta più semplice per una visita in giornata.
  • San Francesco La Cava: gratuito, il primo che incontrate arrivando da Ragusa sulla SS115. In alta stagione si riempie presto.
  • Piazza Monumento, in Modica Alta: gratuito, ed è quello che vi serve se volete evitare le scalinate.

Info pratica: sulle tariffe della sosta a pagamento in centro non do numeri, perché gli unici che circolano vengono da un sito generato automaticamente e non sono confermati da nessuna fonte ufficiale. I quattro parcheggi qui sopra sono gratuiti e risolvono il problema senza doverlo affrontare.

Salire senza fare le scalinate

Partiamo da una cosa che va detta chiara, perché online si legge il contrario: a Modica non ci sono ascensori pubblici né scale mobili. Esiste un progetto comunale del 2024 per scale mobili e ascensori panoramici, presentato e inserito nel piano delle opere, ma è fermo in attesa di finanziamento e non risultano aggiornamenti. Quindi oggi, nel 2026, non contateci.

Le alternative reali sono due.

In auto. Modica Alta è raggiungibile in macchina: si sale a piazza Monumento dalla SP37, oppure si prende via Sant’Andrea, che porta verso il belvedere. Da corso San Giorgio si arriva sopra la scalinata del Duomo, il che significa raggiungerlo dall’alto invece che dal basso. Il rovescio della medaglia è che lassù le strade sono strettissime e i posti auto pochi: mettete in conto di girare, soprattutto d’estate.

In autobus. Dal luglio 2024 il servizio urbano è gestito da SAIS, con sei linee e mezzi nuovi tutti dotati di pedana per l’accesso in carrozzina. La corsa singola costa 1,20 €, il biglietto da 90 minuti 1,50, il giornaliero 5. Si comprano online, sull’app SAIS o dai rivenditori in città.

Attenzione: non sono riuscito a stabilire quale linea urbana salga effettivamente a Modica Alta né con che frequenza, perché SAIS non pubblica i percorsi in forma consultabile e alcune fermate risultano ancora in fase di definizione. Il servizio c’è e i mezzi sono accessibili, ma il percorso chiedetelo al numero 091 2776999 o verificatelo sull’app prima di contarci. Preferisco dirvi che non lo so piuttosto che mandarvi a una fermata sbagliata.

Accessibilità, in concreto

Il Duomo di San Giorgio non risulta accessibile in carrozzina e non è documentato un ingresso alternativo attrezzato: il sagrato ha comunque dei gradini. Arrivare dall’alto in auto però cambia la scala del problema, perché si passa da circa duecentocinquanta scalini a pochi.

Il Corso Umberto I invece è piatto e largo, quindi tutta Modica Bassa si fa senza problemi anche con un passeggino. Sono le traverse che si staccano dal Corso a essere quasi tutte scalinate o vicoli ripidi.

Il giro che consiglierei a chi non può affrontare le salite: parcheggio a Medaglie d’Oro o Falcone e Borsellino, tutta Modica Bassa in piano lungo il Corso, poi si riprende l’auto e si sale a piazza Monumento per la città alta e il belvedere. Non è un percorso certificato da nessun ente, è come lo imposterei io sulla base di quello che ho verificato.

Dove dormire a Modica

Dove dormire a Modica: in quale zona

  • Modica Bassa: sul Corso o a ridosso. La scelta giusta se è la prima volta, se il soggiorno è breve, se avete valigie pesanti o bambini. Ristoranti e cioccolaterie sotto casa, ma anche rumore serale e parcheggio complicato. È la zona più richiesta e la più cara in alta stagione.
  • Modica Alta: silenzio, vista e case scavate nella roccia, con molti meno turisti. Il prezzo lo pagate in gradini, la sera dopo cena. Da evitare con problemi di mobilità o bagagli ingombranti, per quanto belle siano le foto.

Dove dormire a Modica: hotel, b&b e dimore storiche

In Modica Bassa

  • Palazzo Il Cavaliere B&B de Charme (€€): sette camere in un palazzo settecentesco sul Corso, proprio davanti al Duomo di San Pietro. È probabilmente il miglior rapporto posizione-qualità di Modica: niente scale, niente vicoli, cioccolaterie a due passi. Mobili siciliani d’epoca, alcune camere con soffitti affrescati e finestre insonorizzate, cosa non banale su una strada centrale. Oltre 300 recensioni con punteggio alto.
  • Le Magnolie Hotel (€): l’opzione più contenuta tra quelle con un numero di recensioni credibile, 8,8/10 su circa 180 giudizi verificati.

In Modica Alta

  • Hotel Palazzo Failla (€€€): quattro stelle dentro un palazzo nobiliare del Settecento, con soffitti alti, alcuni affrescati, pavimenti in ceramica originale e ristorante interno. Circa 590 recensioni. Si scende in centro a piedi comodamente: è il ritorno la sera a chiedere il conto.
  • Casa Talia (€€€): la struttura più fotografata della città, case recuperate nella roccia con giardino di ulivi e terrazze affacciate sul Duomo di San Giorgio. Bellissima, ma sappiatelo prima: la separano dal centro circa 250 gradini di pietra, ed è il rilievo che ricorre in tutte le recensioni negative. Alcune camere sono piccole.

Info essenziali

  • Come arrivare: da Ragusa 17 minuti in auto o 23 in treno (2,50 €); da Siracusa circa un’ora e dieci in auto; da Catania un’ora e mezza, con bus diretti anche dall’aeroporto. L’aeroporto più vicino è Comiso, a 30 km.
  • Attenzione ai treni: la linea Siracusa-Ragusa-Modica è a binario unico non elettrificato, con corse scarse e sostituzioni con bus frequenti. Verificate su trenitalia.it prima di contarci.
  • Stazione: in Modica Bassa, circa 15 minuti a piedi dal centro, vicino al parcheggio di viale Medaglie d’Oro.
  • Quando andare: primavera e inizio autunno. Modica è una città verticale e in luglio e agosto le salite si pagano care.
  • Durata consigliata: un giorno pieno, due se volete anche i musei e i dintorni.
  • Chiese: molte chiudono nel primo pomeriggio, indicativamente tra le 13 e le 15:30.

Domande frequenti su Modica

Quanti scalini ha il Duomo di San Giorgio a Modica?

Circa 250 dal Corso alla chiesa, ma è un dato approssimato: nessuna fonte ufficiale li conta. Le cifre che circolano (164, 181, 250, 260) divergono perché la scalinata fu costruita in due fasi, il tratto alto tra il 1814 e il 1818 e quello basso tra il 1874 e il 1880: c’è chi conta solo il primo e chi somma entrambi.

Quanto tempo serve per visitare Modica?

Mezza giornata per la sola Modica Bassa (Corso Umberto I, Duomo di San Pietro, San Nicolò Inferiore), un giorno pieno per aggiungere Modica Alta con il Duomo di San Giorgio e il Pizzo Belvedere, due giorni per musei, Castello dei Conti e dintorni.

Che differenza c’è tra Modica Alta e Modica Bassa?

Modica Bassa è il fondovalle attorno a Corso Umberto I, pianeggiante, con negozi, ristoranti e cioccolaterie. Modica Alta è la parte arrampicata sul costone, più silenziosa e autentica, dove si trova il Duomo di San Giorgio. Le collegano lunghe scalinate, ma Modica Alta si raggiunge anche in auto da piazza Monumento.

Si può salire a Modica Alta senza fare le scale?

Sì, in auto da piazza Monumento (SP37) o da via Sant’Andrea, oppure con i bus urbani SAIS, che hanno tutti la pedana per l’accesso in carrozzina e costano 1,20 € a corsa. A Modica non esistono ascensori pubblici né scale mobili: il progetto presentato nel 2024 non è mai stato finanziato.

Dove si parcheggia a Modica?

I parcheggi gratuiti utili sono viale Medaglie d’Oro (l’unico adatto ai camper, ma occupato dal mercato il sabato mattina), piazzale Falcone e Borsellino a circa 600 metri dal centro, San Francesco La Cava arrivando da Ragusa e piazza Monumento per chi vuole salire direttamente a Modica Alta.

Perché il cioccolato di Modica è diverso dagli altri?

Perché si lavora a freddo: il disciplinare prevede un massimo di 50 °C, con la massa tenuta tra i 35 e i 40. A quelle temperature lo zucchero non si scioglie nella pasta di cacao e i cristalli restano interi, da cui la caratteristica consistenza granulosa. Contiene solo pasta di cacao e zucchero, con almeno il 50% di cacao, ed è IGP dal 2018.

Meglio visitare Modica o Ragusa?

Sono a 17 minuti d’auto e si visitano bene nello stesso viaggio. Ragusa Ibla è più scenografica e compatta, Modica è più verticale e vissuta, con il cioccolato come attrattiva in più. Se avete un solo giorno e amate il barocco scegliete Ragusa Ibla, se volete anche il lato gastronomico scegliete Modica.

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Cosa vedere a Modica: 12 tappe tra barocco e cioccolato 5

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