Crisi Natuzzi, nuovo allarme dei sindacati: «Crollo del fatturato»

La Fillea Cgil Puglia lancia un nuovo allarme sulla Natuzzi. I numeri del primo semestre 2026 certificherebbero una situazione di profonda sofferenza per il gruppo del mobile imbottito: il fatturato registra un crollo superiore al 23%, mentre le perdite operative sono salite a 4,7 milioni di euro, contro i 4,1 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. A completare il quadro si aggiunge l'avvio della procedura per il delisting dei titoli dalla Borsa di New York. Ignazio Savino, segretario generale del sindacato, attacca la dirigenza dell'azienda di Santeramo in Colle: «Le dichiarazioni di Pasquale Natuzzi sono inaccettabili. Si continua a difendere un piano di dismissioni che lo stesso gruppo definisce di ristrutturazione, i cui risultati negativi sono ormai sotto gli occhi di tutti. Per mesi si è cercato di attribuire le difficoltà alle posizioni del sindacato, ma oggi sono il mercato, i numeri e gli operatori finanziari a bocciare questa strategia».

La preoccupazione principale riguarda la tenuta occupazionale e la tutela dell'intero distretto del mobile imbottito tra Puglia e Basilicata. Il timore concreto è che, con il protrarsi della crisi e l'avvicinarsi della fine dell'anno, l'azienda possa avviare procedure di licenziamento collettivo per i lavoratori attualmente considerati in esubero.

“Per mesi le difficoltà - aggiunge Savino - sono state attribuite anche alle posizioni del sindacato e della Fillea. Oggi non siamo più noi a denunciare il fallimento di questa strategia ma i risultati industriali, il mercato e gli stessi operatori finanziari. Si stanno mettendo a dura prova non solo migliaia di lavoratrici e lavoratori, ma la tenuta del gruppo stesso e l’esistenza dell’intero distretto del mobile imbottito pugliese e lucano».

E ancora: «Il Governo e il ministro Urso convochino subito le parti e le Regioni Puglia e Basilicata assumano un ruolo attivo nel contrastare questo percorso di deindustrializzazione. Non possiamo arrivare alla fine dell’anno con il rischio che l’azienda apra procedure di licenziamento obbligatorio per i lavoratori che resteranno in esubero. Lo diciamo con chiarezza: non lo accetteremo. Se Natuzzi continuerà su questa strada, il sindacato confederale e i lavoratori metteranno in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie per difendere occupazione, produzioni e futuro industriale del distretto».